Recensione: “Amore e pregiudizio” di Marco Cacciato Insilla

Salve amici lettori, oggi vogliamo proporvi una lettura particolare, il saggio Amore e pregiudizio – Come abbattere l’odio anti-gay e costruire l’amore per i diritti umani con la letteratura di Marco Cacciato Insilla. Un’opera ricca di interessanti spunti di riflessione, particolarmente consigliata per tutti coloro che insegnano e che sperano di poter contribuire alla creazione di un mondo migliore attraverso le proprie lezioni.

Amore e pregiudizio. Come abbattere l’odio anti-gay e costruire l’amore per i diritti umani con la letteratura

Marco Cacciato Insilla

Editore: Officina Milena
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 15 marzo 2019
Pagine: 350 p., Brossura
EAN: 9788832101096

Recensione a cura di Rosa Zenone

“Amore e pregiudizio” è uno studio sul ruolo della letteratura e sugli effetti della lettura nella formazione del pensiero dei giovani, per contrastare l’omofobia a scuola ed educare ad amare i diritti umani. Non è una rassegna asettica di teorie ma un’operazione di applicazione di elementi di teoria della letteratura a questioni che riguardano l’omosessualità. Durante la sua carriera Marco Cacciato Insilla ha incontrato e intervistato l’astrofisica Margherita Hack, lo scrittore Aldo Busi, Giovanni e Paola Dall’Orto, il professor Francesco Gnerre e tanti altri. Molti, quindi, i contributi inediti sul tema della funzione della letteratura nella formazione del pensiero e nel contrasto dell’omofobia.

Le finalità di Amore e Pregiudizio sono quelle enunciate dal sottotitolo: abbattere l’odio anti-gay e costruire l’amore per i diritti umani con la letteratura. L’intera opera mira a tale scopo spiegando accuratamente in che modo ciò possa avvenire.

“Quando in Italia dirsi omosessuale, rivendicare, vivere liberamente, non sarà più detto “ostentare”, allora potremo davvero parlare di omosessualità integrata nella società come elemento naturale. Perché, finora, il senso comune vigente definisce normale il bacio in pubblico di coppia etero e provocatorio quello di una coppia omosessuale”

Il saggio conduce un’indagine scrupolosa e coerente, la tesi dell’autore è svolta confutando in modo logico e mai superficiale le diverse antitesi che vi si contrappongono. A sostegno delle proprie idee sono riportati numerosi testi di autori e intellettuali che rafforzano in modo incisivo le idee da trasmettere. Massima scientificità è data dalle numerose note a piè di pagina e dalla lunga bibliografia conclusiva, testimonianza del meticoloso lavoro svolto.

Il libro risulta suddiviso in diverse ‘parti, di cui la prima si prefigge lo scopo di annientare tutti quei pregiudizi sull’omosessualità derivanti da una lettura non contestualizzata e ragionata dell’Antico Testamento.

“Le implicazioni della questione su affettività e sessualità sono diverse: per la Chiesa qualsia-si atto sessuale ha senso solo se a fine procreativo e all’interno del matrimonio; il sesso (che invece nel mondo laico è inteso come corona-mento della passione) viene così svuotato di ogni connotazione positiva finalizzata a una soddisfacente vita di coppia e, per essere ritenuto lecito, non dovrebbe superare le volte in cui è destinato alla procrea-zione; non solo, ma anche il piacere fisico che se ne trae dovrebbe es-sere ridotto al minimo, perché ogni ricerca di piacere fine a se stesso sarebbe contraria ai principi divini, sarebbe un abuso dell’arbitrio dell’uomo che violerebbe, anzi profanerebbe, la sacralità del corpo del cristiano che, col battesimo, viene ritenuto tempio dello Spirito santo e si volgerebbe verso la ricerca di un piacere personale, considerato «culto del corpo» e, quindi, definito «idolatria».

Tutti questi assunti, nel corso dei secoli, hanno colpevolizzato e mortificato il sesso e l’autoerotismo (divenuti fonte di senso di colpa.) (…) L’antiomosessualismo della dottrina cattolica scaturisce dunque da una più generica sessuofobia, la quale ha già iscritti all’interno quasi tutti i caratteri dell’omofobia.”

Il contradditorio ad alcuni precetti propagati dalla Chiesa cattolica non avviene in modo banale e superficiale, vengono riportati gli estratti incriminati e discussi ampiamente e approfonditamente. Non bisogna pensare vi sia all’interno una posizione di duro e facile anticlericalismo, piuttosto di obiettiva valutazione che non offende né atei nè credenti, ma che anzi probabilmente li accorda. Infatti alle posizioni più ortodosse sono contrapposte figure rivoluzionarie che hanno fondato la propria vita sull’amore indiscriminato verso il prossimo, secondo quelli che sono i precetti predicati da Gesù.

“Del resto è questo il senso della portata rivoluzionaria del messaggio di Gesù, rispetto a quello della religione basata sull’Antico Testamento. (…) Cristo, quindi, indica la strada per la salvezza: amare il genere umano, prendersi cura degli ultimi, anteporre il bene della persona alla mera esecuzione dei precetti. Amando l’uomo si ama Dio, incarnato in Spirito nei suoi figli.”

Trovano dunque spazio numerosi uomini che hanno saputo applicare nella vita tale messaggio, rigettando la dura imposizione di testi mal interpretati e coerenti solo in relazione all’epoca di appartenenza, tra questi Don Andrea Gallo. L’amore propugnato da Cristo risulta essere scevro da pregiudizi e da rigidi dettami insensati.

Ai pregiudizi inerenti l’omosessualità coltivati dalla religione seguono quelli presenti in ambito letterario, tra cui non solo la censura di tale tematica nelle opere ma anche l’omissione di tale orientamento sessuale di numerosi autori.

“C’è chi pensa che esplicitare l’omosessualità di un artista sia come chiuderlo in un ghetto. Ci sono scrittori da sempre dati per eterosessuali. Il ruolo di spicco assegnato, nel panorama della letteratura ita-liana, prescinde dal loro orientamento sessuale. Allora perché documentare il contrario dovrebbe incidere sul loro prestigio? Non si tratta di cucire addosso etichette, ma di offrire una nuova chiave di lettura, per interpretare l’uomo, il pensiero e l’opera che (secondo alcuni teorici) dai primi due potrebbe essere influenzata. Un orientamento sessuale autorizzato dalla morale può non influire sulla personalità. Tuttavia, la disapprovazione sociale di un orientamento ritenuto illecito, potrebbe determinare peculiarità caratteriali traducibili in peculiarità letterarie. Non si tratta quindi dell’omosessualità come aspetto fon-dante della personalità, ma della relazione del soggetto con un ambiente fortemente ostile, che può determinare condizioni di isolamento, di sofferenza, di rinnegamento del proprio io, di clandestinità.”

La critica letteraria ha dunque il difetto di voler trascurare/nascondere l’omosessualità di alcuni scrittori, dato che invece ne permetterebbe una più profonda comprensione senza relegarli in tipologie ritenute inferiori e poco degne di approfondimento.

Inoltre i testi prodotti da quegli stessi autori, assieme ad altri di simili tematiche, potrebbero fungere da testimonianza e guida proprio nel superamento di determinati schemi mentali che impediscono un mondo egualitario.

D’altronde il libro si prefigge proprio tale proposito, quello di superare l’omofobia attraverso la lettura per instaurare un “nuovo umanesimo”, più attento ai diritti di ogni singolo uomo al di là delle differenze etniche, sessuali e religiose. Tale progetto sarebbe attuabile proprio attraverso la letteratura, questa tesi è argomentata nella terza parte attraverso numerose concezioni attinenti la teoria della letteratura.

“Ecco come il pensiero dei grandi autori del passato, che sgorga dal-le loro opere, diventa nutrimento per chi legge con passione e si rivolge all’autorità con gli occhi del discente. Non basta, però, leggere con superficialità, bisogna aprire il proprio intimo di fronte a un testo, interrogarlo e interrogarsi, offrirgli la possibilità di metterci in discussione, di mettere in crisi le nostre credenze, o di consolidarne altre, o di insegnarci a dirle in maniera più efficace e convincente.”

L’assioma base è che la letteratura abbia un enorme potenziale e che sia in grado di far mutare le opinioni del lettore; ciò avviene sia perché propone alternativi modelli di “mondi possibili”, sia in quanto consente di immedesimarsi nei personaggi, ma queste sono solo alcune delle teorie a suffragio di tale potere insito nella letteratura. Approfondire tali questioni risulta oltremodo affascinante e apre uno spaccato su ciò che a volte è ritenuto un mero svago, ossia la lettura.

“Come non si nasce col sentimento della vergogna, non si nasce omofobi: l’omofobia si impara da chi la insegna. Se l’arte, quindi, diffondesse simbolicamente il rispetto per le diversità e se tale arte fosse utilizzata nelle scuole a tutti i gradi d’istruzione, non ci sarebbe più spazio per ogni forma d’odio legata ai pregiudizi.”

Fondamentale risulta dunque adoperare quelle che sono le sue funzioni più celate e volgerle per insegnare il rispetto dell’“altro” alle nuove generazioni, superando gli stereotipi diffusi dalla società dominante. Luogo per eccellenza deputato all’educazione e all’arricchimento personale è la scuola, consapevole di ciò l’autore denuncia la necessità di adottare l’ottica consigliata e di trattare tali argomenti in aula.

Ma il suo non rimane un mero astratto consiglio, poiché nella quarta parte del libro riporta una dettagliata proposta formativa incentrata su tali assiomi e sperimentata in una quarta di un liceo scientifico. La suddetta offerta si basa sui principi della didattica attiva, ossia che rigetta completamente la possibilità di alunno che subisce passivamente l’insegnamento, ma che piuttosto vi partecipa influenzandolo. Questa sezione risulta particolarmente interessante per i docenti di materie umanistiche, poiché fornisce materiale e progetti concreti per instillare negli alunni riflessione e conseguente rifiuto dell’omofobia.

Al termine del libro gli argomenti dell’omofobia e della letteratura quale panacea sono ulteriormente approfonditi attraverso dei testi e delle interviste tenute a personalità di rilievo: Margherita Hack, Aldo Busi, Krzysztof Charamsa, Giovanni Dall’Orto, Francesco Gnerre, Paola Dall’Orto.

La prosa è scorrevole e i paragrafi ben strutturati, forse a volte potrebbe apparire prolisso e ripetitivo, ma ciò non si può dire un difetto data la complessità della tematica, poiché in tal modo si assicura di far attecchire e comprendere chiaramente i propri enunciati a tutti i lettori.

Amore e Pregiudizio è un libro coinvolgente, in grado di aprire numerosi spiragli nella mente di chi legge, risulta completamente all’altezza del compito che si prefigge.

In una società dove le discriminazioni e i pregiudizi verso “l’altro” sono all’ordine del giorno e dove la lettura diviene sempre più attività di pochi, è necessaria un’opera del genere, in quanto trasmette il potenziale troppo spesso taciuto della letteratura e insegna ad adoperarla quale strumento di comprensione del mondo e avvicinamento verso il prossimo.

 “Così come vivere è meglio che sopravvivere, come rispettare è meglio che tollerare, amare è meglio che rispettare. La tolleranza è una forma di pazienza nei confronti di un’intrusione. Il rispetto è già una forma di riconoscimento agli altri di uno status di pari dignità rispetto a quella che il soggetto giudicante attribuisce a se stesso e alle sue co-se, pur restando nell’ambito di un “altro” che non lo riguarda personalmente. Invece l’amore è una forma di propensione involontaria e incondizionata nei confronti dell’altro, per cui si ama qualcosa per la quale vale la pena di lottare per difenderla. Quindi, se rispettare i diritti umani è una forma di apertura verso se stessi, e parte da un’azione da svolgere all’interno della propria sfera personale, amare i diritti umani è una forma di apertura verso gli altri, che muove dall’amor di sé, dall’amore per la propria libertà e che successivamente si traduce in amore per il genere umano, per la libertà degli altri e per le cose del mondo.”

Marco Cacciato Insilla

Nato a Catania il 9 gennaio 1987. Dopo la laurea in Lettere Moderne, da Catania si trasferisce a Firenze, città in cui vive, e si specializza in Filologia Moderna. A ottobre 2014 sbarca sul web LGBT News Italia, sito d’informazione sul mondo lgbt, di cui è responsabile con lo pseudonimo di Andrea Miluzzo. Come attivista per i diritti lgbt, il 12 marzo 2015 ha dato il via al boicottaggio di Dolce e Gabbana con l’hashtag #BoycottDolceGabbana, rilanciato in pochi giorni dai giornali esteri, e da nomi noti come Elton John, Ricky Martin, coinvolgendo 50,3 milioni di utenti in tutto il mondo. Attivista per i diritti civili e appassionato di Gender and Cultural studies e di Teoria della letteratura. Oltre a scrivere per LGBT News, collabora col quotidiano Sicilia News. COLLABORATORE SEZIONE POLITICA

Materiale fornito dalla Casa Editrice

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