Recensione: “Anche la strega cattiva è buona. Dialoghi con Oreste”

Buongiorno Lettori!
Oggi desidero parlarvi di un libro emozionante che racconta con la leggerezza propria dei pensieri di un bimbo un tema complesso; un libro che parla di Oreste e della sua particolare “visione” della vita, resa speciale dall’autismo, che ci viene presentata da una mamma straordinaria che vive per il suo eterno bambino. Non è un racconto inventato, ma non spaventatevi, avvicinatevi fiduciosi alle pagine di questo libro, ve ne allontanerete sicuramente migliori!

Anche la strega cattiva è buona. Dialoghi con Oreste

Rita Francese

Editore: Les Flâneurs Edizioni
Collana: Fuori collana
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 30 ottobre 2019
Pagine: 144 p., Brossura
EAN: 9788831314107

Recensione a cura di Francesca Simeoni

Oreste è un ragazzo “speciale”. Vive in un mondo tutto suo, dove anche la strega cattiva è buona, Babbo Natale esiste davvero e per sempre, ogni persona è “bella” e tutto costa un euro. La sua mamma ce lo fa conoscere attraverso i loro dialoghi quotidiani, fulminanti scambi di battute di volta in volta surreali, teneri, pungenti… “filosofici” nel senso più ampio del termine. Tramite le loro voci, alternate ad aneddoti di vita vissuta, entriamo in punta di piedi nella loro esistenza, fatta di tanto amore, infinita pazienza, enorme coraggio e difficoltà inimmaginabili. Non un libro sull’autismo, ma un libro su ciò che Oreste è, nonostante l’autismo.

“Avevo deciso che non avrei più scritto di autismo. Ne parlano tanti, troppi. Ma poi mi sono detta: «Tu non vuoi parlare di autismo, vuoi parlare di Oreste». Di come sia coccoloso, morbidone e simpatico, di quanto ami la compagnia, gli amici, gli zii e chiunque lo consideri un essere vivente e non una pianta. Di come basti poco a farlo felice e di come sappia strappare un sorriso anche quando siamo giù. Ecco, questo non è un libro sull’autismo, ma un libro su quello che Oreste è, nonostante l’autismo”.

Rita Francese è una mamma speciale, è la mamma di Oreste un ragazzo autistico di 25 anni che rimarrà per sempre un bimbo che crede alla magia, a Babbo Natale e che le strega cattiva delle storie, in fondo in fondo, così cattiva non sia.

Il libro è una raccolta ben congeniata di dialoghi e scambi di battute tra lei e il suo eterno bambino, che si alternano a importanti riflessioni sulla vita quotidiana delle persone affette da questa patologia e di coloro che li circondano.

Oreste è un ragazzo speciale, e non perché autistico ma perché dotato, per come ho imparato a conoscerlo nei racconti della sua mamma, di un animo gentile

“Cosa dire? Oreste ne ha fatta una delle sue. Sono seduta, sconsolata, vicino a lui e gli dico: «Non so proprio cosa fare con te. Non so cosa dire. Cosa devo dire?». «Ti voglio bene!».”

e di una fantasia delicata.

“I Moschettieri R: «Oreste conosci il detto dei tre moschettieri? Uno per tutti, tutti per uno? Allora, com’è il detto? Uno per tutti, tutti per…?». O: «Me!». R: «Ma nooo! Per uno! E chi lo dice? Lo dicono i tre…?». O: «Porcellini?». #noncelapossofare”

Non è sempre facile avere a che fare con lui e gli imprevisti, anche particolarmente violenti, che purtroppo non mancano, ma Oreste ha al suo fianco una guerriera che ha imparato – a sue spese – a affrontare il mostriciattolo che è in lui e a gestirlo affinché non faccia troppi danni…

Ma non è per nulla facile, per una madre, rinunciare a tutto per il proprio figlio e dover combattere per lui contro l’assurda burocrazia e l’incomprensibile mancanza di sostegno da parte delle istituzioni al compimento dei 18 anni di questi ragazzi.

“Il Dolore, quello con la D maiuscola. È il Dolore di una madre/di un padre che ha perso la libertà: non riesce a uscire, non ha più amici. Spesso viene chiamata di continuo mentre è al lavoro e finisce per perdere anche quello. Il suo angelo diventa il suo carceriere”

Ma Rita non demorde e diviene punto di riferimento per altre mamme e altre famiglie che si trovano a dover combattere le sue stesse battaglie, si trasforma nel collante magico che abbraccia la sua famiglia e la tiene stretta nonostante tutte le sue difficoltà.

Non conosco personalmente Rita, anche se mi piacerebbe davvero incontrarla e poter fare quattro chiacchiere con Oreste, ma da mamma non posso fare altre che ammirare la sua forza d’animo e la sua determinazione.

Questo libro si legge con una facilità indescrivibile, a tal punto da non lasciare solo chi si perde così velocemente tra le sue pagine: tutto trafigge il cuore del lettore, ogni parola, ogni battuta, ogni riflessione ti colpisce come un pugno e ti rimane dentro per tantissimo tempo.

Leggetelo e amerete Oreste e la sua splendida mamma, e la prossima volta che vi troverete davanti a un bimbo o, meglio ancora, a un ragazzo che si comporterà in maniera particolare non giudicherete più quel genitore che fatica a trattenerlo ma lo sosterrete con tutta la forza che la comprensione e la condivisione vi suggeriranno!

Materiale fornito dalla casa editrice

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