Recensione: “Città di morti” di Herbert Lieberman a cura di Francesca La Piana

Città di morti

Herbert Lieberman

Traduttore: R. Vitangeli

Editore: Minimum Fax

Collana: Sotterranei

Anno edizione: 2018

In commercio dal: 4 ottobre 2018

Pagine: 505 p., Brossura

EAN: 9788875219673

Paul Konig è il medico legale e anatomopatologo più noto e apprezzato di New York, sta cercando di ricostruire l’identità delle vittime di un efferato delitto, quando delle strane chiamate lo angosciano; Sua figlia Lauren è stata rapita. Si apre così uno scenario su due fronti che vede protagonista il sergente Flynn, impegnato nella ricerca dell’assassino, e il detective Haggard, a cui Konig si è rivolto perché lo aiuti a scovare i rapitori di sua figlia.

Questo libro inizia in maniera semplice, il classico giallo americano con una scena del crimine e l’arrivo della polizia. Le pagine che seguono però, aprono uno scenario inquietante, brutale, violento, trasformandolo in un thriller brusco, che sa parlare della vita e del declino di un uomo, il protagonista.

Paul Konig è lui che occupa pienamente la scena di queste pagine, un personaggio con diverse sfaccettature; anatomopatologo che ha incentrato la sua vita sul lavoro a discapito degli affetti famigliari; medico legale capo della città di New York, facoltoso, famoso, scrupoloso, ammirato e quasi adorato dai suoi colleghi, ma al contempo un uomo a cui la vita ha rubato l’amore di sua moglie morta a causa di una malattia. Paul ha perso anche l’affetto e il rispetto della sua unica figlia che lo ritiene responsabile della perdita della madre e che si è sempre sentita esclusa dalla vita del padre. Un uomo tormentato, che non riesce a essere più sicuro di nulla e che guarda da spettatore il declino della sua vita.

I capitoli del libro sono scanditi da orari e luoghi ben precisi, quelli iniziali introducono la vita del medico, le sue competenze, le sue abitudini e le sue ossessioni nate e formate nei suoi quaranta anni di servizio; si descrive la sua giornata “tipo”, come il riconoscimento di una vittima o il dover testimoniare a un processo.

La maggior parte della narrazione è incentrata sulle attività quotidiane di medici legali all’ interno di un obitorio, minuziose le descrizioni di questa “sala operatoria”, tecniche le nozioni mediche, uno schema preciso sull’anatomia umana.

Pagine ricche di tematiche differenti, vicende mediche, politiche e sentimentali che si uniscono alla trama principale, in cui Konig ha il ruolo di ricomporre le parti di corpi ritrovati per il sergente Flynn che indaga sugli omicidi. L’altra parte dell’indagine è affidata al detective Haggard che indaga su Lolly, per capire se è stata rapita o se è scappata come sostiene il padre.

Un libro alla ricerca della verità, non solo nell’intento di far chiarezza sulla morte degli uomini che ogni giorno vengono dissezionati da Konig senza fatica e con inebriante euforia ma, di una realtà più profonda, quella di un uomo che assiste alla propria inadempienza dissociandosene.

Lieberman ha scritto questo libro con grande tecnica e nonostante vi siano termini medici alle volte pure incomprensibili, l’opera si lascia leggere in maniera fluida e senza intoppi. L’autore è stato bravo a unire i contrasti della narrazione passando da frasi violente e sanguinose a ricordi commoventi e sentimentali, quasi geniale. Un’opera imperdibile per gli amanti del genere, un po’ meno per i deboli di cuore.

Herbert Henry Lieberman nato a New Rochelle, nello stato di New York, è narratore e drammaturgo. Ha pubblicato quattordici romanzi, tra cui Nightbloom.

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