Recensione: “Fiori sopra l’inferno” di Ilaria Tuti

Amici lettori oggi vi presento la recensione di un thriller che vi lascerà con il fiato sospeso e che sicuramente farete fatica a dimenticare facilmente.

Si tratta di Fiori sopra l’inferno della magnifica Ilaria Tuti, e a mio parere, uno dei migliori thriller italiani scritti negli ultimi anni.

Vi consiglio vivamente di leggerlo perché sono certa che non vi deluderà, anzi, vi travolgerà come uragano dall’inizio alla fine.

Fiori sopra l’inferno

Ilaria Tuti

Editore: Longanesi

Collana: La Gaja scienza

Anno edizione: 2018

Pagine: 366 p., Rilegato

EAN: 9788830449817

Recensione a cura di Rossana Bizzarro

«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling, e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura».

Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura.

Fiori sopra l’inferno, thriller d’esordio della bravissima Ilaria Tuti, è un libro capace di tenere incollato il lettore alle sue pagine, di tenere sempre viva la sua attenzione e il suo interesse e di coinvolgerlo nell’intera vicenda.

Si tratta di un thriller mozzafiato, notevole, originale e soprattutto di grande impatto emotivo.

Gli ingredienti essenziali per fare in modo che un thriller riesca bene e si distingua nel suo genere, senza mai deludere le aspettative del lettore, sono vari: l’adrenalina che scorre durante la lettura, un ritmo serrato, suspence, colpi di scena spiazzanti, una storia originale che lasci a bocca aperta.

In Fiori sopra l’inferno compaiono tutti, nessuno escluso e ciò è dovuto alla bravura e all’ingegnosità dell’autrice che prendendo spunti da fatti realmente accaduti, ha confezionato per il lettore un libro di tutto rispetto, che ammalia e colpisce.

A fare da sfondo alla storia c’è Travenì, un piccolo paese immaginario, situato nel Friuli, terra di origine della stessa Tuti. Le foreste immense, i laghi alpini, le cascate, scorci di vegetazione fitta e selvaggia, i boschi: tutto è descritto minuziosamente, perfino i colori e gli odori.

Era di una bellezza primitiva, da far perdere i riferimenti. Le cime innevate sovrastavano una foresta millenaria, sorgendo come lame opache da un tappeto fatto di boschi.

Il lettore quindi si ritrova immediatamente immerso in questo mondo dove la Natura è la protagonista indiscussa della storia.

L’autrice non fa altro che mostrare i paesaggi e i luoghi dove è cresciuta in tutta la loro bellezza e grandezza, e in cui però il pericolo è sempre in agguato.

Inoltre affronta varie tematiche e lo fa con molta abilità: la malattia, l’omicidio, la brutalità nell’uccidere, la violenza fisica e psichica, il dolore, l’angoscia, la paura.

La tranquillità del piccolo paese di Travenì viene scossa dal ritrovamento di un cadavere posizionato in modo tale da sembrare quasi un’opera d’arte. Questo è solo il primo di una serie di cruenti delitti con cui la comunità avrà a che fare.

L’indagine viene affidata al commissario Teresa Battaglia, una donna non giovanissima, dal carattere difficile e spigoloso ma esperta e competente.

<<Nessuno mi ha detto di cercare una donna, commissario.>>

Lei lo scrutò come si guarda una cacca attaccata alla suola di qualcun altro.

<< Bè, ispettore. Non ha nemmeno fatto lo sforzo di pensarlo.>>

La donna, aiutata dalla sua squadra e dall’ultimo arrivato, Marini, verrà a conoscenza di vicende sconvolgenti e terribili, avvenute anni prima e che hanno a che fare con i bambini, i quali rappresentano il filo conduttore della storia.

Bambini. Sembrano il perno di questa girandola di morte e allo stesso tempo di speranza: bambini che sopravvivono, che lottano, che amano nonostante tutto.

Chi è il mostro che si nasconde tra i boschi? Come può essere capace di tale atrocità?  E cosa ha scatenato la sua furia omicida?

<<Qualcuno prima o poi dovrà spiegarmi che cos’è un mostro>> disse. << li chiamiamo così, ma intanto restiamo a guardare, non riusciamo a cambiare canale perché sappiamo che sono come noi: umani.

È questo che ci cattura, il riconoscere una parte di loro in noi.

I personaggi di questo thriller strabiliante sono tutti delineati e curati nei minimi dettagli, in tutti i loro aspetti soprattutto in quello psicologico. Le loro storie, le loro paure, debolezze, gioie vengono riportate dall’autrice in modo preciso, tanto da sembrare veri, autentici e si ha la sensazione di riuscire a comunicare con loro, di percepire le loro stesse emozioni e pensieri.

La Tuti costruisce un personaggio femminile del tutto diverso dai soliti stereotipi a cui di solito si è abituati, rendendolo così interessante ed affascinante.

Teresa Battaglia è una donna avanti con gli anni, dal passato difficile e angoscioso, nasconde un dolore che ogni tanto torna a farsi sentire.

È burbera, combatte con i vari acciacchi che attanagliano la sua esistenza ma cerca sempre di portare a termine il suo lavoro e lo fa scrupolosamente, con tenacia e senza mai tralasciare nulla.

È una donna molto complessa, capace però di farsi amare dalla sua squadra, e nonostante l’intera comunità sia poco collaborativa e chiusa in se stessa, lei non demorde e usa tutte le sue energie nella ricerca del colpevole.

Nessuno doveva sapere della paura che l’aveva assalita e provare pena per lei. Doveva mascherare la confusione e pregare un dio caritatevole che non accadesse di nuovo troppo presto.

Teresa Battaglia è un personaggio che a primo impatto può sembrare odiosa, insopportabile e prepotente ma piano piano riesce a conquistare il lettore, mostrandogli le sue debolezze e la sua sensibilità.

La vita faceva paura, a guardarla in faccia per quello che davvero poteva essere, ma restava sacra, inviolabile, un’avventura straordinaria che andava affrontata con il cuore a mille e un senso del meraviglioso che non poteva spegnersi nemmeno di fronte al dolore più straziante.

Lei questo doveva crederlo, o sarebbe già impazzita.

Attraverso questo fenomenale personaggio femminile l’autrice mostra anche un’ottima conoscenza nell’ambito della psicologia e della criminologia.

Attraverso uno stile ricercato, fluido, ipnotizzante Ilaria Tuti dà vita ad una storia dalla trama intrigante ed accattivante. La sua scrittura è raffinata, curata, ben strutturata e mostra l’impegno e lo studio che ci sono dietro.

Con Fiori sopra l’inferno inoltre dimostra di essere un’abile ed eccellente scrittrice di thriller, e personalmente sono impaziente di ritrovare Teresa Battaglia, Marini e tutti gli altri in un’altra stupefacente indagine.

Era sempre lei l’artefice della propria fortuna, lo sarebbe stata anche in futuro. Guardò il proprio riflesso sul vetro della finestra. Vide una donna con le rughe e scarmigliata, il viso stanco e gli occhi lucidi. Era il suo viso, quello. Il viso di una guerriera.

ilariatuti; fiorisorpalinferno

Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Da ragazzina voleva fare la fotografa, ma ha studiato Economia. Ama il mare, ma vive in montagna. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Ama i romanzi di Donato Carrisi.

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