Recensione: “Ghiaccio e argento” di Stina Jackson

Buongiorno Lettori!
Oggi ho il piacere di parlare con Voi del bellissimo romanzo di esordio di Stina Jackson, una storia avvincente da cui faticherete ad allontanarvi…buona lettura!

Ghiaccio e argento

Stina Jackson

Traduttore: Andrea Berardini
Editore: Longanesi
Collana:La Gaja scienza
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 10 ottobre 2019
Pagine: 351 p., Rilegato
EAN: 9788830452800

Recensione a cura di Francesca Simeoni

Sono ormai tre estati che Lelle, insegnante di liceo e padre di un’adolescente, trascorre ogni notte alla guida della sua auto. Conosce ogni metro degli oltre cinquecento chilometri della Via dell’Argento, la strada che serpeggia tra gli alberi dell’antica foresta nel Nord della Svezia, al confine con la Norvegia. Quella che il sole di mezzanotte non riesce a illuminare. Lelle conosce ogni paesino isolato, ogni insediamento, ogni specchio d’acqua. Sono tre anni che sua figlia è scomparsa, da qualche parte fra il ghiaccio e l’argento, lungo quell’autostrada che d’estate, sotto il sole di mezzanotte, sembra un nastro d’asfalto sulla luna. Lelle ha soltanto l’estate per cercare sua figlia, perché in autunno inizia l’anno scolastico e deve interrompersi. Lelle non ha speranze, eppure la speranza è l’ultima cosa che gli resta. Meja ha diciassette anni e viene dalla città, ma sua madre l’ha costretta a trasferirsi a Glimmersträsk: un puntino sconosciuto lungo la Via dell’Argento. Lontana da tutto ciò che amava, Meja è sola e disperata. Finché non incontra qualcuno che può darle più di quanto abbia mai avuto: una nuova famiglia. Con l’arrivo dell’autunno e la sparizione di un’altra ragazza, i destini di Lelle e Meja iniziano a intrecciarsi in modo indissolubile. E sconvolgente. Un esordio geniale. Un’autrice dalla grande abilità nel delineare personaggi e rapporti umani, scavando nelle ombre più cupe dell’animo.

Fumava soltanto quando andava a cercarla. Ogni volta che lui si accendeva una sigaretta, dal sedile del passeggero, lei se e accorgeva subito. Le sue smorfie, l’occhiata penetrante che gli lanciava da sopra gli occhiali. “Credevo che avessi smesso.” “Infatti. Questa è un’eccezione.” La vedeva scuotere la testa, scoprire i canini affilati di cui si vergognava. La sua presenza si faceva più tangibile in quei momenti, mentre lui guidava nella notte e la luce non accennava a svanire.”.

Lennart Gustafsson è in insegnante che oramai da tre anni non vive: passa le sue notti lungo la Via dell’Argento nel Nord della Svezia alla disperata ricerca della sua unica figlia, Lina, scomparsa misteriosamente un giorno come tanti altri.

“Era li che era scomparsa, era stata quella strada a inghiottire sua figlia. Nessuno sapeva che di notte lui saliva in auto per andare a cercare Lina. Che fumava una sigaretta dietro l’altra con il braccio attorno al sedile del passeggiero, che parlava con sua figlia come se lei fosse realmente lì, come se non fosse mai scomparsa.”

La Polizia ha oramai abbandonato le ricerche, nella convinzione che nessuno potrà mai sapere che fine abbia fatto Lina. Lui però non si arrende: non può abbandonare la sua bambina!

“… “Qualcuno là fuori sa qualcosa. È ora che si faccia avanti. Io e Anette abbiamo già aspettato abbastanza. Rivogliamo Lina. E a voi che non sapete nulla voglio dire solo una cosa: smettete di piangere e iniziate a cercare.” ”

Durante queste personali indagini, la sua vita si intreccia con quella di una bellissima e sfortunatissima ragazza, Meja, da poco trasferitasi lungo la Via dell’Argento per seguire la madre innamorata dell’ennesimo sconosciuto incontrato on line; sola e alla disperata e continua ricerca di quel calore familiare che non ha mai conosciuto, finirà in una famiglia dall’apparenza normale, ma dai principi anticonvenzionali.

“Le case vere erano mondi alieni per lei, le cui regole le erano ignote. Era abituata a materassi stesi direttamente sul pavimento, a bagni senza carta igienica e a cucine che mettevano i brividi. Non avevano mai avuto una vera casa, lei e Silje, solo approssimazioni di qualcosa che non era mai reale”.

Non è Lina, lui lo sa, ma capisce subito che quella ragazzina ha bisogno di lui e lui non intende tirarsi indietro

Quando all’improvviso scompare un’altra ragazza – Hanna Larsson – della stessa età della sua Lina e così simile a lei con i suoi capelli biondi e il suo dolce sorriso, la situazione precipita.

17ENNE SCOMPARSA – LA POLIZIA NON ESCLUDE LA PISTA CRIMINALE La polizia e la cittadinanza sono impegnate nella ricerca della 17enne scomparsa dal campeggio Kraja fuori Arjeplog sabato notte. La ragazza si trovava in tenda con un’amica nel popolare campeggio lungo la Via dell’argento. Secondo l’amica, la ragazza ha lasciato la tenda nelle prime ore del mattino e non ha mai fatto ritorno”

Riuscirà Lennart a trovare la sua Lina? Riuscirà a salvare Hanna? Riuscirà ad aiutare Meja?

Che fatica non rispondervi…ma questo è un bellissimo thriller che merita siate Voi a scoprire come finiranno le storie di cui vi ho soltanto accennato.

Non sarà difficile ve lo assicuro: la scrittura e lo stile sono fluidi e la struttura del racconto molto ben organizzata, abile è Stina Jackson ad accompagnarvi nelle vicende dei protagonisti e nel tenere viva la vostra attenzione per tutto il romanzo fino all’ultima pagina con un finale che, ve lo garantisco, vi sorprenderà.

Le atmosfere tipicamente nordiche, le interminabili notti invernali e le infinite ore di luce delle brevi estati fanno da perfetto sfondo ad un thriller originale, e a conti fatti, molto ben organizzato, in cui nulla viene lasciato al caso. 

Una grande dote di questa scrittrice è la sua abilità nel delineare i protagonisti del suo romanzo attraverso lo specchio dei loro pensieri, delle loro paure e delle loro ossessioni. Non si abbandona mai a superflue descrizioni, lascia invece che siano loro a presentarsi al lettore attraverso il flusso dei loro pensieri.

Personalmente ho amato Lelle – Lennart- e ho sofferto con lui; sono una madre e mi sono immedesimata nel suo dolore, nel suo estremo senso di colpa e nella necessità, che diventa un bisogno quasi fisico, di ritrovare la sua creatura.

Con lo stesso fervore ho odiato la mamma di Meja, così superficiale e vuota; ho pregato perché le ragazze scomparse potessero infine riabbracciare i loro cari; ho accompagnato Meja con la speranza che per lei potesse al fine aprirsi un futuro migliore del suo presente.

Fidatevi, questo è uno di quei romanzi che faticherete ad abbandonare sul comodino.

Stina Jackson

Stina Jackson è nata e cresciuta a Skellefteå, nel Nord della Svezia. Si è poi trasferita a Denver, in Colorado, dove ha scritto il suo romanzo d’esordio, l’acclamato Ghiaccio e argento (Longanesi 2019).

Materiale fornito dalla casa editrice

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