Recensione: “Gli amici di una vita” di Enrico Brizzi

Carissimi amici lettori,
oggi sono entusiasta e felice di proporvi un thriller italiano, il primo volume di una trilogia tutta da scoprire e da amare: Gli amici di una vita del geniale ed ingegnoso Enrico Brizzi.
Protagonista indiscussa della storia è una bellissima città italiana, Rimini, la quale si presenta in tutta la sua bellezza mostrando però anche alcuni lati nascosti a noi sconosciuti.
Non voglio anticiparvi più nulla.
Vi auguro solo una buona lettura!

Gli amici di una vita

Enrico Brizzi

Editore: Edizioni Theoria
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 11 luglio 2019
Pagine: 348 p., Brossura
EAN: 9788899997502

Recensione a cura di Rossana Bizzarro

Eva ha 36 anni, ama il rock, rifugge il matrimonio e da ragazza mai avrebbe immaginato che si sarebbe guadagnata l’indipendenza lavorando in Polizia, né tanto meno che avrebbe considerato quel mestiere una vera e propria missione. Nel primo episodio della trilogia, la troviamo fresca di trasferimento a Rimini, dove prende servizio nella squadra investigativa del nuovo commissariato Marina. Insieme al ruvido commissario Scaringella, al fascinoso collega Nico e agli altri ragazzi della squadra, Eva è chiamata a vegliare sulla tranquillità di una città che d’inverno conta meno di duecentomila abitanti e d’estate si trasforma nel cuore d’una metropoli costiera più popolosa di Roma e Milano. Prima ancora che la stagione abbia inizio, però, la morte misteriosa di un celebre chef la proietta alle prese con un caso che si configura da subito come un duello senza esclusione di colpi contro un nemico astuto e spietato. E una storia ad altissima tensione, letta la quale nessuno potrà più pensare che Rimini sia soltanto “la capitale delle vacanze”.

I vecchi amici non perdonano mai il successo.

Amici di una vita, primo capitolo della trilogia di Enrico Brizzi, è un thriller intrigante e coinvolgente fin dalla prima pagina.

Il lettore è così attratto da questa storia al punto da sentirsi quasi impossibilitato a staccarsi da essa, ad interrompere la lettura, è come una calamità e non ci si sente appagati e soddisfatti fino a quando non si arriva alla conclusione della vicenda, rimanendo sbalorditi e stupefatti dal finale imprevedibile.

Quattro amici, una giovane donna che ama il suo lavoro in Polizia, Rimini, la città estiva per eccellenza, dove si sta in spiaggia tutto il giorno e si balla tutta la notte: sono questi gli ingredienti principali del thriller di Brizzi.

Affezionarsi a Rimini significava comprendere che la città era quel che era proprio in virtù di quell’operoso disordine, di un suo specifico entusiasmo naif e testardo. I suoi abitanti vivevano a due passi dall’Adriatico, ma le loro radici erano saldamente ancorate a terra, e quel carnevale di stili era l’unica soluzione possibile per la parte più nobile della sua marina, il nucleo pulsante d’un capoluogo che d’inverno contava 160.000 abitanti, e nelle settimane centrali della “stagione” si trasformava nella capitale d’una repubblica provvisoria di vacanzieri che ospitava più anime di Milano.

Tutto ha inizio quando uno dei quattro amici muore annegato molto tempo prima. Si tratta di una tragedia a cui assistono anche gli altri tre.

<<Il mare>> mormorò l’uomo. <<puoi divertirti a fare il prepotente con la gente perbene. Ma col mare non si scherza>>.

Anni dopo, uno di loro, diventato nel frattempo un famoso chef, muore in modo strano e misterioso.

Si inaugura così l’esordio di avvenimenti bizzarri, questioni legate ad un’amicizia nata tra ragazzini, un segreto tenuto nascosto per troppo tempo e la paura delle conseguenze riportate rivelandolo.

Cercare una soluzione a quella morte significava affondare le mani in acque ferme, smuovere la sabbia di segreti ben custoditi, cercare nel torbido della comunità che lo ospitava.

Riuscirà Eva Bauer, con l’aiuto di tutta la sua squadra a scoprire il movente ed il colpevole?

Cosa nascondono questi amici di così orrendo? E soprattutto, la loro è una amicizia vera e profonda o si basa solo sugli interessi personali?

I personaggi di questa ammaliante storia sono costruiti perfettamente e minuziosamente, tutti risultano essere, all’occhio attento del lettore, veri ed umani, hanno caratteristiche, principalmente caratteriali, che li differiscono e li rendono unici.

È innanzitutto la protagonista principale, Eva, ad attirare l’attenzione del lettore su di sé: è una donna decisa, caparbia, alla continua ricerca della verità, non si ferma dinanzi a niente e nessuno. Si è ritrovata in Polizia quasi per caso, ed è riuscita ad amare e ad appassionarsi al suo lavoro incondizionatamente.

Attraverso il suo intuito, i suoi ragionamenti mentali, le sue accurate analisi e alla sua fidatissima squadra arriva a trovare indizi e prove, ha la capacità innata di osservare attentamente tutto ciò che la circonda e di capire dunque chi possa essere implicato o colpevole.

Faceva esattamente quel che i bambini immaginano faccia la polizia: dava la caccia ai cattivi. Aveva trovato la sua vera vocazione nell’attività investigativa, e ormai sentiva di potersi fidare di Scaringella e Nico come non si era mai fidata di nessun collega. Da quando faceva squadra insieme a loro erano sparite le ultime tracce di insicurezza, e certi spigoli del suo carattere si erano ammorbiditi.

Come già accennato precedentemente, a fare da sfondo al thriller c’è la fantastica Rimini: le sue spiagge ed il mare, attrazione per i tanti turisti, gli alberghi, i ristoranti, le discoteche.

Brizzi però, mostra anche la parte più buia, pericolosa e nascosta di Rimini, quella in cui gli errori non vengono perdonati o dimenticati, quella vendicativa e brutale e in cui i segreti più cupi non devono essere svelati.

E sia. Sentiamoli tutti. Già che si divertono a tenere i loro segreti e farci correre in tondo, rivoltiamola come un guanto, questa città.

L’amicizia, l’inganno, il denaro, il successo, la vendetta personale, la prostituzione, l’incapacità di risollevarsi socialmente, l’omosessualità, il tradimento: sono queste le tematiche affrontate dall’autore con abilità e capacità in questo accattivante thriller.

Lo stile di Brizzi è fluido, garbato, attento ai particolari, descrittivo; inoltre, notevole è la sua scrittura lineare, scorrevole, ricca di sfumature che rendono chiara la situazione e soprattutto i pensieri, gli stati d’animo, le sensazione e le emozioni dei vari personaggi.

Gli amici di una vita è una storia che affascina, la sua trama investe in modo impressionante e una volta terminato, si ricomincerebbe a leggerlo di nuovo, anche solo per farsi avvolgere da quell’atmosfera misteriosa e irresistibile che lo caratterizza e che ci rende impazienti di ritrovare Eva Bauer e il suo team in un’altra incredibile indagine mozzafiato.

In fondo alla striscia argentea del porto-canale, la ruota panoramica, carica di fanali colorati come il gigantesco decoro d’una processione barocca, viaggiava lenta senza mai cambiare il senso del suo movimento; di tanto in tanto s’arrestava, e allora poteva vedere i fari della navicella che aveva raggiunto il sommo dondolare, aggiustarsi, tornare immobile.

C’era salita una volta sola, appena arrivata in città, e immaginò di essere nuovamente lassù, da dove Rimini si mostrava per intero, netta e innaturale come dentro un negativo fotografico, e lo sguardo poteva spaziare per chilometri lungo la striscia di luci della Riviera. Era uno spettacolo stupefacente ma, vinta la prima sorpresa, la metropoli distesa per chilometri lungo la costa appariva finalmente per quello che era: una striscia dorata, un argine scintillante, una muraglia iridescente di desideri stretta fra il buio carico di memorie della campagna e la distesa oscura del mare, capace di inghiottire gli uomini e cancellarne il ricordo.

Eppure, in capo a poche ore, sarebbe tornato a far divertire i bambini nella corsa infinita delle onde verso riva, ad ospitare i tuffi delle fanciulle dalle spalle salmastre dei padri, ad accogliere i baci increduli degli innamorati.

Eva si disse che quel liquido regno non era né un mostro né un dio generoso; poteva tutto e il contrario di tutto, tranne restare fermo e spiegare quale nome avesse la forza misteriosa che lo animava. Allora lo sentì simile a sé come non le era mai accaduto, e si disse che valeva la pena di vivergli accanto sino all’ultimo giorno.

Enrico Brizzi

Scrittore italiano, è figlio di un professore di Storia moderna all’Università e di madre insegnante di scuola superiore. Frequenta da adolescente il Liceo Galvani della sua città (che diventerà storpiato in “Caimani” nel primo libro). Esordisce non ancora ventenne con il suo primo romanzo Jack Frusciante è uscito dal gruppo, tradotto in ventiquattro paesi e divenuto film nel 1996. All’ingombrante esordio l’autore ha fatto seguire il tenebroso Bastogne. Nel 2003 ha sposato Cristina Gaspodini, già curatrice del volume Il mondo secondo Frusciante Jack. Fra gli autori italiani che più l’hanno influenzato, Brizzi ha sempre citato al primo posto Pier Vittorio Tondelli. Nell’aprile 2008 ha intrapreso un secondo viaggio sulle orme dei pellegrini medievali,…

Materiale fornito dalla Casa Editrice

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