Recensione: “I sette doni di Partenope. Storie e leggende di Napoli”

Carissimi lettori, questa è la dolce storia di una bambina, Martine, che vive in Francia insieme alla sua mamma, al suo papà e al suo gemello, Victor. Martine è una vera appassionata di miti e leggende e in particolare le piacciono le storie che parlano di sirene e in questo libro vivrà delle bellissime avventure.

I sette doni di Partenope. Storie e leggende di Napoli

Annarita Tranfici,Maria Rosaria Compagnone

Illustratore: Angelo Errotti
Editore: Officina Milena
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 13 novembre 2019
Pagine: 84 p., ill. , Brossura
EAN: 9788832101348
Età di lettura: Da 12 anni

Recensione a cura di Manuela Morana

Martine è una bambina con una grande passione per le leggende, vive in Francia con i suoi genitori e il fratello gemello, Victor. Quando, a Pasqua, la madre decide di portare la famiglia a Napoli, per la piccola inizia un vero e proprio viaggio nella storia magica della città. Grazie alla guida della sempre allegra zia Lisa, la giovane Martine vivrà un’entusiasmante avventura tra fantasmi dispettosi, castelli incantati e si imbatterà nella creatura più affascinante di tutte: la sirena Partenope. Un itinerario alla scoperta di Napoli Sotterranea, Palazzo Donn’Anna, l’Ospedale delle bambole e altri luoghi suggestivi popolati da presenze uniche e magiche. Da Partenope a Colapesce, dalla malvagia regina Giovanna all’eterea figura della Bella ‘Mbriana, rivivrete storie e miti legati alle emozioni, ai colori e ai suoni di una città piena di immaginazione e di creatività.

Martine è una studentessa attenta e molto preparata, così quando la sua maestra le parla delle leggende legate alla nascita di alcune importanti città italiane, la nostra piccola protagonista non può che sentirsi totalmente catturata dall’argomento e quando la campanella suona “proprio sul più bello” lei si sente un po’ delusa anche perché dovrà aspettare la fine delle vacanze pasquali per scoprire e conoscere la storia di Partenope, la sirena che ha fondato la città di Napoli.

All’uscita da scuola Martine è un po’ triste e giù di morale così la mamma pensa di rivelarle quella che doveva essere una bellissima sorpresa: durante le vacanze loro tre faranno una vacanza e andranno a trovare la zia Lisa che vive proprio a Napoli.

La felicità della bambina è incontenibile e presto contagia anche il fratellino.

Una volta arrivati a Napoli è impossibile per i nostri tre turisti francesi non innamorarsi immediatamente di tutte le cose meravigliose da vedere e soprattutto da mangiare. Tra ragù napoletani fatti a regola d’arte dalla brava zia Lisa e dolci dall’incredibile sapore i nostri protagonisti imparano anche delle bellissime leggende.

«Gli ingredienti sono i classici: farina, uova, zucchero. A far la differenza sono la ricotta e le profumatissime spezie. Ma se vi dicessi che anche questo dolce è legato alla figura della sirena Partenope, mi credereste?»

[…]

«All’arrivo della primavera, la bellissima sirena emergeva dalle acque e allietava tutto il popolo con la sua voce melodiosa. Fu così che sette tra le più belle fanciulle dei villaggi del Golfo decisero di porgere a Partenope una serie di preziosi doni: la farina, simbolo di ricchezza; la ricotta simbolo di abbondanza; le uova, che richiamavano alla fertilità; il grano bollito nel latte, a omaggiare la fusione del regno animale con quello vegetale; i fiori d’arancio e gli altri agrumi, profumo della terra campana; le spezie in rappresentanza di tutti i popoli e infine lo zucchero, a riprodurre la dolcezza del canto della sirena». […]

«La giovane fu molto felice dei doni, ma in maniera molto generosa decise di non tenerli sono per sé e di offrirli a sua volta agli dei, i quali mescolarono con le loro arti magiche tutti gli ingredienti e crearono la prima pastiera, ancor più dolce del canto della sirena stessa. Da allora, in ricordo di Partenope e dei regali con cui i popoli antichi decisero di omaggiarla, i napoletani usano sempre mettere sette strisce di pasta incrociate sul dolce, che è divenuto un simbolo della loro cucina apprezzato in tutto il mondo.»

Martine e Victor ascoltano rapiti le storie della zia e si lasciano trasportare ovunque, anche se hanno molta paura del suo stile di guida un po’ allegro e pericoloso.

I due bambini sono assetati di conoscenza e di voglia di scoprire tutto su Napoli e sulle sue mille storie, Victor in particolare non vede l’ora di esplorare “Napoli sotterranea” e quando la sorella si ferma prima per spedire delle cartoline e poi ad ascoltare le storie che raccontano un Pulcinella e la sua bella accompagnatrice non riesce a fare a meno di brontolare un po’, ma poi eccolo ritrovare il sorriso e avventurarsi con moltissimo coraggio giù per i cunicoli che si snodano sotto Napoli, gallerie tanto profonde che sembra di trovarsi lontanissimi dalla città. E poi non tutto il male viene per nuocere e anche se i musicanti hanno ritardato un po’ il loro programma di marcia i nostri piccoli protagonisti hanno scoperto grazie a loro un nuovo oggetto: il potentissimo corno portafortuna!               

«Tieni, questo è per te.»

Martine aprì il palmo e si ritrovò qualcosa che non aveva mai visto prima.

«Che cos’è?» domandò curiosa.

«Nu curniciello. Russo, tuosto, stuorto e cu ‘a ponta.»

Martine non capì una sola parola e osservò la donna con aria perplessa.

«È un corno portafortuna. Rosso, rigido, storto e con la punta. Questo non si compra, va solo regalato, ed è un talismano molto antico e molto potente, che ti porterà tanta fortuna. O almeno, così si crede da queste parti.»

Questo libro per bambini è davvero incredibilmente appassionante, riesce a farti immergere completamente nell’atmosfera napoletana, sembra di riuscire a sentirne i profumi e i sapori e quando finisce ti vien voglia di ricominciare a leggerlo e ancora di più ti vien voglia di fare le valigie e fare un salto a Napoli per godere del meraviglioso spirito e calore napoletano, mangiare ancora una volta tutte le loro delizie e essere felice, perché Napoli questo è un posto dove è impossibile non sentirsi vivi e felici.

Tra il Castel dell’Ovo, l’ospedale delle bambole, la leggenda di Colapesce, le storie su Partenope e il suo grande amore, le regine cattive e le finestrelle in riva al mare che hanno ispirato bellissime canzoni scorre veloce un libro pieno di fascino e mistero che appassiona davvero tutti dai grandi ai più piccini.

E mi raccomando la prossima volta che uscite di casa non dimenticatevi di salutare la vostra Bella ‘Mbriana!

Se non la conoscete e siete curiosi di scoprire chi è, non vi resta che leggere il libro!

Materiale fornito dalla Casa Editrice

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