Recensione: “I sognatori. The dreamers” di Karen Thompson Walker

Cari lettori, oggi vi propongo un romanzo che fa riflettere e che è quanto mai attuale, soprattutto in questo periodo in cui un virus sconosciuto aleggia sul mondo portando paura e morte.

I sognatori. The dreamers

 Karen Thompson Walker

Traduttore: Francesco Zago
Editore: DeA Planeta Libri
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 5 maggio 2020
Pagine: 352 p., Brossura
EAN: 9788851177737

Recensione a cura di Maria Ruggieri

Silenzio, come quando nevica. Una pace gelida, totale, a intorpidire le membra. E poi sogni, profondi quanto oceani, uno dopo l’altro, senza tregua. È ciò a cui va incontro chiunque si ammali del misterioso “virus di Santa Lora”, dal nome della cittadina in cui tutto ha avuto inizio. È una tersa notte di inizio autunno quando una studentessa del college del piccolo centro californiano si allontana da una festa in anticipo sulle compagne, si lascia cadere sul letto e non si sveglia più. Passano pochi giorni e il contagio dilaga. Sebbene le autorità si affrettino a mettere il college in quarantena, il morbo non cessa di mietere vittime: di casa in casa, di famiglia in famiglia, di sogno in sogno, Santa Lora soccombe alla misteriosa epidemia. Ma dentro l’involucro di quei corpi immobili, nei recessi di quelle coscienze sprofondate in un sonno che prefigura la morte, un turbinio instancabile di visioni, falsi ricordi, mezzi presagi – ora indecifrabili, ora più lampanti della realtà stessa – rimescola e sconvolge i destini di tutti. Romanzo corale sui temi dell’amore, del tempo che passa e del senso della vita, “I sognatori” scava a fondo nei personaggi e nelle dinamiche di una comunità in pericolo per disegnare la mappa definitiva delle nostre paure, dei nostri infinitesimali trionfi e delle nostre vulnerabilità.

Questa storia straordinaria si svolge a Santa Lora, piccolo paesino della California e i protagonisti sono alcuni abitanti, le cui vite si incrociano durante l’esplosione di un virus sconosciuto che provoca un sonno pesante e intenso.

Infatti, improvvisamente e senza alcuna apparente motivazione, il college prima e man mano l’intero paese, sono sconvolti da paura e smarrimento per l’avanzare di una misteriosa “malattia del sonno”, portata da un virus così pericoloso e così veloce che sconvolge le vite di tutti e fa balzare un paese pressoché sconosciuto agli onori della cronaca.

L’allarme scatta quando al college una studentessa si addormenta dopo una festa e non si sveglia più.

E in rapida successione lo stesso destino tocca a diversi compagni.

Non basta l’isolamento del college per bloccarlo, e il virus e presto si sparge in tutta la città con una rapidità incredibile. Tutti sono potenziali vittime e nasce la necessità di creare un cordone sanitario: nessuno può entrare o uscire da Santa Lora.

Qui conducono le loro vite i nostri protagonisti, che l’autrice ci presenta nei loro tratti essenziali.

C’è Mei, la ragazza diciottenne amica di stanza della prima vittima del virus, che insieme a Matthew dopo aver eluso la quarantena, decide di aiutare le persone che ne hanno bisogno.

Ci sono Ben e Annie, coi loro problemi matrimoniali irrisolti e messi in secondo piano dall’arrivo di Grace, la loro bambina.

Ci sono Nathaniel e Henry e poi Sara e Libby, con il loro papà superprotettivo.

Solo pochi tra loro riusciranno a scampare dal pericoloso virus. Tutti gli altri, però, vi soccomberanno e piomberanno in un sonno profondo che durerà diverse settimane e che li porterà a combattere la loro personale battaglia per la vita.

A Santa Lora, intanto, arrivano diversi medici specializzati per aiutare a tenere in vita tutte le persone addormentate, ma nessuno di loro riuscirà a spiegare questo strano fenomeno.

Una cosa è certa, però.

Le vittime del virus sognano e se ne ha la certezza per quel particolare sfarfallio delle palpebre che accompagna sempre i sogni di coloro che dormono.

“I contenuti di questi sogni non possono essere documentati, naturalmente, ma le onde cerebrali di alcuni pazienti vengono rilevate tramite elettrodi e proiettate su un monitor, come silhouette dell’aldilà. Dagli schermi si vede che non sono i cervelli di normali soggetti addormentati. Non sono i cervelli di pazienti in coma. Sono cervelli straordinariamente attivi. In quelle menti c’è più attività di quanta ne sia mai stata registrata nel cervello di un soggetto umano, sveglio o immerso nel sonno.”

Ma cosa sognino rimarrà un mistero.

Gli abitanti sono costretti a chiudersi in casa, qualunque contatto con qualunque cosa è pericoloso e l’unica strada di accesso alla città è presidiata dall’esercito.

Si formulano diverse teorie, dall’acqua contaminata al complotto, ad una maledizione che grava su Santa Lora, spesso sconvolta da sismi, siccità e influenze mortali, e nessuno sa spiegarsi come un virus possa essere così contagioso.

“Ma la realtà è un’altra: il quattordicesimo giorno, un ricercatore di un laboratorio federale di Los Angeles isola il patogeno di Santa Lora in una piastra di Petri. L’origine del problema, si scopre, non è la follia, un veleno o i batteri. Santa Lora è infestata da una forza che non è né viva né morta: un virus, ancora sconosciuto alla scienza.”

E’ vietato incontrarsi, parlarsi, toccarsi, stare insieme, perché “è così che la malattia si trasmette più facilmente: attraverso gli stessi canali dell’affetto, dell’amicizia e dell’amore.”

Le vittime, intanto, nei letti di un ospedale arrangiato, continuano a sognare. Fanno sogni inarrestabili del tutto indifferenti a quello che succede intorno a loro.

Per gli abitanti di Santa Lora la vita scorre lenta, ma continua a scorrere, finchè non si incontra il virus e ci si addormenta nei modi più strani.

E poi, a un certo punto, inaspettatamente, qualcuno si risveglia e racconta il suo straordinario viaggio nel mondo dei sogni.

Qualcuno ha sognato la propria giovinezza. Qualcuno ha sognato la vecchiaia. Qualcuno ha sognato la vita come avrebbe potuto essere, tutte le vite non vissute. O le vite vissute in un altro mondo.

Le distorsioni del tempo non sono rare nei sogni, come se in ciascun sogno vigessero leggi fisiche proprie.

Molti hanno sognato il futuro, ma a pochi interessa il contenuto dei sogni.”

Un romanzo che fa riflettere sulla instabilità della vita, sulla sua precarietà e sulla precarietà del nostro posto nel mondo.

In questo romanzo tutto è delineato in modo preciso, eppure rende perfettamente l’idea della confusione, dell’ansia, della paura che si respira nel paesino e che vivono i nostri protagonisti.

Le stesse sensazioni che tutti noi abbiamo respirato in questo periodo di pandemia, chiusi nelle nostre case, spettatori inermi di quello che succedeva nel mondo.

E’ palpabile il senso di paura, di “pesantezza del cuore”, oltre che dell’andatura e dei pensieri e questo clima di diffidenza per il prossimo, questa inquietudine, si mantengono alti per tutta la durata del romanzo che, per questo, si fa leggere tutto d’un fiato e ci fa riflettere su “quanto è cupo il futuro, come tutti attraversiamo la vita come se fossimo bendati, ignorando cosa accadrà domani.”

Materiale fornito dalla Casa editrice

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