Recensione: “Il cantone del diavolo. Ci pensa mattia”

Buongiorno lettori!Siamo in Estate, il periodo dell’anno più amato dagli studenti e più odiato da noi genitori, che dobbiamo quotidianamente litigare con i nostri figli affinché facciano i compiti ma soprattutto leggano. Oggi abbiamo il piacere di presentarvi una valida proposta letteraria fatta apposta per i più giovani “Il cantone del diavolo” di Marco Cevolani, primo di una serie di coinvolgenti romanzi per ragazzi.

Il cantone del diavolo. Ci pensa mattia

Marco Cevolani

Editore: Casa Editrice Freccia d’Oro
Edizione: 2
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 15 dicembre 2018
Pagine: 126 p., Brossura
EAN: 9788832015232
Età di lettura: Young Adult

Recensione a cura di Francesca Simenoni

In questo primo episodio Mattia sarà chiamato ad indagare su uno dei misteri che riguardano uno dei pittori più grandi di tutti i tempi: il Guercino. Un giorno, durante una gita scolastica alla Chiesa del Rosario di Cento viene a conoscenza di un mistero legato ad uno dei colori più ricercati del famoso pittore, il Blu Guercino. Assieme all’amico Massimiliano si getterà a capofitto in questa nuova avventura, che lo porterà a fronteggiare la temibile Confraternita.

“Le posso chiedere un’altra cosa?” “Dimmi pure.”  “Come mai quell’angolo di via è chiamato il cantone del diavolo?” “Vedi… c’è un antico detto in dialetto centese al canton dal dievel, chi’n’liva scapuzza, che significa il cantone del diavolo, chi non alza il piede inciampa. L’origine di questo detto è piuttosto incerta, alcuni lo riconducono al fatto che una volta si diceva che quello era il punto più ventoso o più freddo di Cento, altri al fatto che prima di essere pinacoteca, la struttura era sede del monte dei pegni; sai le persone non portavano volentieri i loro oggetti in pegno.”.

Mattia Rosetti è un ragazzo di quattordici anni che vive a Borgopianura, in provincia di Ferrara, con due papà: Samuel , il calciatore più forte di tutti i tempi, e Benedetto  – Dige per gli amici.

Dopo la morte dei suo genitori naturali, quando Samuel decise di prendersi cura di lui, Mattia lo aveva subito iniziato a vedere come un nuovo papà e seppure all’epoca già lui frequentasse Benedetto, considerava quest’ultimo solo come un fratello maggiore. Poi quando Benedetto si trasferì definitivamente a casa di Samuel e Mattia andò a vivere con loro, non poté fare a meno di chiamare tutti e due indistintamente papà, lo considerava naturale e poi…e poi per lui era giusto così.

Adora la storia, i misteri e la tecnologia: è un abile inventore e un hacker per passione. Sua è l’invenzione per esempio di un dispositivo in grado di riconoscere tra le persone che lo circondano quelle potenzialmente pericolose:

… Mattia …..si era dato da fare in tal senso costruendo, e come non poteva essere altrimenti, quello che lui chiamava VI.OL.A., ossia Visore Olografico Automatico. Se qualche individuo schedato era nei paraggi e veniva ripreso da una telecamera, Mattia riceveva un segnale sul suo speciale marchingegno, in apparenza un banalissimo tablet ma che era una vera e propria intelligenza artificiale, in grado di prevedere possibili minacce. Ovviamente Mattia non raccontò ai suoi papà proprio tutti i dettagli di quell’invenzione: intrufolarsi nei sistemi protetti di Interpol, FBI, CIA o collegarsi abusivamente a questo e quel satellite non era una cosa da dire a troppe persone.

e di una cupola insonorizzata che risulterà molto utile nella avventura che si troverà ad affrontare:

Dunque – pensò ad alta voce mentre camminava avanti e indietro per la stanza – il custode ha la casa vicino alla chiesa e tutt’attorno ci sono abitazioni, se uso un martello pneumatico si sente. Però potrei costruire una cupola insonorizzata e lavorarci sotto, ecco, trovato! Farò così! Ma la devo fare pieghevole, non possiamo arrivare in chiesa con un camion.” Mattia si mise immediatamente al lavoro al computer. In poco più di un’oretta disegnò 68 una specie d’igloo costituito da uno speciale tessuto che Mattia avrebbe poi ordinato dagli Stati Uniti; il tutto montabile e smontabile come una tenda da campeggio

In questo, che è il primo libro di una collana che lo vede protagonista di straordinarie avventure che lo porteranno in giro per il mondo a risolvere misteri, Mattia affronta la sua prima indagine: investigherà nella sua terra sul mistero del cosiddetto  “Blu Guercino”.

La comitiva arrivò davanti alla Chiesa del Rosario, prima tappa di quella breve gita, ad attenderli il custode. Il Prof Ravennati tirò fuori dal proprio borsello un block-notes e invitò gli alunni a disporsi a semicerchio davanti a lui. …“La prima chiesa del Rosario fu eretta nel 1573 nella zona settentrionale del Borgo da Sera, praticamente in fondo a questa via. – Il professore prese a leggere dai suoi appunti – L’attuale chiesa del Rosario è stata costruita a partire dal 1633 e fu inaugurata nel 1645. Successivi interventi di ampliamento nel 1722, nel 1727 e nel 1834. Poi ovviamente i lavori di consolidamento dopo il terremoto del 2012 che ha reso nuovamente agibile l’intera struttura, grazie all’intervento di sponsor privati.” … “Ed è proprio durante i lavori eseguiti nel 1834 che nacque la leggenda del blu Guercino…” Proseguì l’insegnante. Improvvisamente tra i ragazzi cadde il silenzio e il prof fu orgoglioso di avere finalmente catturato la loro attenzione. “Nei tempi antichi i pittori si facevano in casa i colori, usando elementi naturali e ovviamente non fu da meno il Guercino. Particolarmente ricercato era il suo blu e si dice appunto che durante quei lavori ne fu trovata una boccetta, ma pare sia solo una leggenda metropolitana.”

In questo episodio Mattia è accompagnato dall’amico del cuore e compagno di scuola, Massimiliano. È lui il primo ragazzo che Mattia conosce il primo giorno delle superiori e, dopo un inizio burrascoso la loro diventa una vera e forte amicizia

Non ci fu bisogno di nessuna formula ufficiale o di nessuna stretta di mano, erano diventati amici

Dopo una gita scolastica nel vicino comune di Cento, Mattia convinto di avere tra le mani tutti gli elementi per dimostrare l’esistenza di tracce del famoso Blu, intraprenderà una ricerca serrata  con tutti i mezzi a sua disposizione leciti e non; ricerca che lo porterà a metter in pericolo addirittura la propria vita e quella dell’amico  a causa dell’infausto incontro con i membri della pericolosa “Confraternita”.

Tutto ebbe inizio attorno all’anno 1573 quando l’edificio che si trovava al culmine di Borgo da Sera, l’attuale Via Ugo Bassi, edificio che era denominato Rosario Vecchio, fu ritenuto insufficiente a contenere i fedeli devoti alla Madonna del Rosario. La Confraternita del Rosario dopo aver sgomberato il piazzale dove attualmente si trova la chiesa dalla casupole che vi erano 88 poste fece costruire l’attuale edificio, siamo circa negli anni Venti del 1600 e fu in tale periodo che si prese in esame l’idea di una nuova edificazione che però ebbe termine solo nel 1645. Finalmente il 13 giugno del 1645 la cittadinanza poté rimirare la nuova Chiesa del Rosario e la cerimonia di inaugurazione fu fatta celebrando una messa solenne nell’altare della cappella voluta e decorata dal Guercino. E proprio al Guercino sono legati diversi “misteri” della chiesa, dal fantomatico ritrovamento della boccetta contenente il suo famoso blu reale, piuttosto che al ritrovamento di reperti che poi in realtà non sempre sono stati resi noti: insomma non sappiamo la veridicità di questi ritrovamenti. ……La Madonna Assunta tra gli angeli, uno dei dipinti più famosi del Guercino, fu collocato all’interno, nella parte alta della volta; anche questo resta un mistero: perché quel collocamento che impediva una chiara visione ai visitatori? Alcuni rilievi dell’epoca ipotizzano che pure il Guercino fosse fra i membri della confraternita, questo spiegherebbe un suo interessamento diretto ai lavori di realizzazione della chiesa e sembrerebbe che al Barbieri si debba attribuire il disegno della facciata. Durante i lavori di ristrutturazione del tetto eseguiti negli anni Ottanta fu scoperta una stanza segreta contenente arredi e paramenti sacri, poi misteriosamente trafugati. Una domanda a cui gli storici dovranno rispondere è la seguente: davvero sotto la chiesa riposano le sorelle e i nipoti del Guercino?

Le pagine di questo libro scorrono veloci , il lessico  e la trama sono semplici ma non mancano i colpi di scena ed il lettore è accompagnato nelle peripezie di Mattia e Massimiliano per mano come un buon amico.

Assolutamente geniale, soprattutto alla luce del pubblico cui principalmente l’Autore si rivolge, è il finale del romanzo: in poche righe si da inizio alla prossima avventura di Mattia. I giovani lettori non potranno fare a meno di continuare a seguirlo ovunque lui li condurrà.

Cevolani ha scritto un romanzo perfetto per i lettori più giovani, che con facilità si immedesimano con il protagonista e il suo mondo, ma che costituisce sicuramente una piacevole lettura anche per i lettori più “grandi”– come me – che seguono Mattia facendo il tifo per lui come  genitori ansiosi di vedere il proprio figlio crescere e affrontare la vita e che, qualora genitori lo siano davvero, possono trovare tra le sue pagine interessanti spunti di discussione e approfondimento da proporre ai propri figli.

Consiglio a tutti voi di proporre questo libro ai vostri ragazzi, anzi di leggerlo assieme a loro!

Personalmente custodirò questo libro e sicuramente anche i prossimi per il mio settenne, certa di fare cosa gradita a lui e prima ancora a me: dovrò pure assicurarmi che Mattia giunga a casa sempre sano e salvo…

Materiale fornito dall’autore

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