Recensione: “Il cavaliere del grifone” di Alessandro Spalletta

Il cavaliere del grifone

Alessandro Spalletta

Editore: StreetLib

Anno edizione: 2018

In commercio dal: 1 gennaio 2018

Pagine: Brossura

EAN: 9788829511631

Recensione a cura di: Chiara Mearelli

Anno Domine 1298, Siena. La città si prepara ad ospitare un torneo d’arme, bandito dalla potente famiglia Bonsignori. Tra i partecipanti, proveniente da Batignano, arriva il giovane ed entusiasta Bino, esponente della casata degli Abati del Malia, promettente cavaliere impaziente di duellare. Per il ragazzo si tratta solo di un gioco, per quanto serio, in cui dimostrare abilità e coraggio. L’incontro con la bellissima Elena Bonsignori, dalla quale Bino viene inesorabilmente attratto al primo sguardo e di cui perdutamente si innamora, diventa per il giovane il vero motivo per cercare la vittoria. Bino si distingue per coraggio, capacità e astuzia, anche agli occhi della donna, che dimostra di ricambiarne i sentimenti. Il ragazzo non sa che, con pari ardore, dovrà combattere per un obiettivo molto più alto, che la sua vita sta per cambiare inesorabilmente e che presto, molto presto, l’ombra del potere senese cadrà sulle sue terre e sulla vita della propria gente.

Nel suo primo romanzo il toscano Alessandro Spalletta ci porta a vivere una bellissima storia, che si snoda per un decennio nella maremma tardiomedievale, tra Siena e Grosseto. Troviamo subito l’atmosfera del tempo, in una giornata di inizio estate, a Siena, mentre ci si prepara ad assistere ad una giostra d’arme. E’ una città in festa in cui i cavalieri fanno sfoggio degli stemmi delle proprie casate in attesa di render loro la giusta gloria in gara. Qui si incontrano il giovane Bino degli Abati del Malia, di Batignano e il senese Filippo Bonsignori.

Bino è solo un ragazzo che si diverte a mettere alla prova le proprie abilità. Filippo è l’organizzatore dell’evento, con cui intende ridare lustro alla propria famiglia, ormai avviata alla decadenza. Intelligente, ma ingenuo il primo, spregiudicato e ambizioso il secondo. Nessuno dei due può ancora intuire l’importanza che avrà l’altro nella propria esistenza. Assieme a Filippo è presente la sorella, Elena. Erede dell’deale di donna del romanzo cortese, è il nodo che li congiunge: Bino se ne innamora immediatamente.

“L’espressione angelica e sottomessa, quegli occhi scuri stupendi che sembravano invece celare un animo selvaggio e indomito. Le labbra piene e sorridenti, il naso delicato e le guance dalla pelle candida, con un velato tocco carminio sugli zigomi.

Bino ne era rimasto stregato. Doveva vincere il torneo. Doveva vincere, farsi premiare da lei e conquistare così il suo cuore.”

Tra Bino e il suo obiettivo si interpone Guidone di Mino di Graziano, amico dei Bonsignori. Sarà il suo principale antagonista nella tenzone. E non solo.

“L’amico di Filippo Bonsignori era uno di quei combattenti da cui tutti sarebbero stati volentieri alla larga. Non era molto alto, ma aveva davvero la forza di un toro. Era ben piantato a terra e quindi molto difficile da sbilanciare. La potenza del suo braccio era fenomenale, sicuramente superiore a quella di Bino. L’armatura che indossava era molto pesante e di ottima fattura. Certo, Guidone era più pericoloso nella mischia che in duello contro un singolo avversario, ma bastava un solo errore per esser messi fuori combattimento.”

Il torneo diventa la prima culla dei rapporti che connoteranno tutto il romanzo e tratteggia già, sapientemente, le caratteristiche manifeste dei nostri personaggi. Molto più sottile sarà il percorso che ci porterà a scoprirli interamente e molto più elaborato il gioco dei poteri, politici e commerciali di cui si renderanno protagonisti. Siena mira ad espandere il proprio dominio sulla maremma e sui territori grossetani ed ottenere il completo ed esclusivo controllo nel commercio del sale: Filippo ne sarà un esponente cruciale.

Bino diventerà la roccaforte contro l’odiata egemonia senese. La battaglia per la liberazione di Grosseto e della maremma sarà parallela a quella personale, in cui potrà diventare eroe anche per se stesso attraverso le disillusioni, i tradimenti e il dolore per raggiungere un valore più adulto e più elevato, non esitando a sacrificarsi per un’ideale di giustizia e libertà comune.

“Con lo sguardo perso nei colori del tramonto, Bino rivisse col pensiero tutta la sua vita. L’infanzia e l’adolescenza felici e spensierate nelle sue terre, nonostante la morte della madre. Poi i tornei e la dolorosa perdita del padre. Tutti i terribili momenti che ne erano seguiti.”

Predominante è anche il tema dell’amore legato alla figura femminile, anch’esso in evoluzione: dalla passionale infatuazione per una donna bellissima e ingannevole, che porta a perdersi, ad un sentimento più ponderato e maturo per un’altra, che servirà a ritrovarsi.

Un romanzo storico strutturato con cura e ricercatezza senza affettazione, una trama avvincente, in cui quella narrativa è finzione  fino ad un certo punto. L’autore per questo romanzo si è ispirato a personaggi relamente esistiti, Bino degli Abati del Malia e Filippi Bonsignori per primi, come reale è l’antagonismo dei territori toscani nel campo politico e commerciale. Ed anche se le vicende narrate non seguono una ricostruzione letterale di quello che è davvero successo nel 1300, certa è l’egemonia esercitata dalla ricca Siena sui territori di Grosseto, non scevra da scontri e tentativi di affrancamento di quest’ultima.

Tra descrizioni suggestive (bellissima Piazza del Campo che si prepara ad ospitare il torneo), intrecci ed inganni, mentre il nostro protagonista cresce, aumenta anche la nostra suspence, fino ad un serrato, imperdibile, duello finale.

Un’ultima postilla è da dedicare all’amore dell’autore per questo romanzo, che appare certo. Lo rende evidente il lavoro di ricerca, l’attenzione stilistica, ma soprattutto il profondo attaccamento alle proprie origini e alla propria terra che ancor più ce lo fa piacere. E’ stata davvero una bella lettura.

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