Recensione: “Il centenario che voleva salvare il mondo”

Il centenario che voleva salvare il mondo

Jonas Jonasson

Traduttore: M. Podestà Heir

Editore: La nave di Teseo

Collana: Oceani

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 21 marzo 2019

Pagine: 508 p., Brossura

EAN: 9788893447935

Recensione a cura di Monica Dal Cin

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Tutto comincia al largo di Bali, con una mongolfiera e quattro bottiglie di champagne. Allan Karlsson si appresta a festeggiare il suo centunesimo compleanno con il fidato complice Julius, quando è costretto a un ammaraggio d’emergenza nel mezzo dell’oceano. Salvati da una nave nordcoreana che trasporta clandestinamente uranio per conto di Kim Jong-un, i due vengono fermati con l’accusa di spionaggio. Dopo lo sbarco, Allan si finge uno specialista di tecnologia nucleare per riuscire a fuggire con una valigetta dal contenuto esplosivo. Allan e Julius si ritrovano così al centro di una vertiginosa crisi diplomatica tra Manhattan, l’Europa e la savana africana. Sul loro cammino incontrano Angela Merkel e Donald Trump, stringono amicizia con un truffatore indiano e un taxista masai, entrano in società con una venditrice di bare che inganna un feroce neonazista, frequentano una spia con la passione per gli asparagi.

Dopo “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” Jonasson ci regala un nuovo libro con l’irridente e beffardo protagonista Allan Karlsson, pronto a lanciarsi in avventure improbabili ed imprese pazzesche.

Accompagnano l’impavido vecchietto l’amico Julius ed una strana chiaroveggente. Insieme ne combineranno di tutti i colori, rischiando più volte la vita, ma riuscendo a tenersi a galla fino all’inverosimile finale.

Il libro è strutturato in capitoli che portano per titolo la parte del mondo in cui Allan e i suoi compari si trovano. Infatti, il più delle volte, per tirarsi fuori dai guai questi ultimi sono costretti a scappare dalle persone potenti che hanno fatto arrabbiare.

Per evitare di essere giustiziati a causa di azioni maldestre, equivoci e bugie così grandi da provocare una crisi internazionale, coinvolgono presidenti un po’ svitati, agenti disillusi e ministri alle prese con attacchi di panico. Il più delle volte questi malcapitati non tengono il passo con il protagonista e perdono il filo dei suoi arzigogolati discorsi, prostrati da uno stato di confusione mentale.

Allan passa dalla spontanea verità alla più astrusa delle menzogne con leggerezza, ma anche così velocemente da far girare la testa. Il lieto fine è d’obbligo, in fondo questo libro deve far sorridere, ma vuole anche farci riflettere sul mondo di oggi.

Jonasson, con uno stile  serrato e tagliente, una narrazione che talvolta si avvicina a quella di Douglas Adams (Guida galattica per gli autostoppisti), mette alla berlina chi ci governa.

Scrive una storia con toni canzonatori e ironici; ci racconta la guerra fredda ai tempi di Twitter, dove si combatte con un esercito di soldati online, che marcia dentro la rete.

Viene così descritto il modo in cui l’opinione pubblica viene  manipolata, cioè sparando in tutte le direzioni e agitando le masse.

Il grande merito di questo romanzo è quello di far divertire e far pensare nello stesso tempo, senza appesantire la scrittura con riflessioni complesse e prolisse.

Insomma, Jonasson ci regala un burlesque incentrata sulla modernità e le sue follie, scrivendo soltanto verità, o quasi.

Jonas Jonasson

Jonas Jonasson vive a Ponte Tresa, nel Canton Ticino.Giornalista e consulente media, ha pubblicato a quasi cinquant’anni il suo primo romanzo, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve (Bompiani 2011), ai primi posti delle classifiche di vendita in Svezia per oltre un anno, e tradotto in oltre trenta paesi.È stato “Miglior libro dell’anno 2009” in Svezia; premiato dai librai svedesi con lo Swedish Book Seller Award 2009 (lo stesso che fu di Stieg Larsson) e vincitore dello Swedish Audio Prize 2009.Dal romanzo è nato un film con un cast internazionale.

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