Recensione: “Il cuore del polpo” di Mariateresa Boffo

Cari lettori, oggi vi parlo di un romanzo psicologico intrigante, il cui titolo mi ha incuriosita a tal punto che ho iniziato a leggerlo non sapendo esattamente cosa aspettarmi. E la sorpresa è stata che da questo romanzo ci si può aspettare di tutto. È riuscito a risvegliare in me sentimenti contrastanti, sentimenti già vissuti, provati sulla mia pelle, e sentimenti nuovi, mai sperimentati, ma capaci di suscitare profonde riflessioni.
È la storia della vita sentimentale di un ragazzo qualunque, di un uomo qualunque, che potrebbe essere uno dei nostri amici, o una persona che incontriamo sulla nostra strada; la storia di un amore sognato e bramato e di una grande immaturità sentimentale che avvolge tutto il suo essere e non lascia scampo.

Il cuore del polpo

Mariateresa Boffo

Editore: ED-Enrico Damiani Editore
Collana: Gulliver
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 20 giugno 2019
Pagine: 317 p., Brossura
EAN: 9788899438418

Recensione a cura di Maria Ruggieri

A Castel San Gerolamo, piccolo paese dimenticato sui colli monferrini, la vita riserva poche sorprese. Anche i giorni di Giovanni Ferraro, rancoroso e diligente liceale, scorrono banali: i pochi amici, l’insofferenza per la provincia, le letture scolastiche, l’invadenza della madre, la prima cotta. Se non fosse che semplici incidenti di percorso, disseminati tra le pieghe della monotonia, lasciano in lui ferite profonde, destinate a non guarire mai. Fra l’odio sordo e l’eccitazione febbrile, l’immaturità sentimentale e un’insoddisfazione profonda e velenosa, Giovanni si fa uomo – e marito, e padre – senza diventare mai adulto. A raccontarlo una voce narrante che entra ed esce dalla storia scoprendosi dentro lo sguardo ora dell’uno, ora dell’altro personaggio, incrinando la superficie a prima vista ordinaria per lasciar trapelare abissi ben più vertiginosi. Come il polpo con i suoi tre cuori, Giovanni si avviluppa intorno ai suoi tre grandi amori in un labirinto crudele, da cui non è possibile liberarsi, da cui è impossibile distogliere lo sguardo. Un sofisticato romanzo psicologico che affronta senza paura l’orrore intrappolato nella “normalità”.

“Il cuore del polpo” è un romanzo psicologico che cattura, che non si riesce a smettere di leggere perché la trama è intrigante, narrata in un linguaggio asciutto, con parole forti, a tratti crudo, ma reale, che va dritto al punto, che non vuole “indorare la pillola”, ma raccontare in modo più realistico possibile una realtà che può far paura.

Il protagonista, Giovanni Ferrero, è un giovane adolescente che vive in un piccolo paesino che gli sta stretto, come gli sta stretta la casa, immersa nei vigneti, in cui vive insieme al padre Luigi, famoso ragioniere con la passione per la terra, e alla madre Maria, che ha la voce di gola da olandese, anche se è in Italia da vent’anni e parla italiano perfettamente. Strascica le esse e arrotola le erre …e ancora rimpiange la sua vita; non la vita che avrebbe avuto, ma quella che sognava, che avrebbe voluto. Si vedeva forte e grande e famosa. S’immaginava capo di un’azienda, caporeparto, capo qualcosa.

Maria, però, non è nulla di tutto ciò perché dopo la nascita di Giovanni non ha più lavorato e si è occupata solo del marito e del figlio; è piena di rimpianti e ha sfogato tutta la sua insoddisfazione, tutta la sua voglia di essere qualcuno su Giovanni, per il quale desidera un futuro radioso, importante, lontano da quelle colline e dalla vigna di famiglia.

Giovanni, invece, non sa ancora cosa vuole; lui ha bisogno solo di conoscere e seguire sé stesso e i suoi sogni.

Il sogno della mia infanzia era quello di trovare, da qualche parte, un giorno, la patria della mia anima.

Nulla di più difficile da realizzare, perché in casa è difficile parlare e sfogarsi e si rende conto di non essere apprezzato e amato per quello che è. Giovanni finalmente confessa a sé stesso il suo problema, odia sua madre, e non sa cosa fare.

Giovanni, sedicenne in subbuglio, avrebbe bisogno di diverse paia di occhi puntati su di lui. È interessante notare che mentre da un lato Marieke lo soffoca di premure e di attenzioni, dall’altro non si accorge che i pur limitati cambiamenti esterni – l’abbassamento della voce, i brufoli sulla fronte – corrispondono a un terremoto interiore. […] dentro al corpo magro di Giovanni c’è un magma rosso e incazzato che preme per saltare in aria. C’è un urlo nel suo petto, un grido che gli toglie il fiato e gli brucia i polmoni, che gli fa scoppiare il cuore di battiti furiosi, che gli fa prudere tutto…

È questo urlo che c’è nel suo petto, Giovanni ha l’occasione di farlo venir fuori durante l’estate dei suoi 16 anni quando, come sempre, va in vacanza da solo con la madre. Non sa, però, che questa vacanza gli cambierà la vita: Giovanni, infatti, si innamora di Julie, giovane parigina con la quale vive un amore puro, casto, totale, come di solito è il primo amore. Un amore che lui non dimenticherà mai e che lo segnerà profondamente. E finalmente Giovanni inizia a vivere davvero e si rende conto di non aver mai capito quanta vita c’è dentro di lui.

Come si fa a raccontare il cuore di un ragazzo di sedici anni che ha assaggiato un sorso d’amore? Solo un sorso. Neanche una promessa, perché è stato troppo breve… e la vita cambia di colpo: calma piatta, i giorni che si fondono e confondono e affondano e poi di colpo: tutto cambia. Il cuore pazzo e sempre di più, quel lunghissimo momento immobile sulla spiaggia, la sua mano sul suo braccio e la sua mano è di un calore insopportabile […] ma te li ricordi quei baci, quei baci dei sedici anni, quei baci che durano minuti, ore, che la saliva ti cola sul mento e la lingua duole ma baci, baci, baci.

Inizia il suo cambiamento interiore, inizia a vedere le cose da un’altra prospettiva. L’amore compie il miracolo di aprirgli gli occhi. E quando Julie lo lascia, Giovanni soffre e inizia ad essere ancora più insofferente all’aria di casa. Vuole andare via. Ha assaporato la libertà e ora che ne è di nuovo privo, tutto gli sembra ancora più nero. Marieke è quasi contenta della dura lezione che sta vivendo il figlio, gelosa com’è di chiunque gli si avvicini. L’unico che lenisce le sue sofferenze d’amore è il cane Argo, che lui ama e in cui si rifugia. Ma Giovanni è forte e nonostante l’amore per Julie continui a vivere dentro di lui, percorre le tappe della sua vita regolarmente. Il diploma, la laurea, l’impiego in uno studio legale…

Ecco il nuovo Giovanni, cresciuto, responsabile, che inizia la sua nuova vita, che ha un lavoro, un’ambizione.

Poi, quando nello studio legale in cui lavora, conosce la collega Carmela la sua vita cambia ancora.

Giovanni s’innamora e rinasce, anzi nasce, perché è come se non fosse mai vissuto, prima. Carmela gli insegna a respirare – dal primo respiro, il primissimo, quello che si esala da neonati… è un miracolo, innamorarsi: innamorarsi davvero, di dentro le viscere in fiamme, il cuore delle fiamme …

Carmela però scappa, come un’anguilla, gli sguscia via tra le mani e allora esce fuori un aspetto che Giovanni non sapeva gli appartenesse. Giovanni si vendica di chi l’ha ferito, anche se il risultato della vendetta è la solitudine e la discesa in un baratro sempre più profondo, da cui arriva a salvarlo la malattia del padre che lo costringe a tornare a casa per occuparsi delle cose di famiglia.

Mentre tutti cercano di scappare da una vita in campagna, ecco che Giovanni ci torna da solo, volontariamente, per senso del dovere.

Nel suo paesino quasi non si accorge che la vita va avanti, scandita com’è tra lavoro e casa finché, proprio quando ormai è quasi rassegnato all’essere single, Giovanni conosce Bianca, il terzo amore della sua vita, l’amore definitivo, con cui si sposa perché con lei è diverso, si amano, si completano e mettono su famiglia.

Bianca, giovane diciannovenne orfana di madre che gli si abbandona, senza esperienze com’è, e si plasma su di lui, in tutti i sensi, sempre serena, sempre felice, con nessuna ambizione se non quella di rendere felice Giovanni. Giovanni e Bianca si completano, perché per motivi diversi, non si sono mai sentiti amati. A Bianca, cresciuta dal padre e dalla sorella, è mancato l’amore materno che sta alla base di un sano senso di sicurezza personale. Giovanni si è sempre sentito amato da Marieke, ma nel modo sbagliato; non per quello che è ma per quello che sarebbe potuto essere – non lui nel bene e nel male, ma se solo fosse cambiato un po’, se solo fosse stato più simile a lei. […] finalmente hanno trovato qualcuno da amare, da cui essere amati.

Ma l’idillio non è eterno e quando arrivano gli inevitabili cambiamenti della vita matrimoniale, Giovanni non riesce ad affrontarli con maturità e reagisce in un modo che non ci si aspetta: va in crisi, non accetta il nuovo assetto della sua vita, tutto lo annoia, inizia a non tollerare più nessuno della sua famiglia, soffoca.

Cade in una depressione senza via di uscita che sfocia in qualcosa di orribile.

Da qui inizia il declino. La vita di Giovanni va a rotoli, perde i suoi punti di riferimento, perde sé stesso e si colpevolizza a tal punto da non trovare pace. Giovanni è sempre rimasto un adolescente nell’animo, non è mai cresciuto davvero, nonostante le responsabilità di uomo adulto. Quelle carenze d’amore che ha sofferto durante la sua infanzia lo perseguitano, non hanno formato la sua “educazione sentimentale”, e non resiste, non riesce a liberarsi dalla sua insoddisfazione profonda e velenosa che lo spinge in un labirinto dal quale non riesce ad uscire.

Il lettore è preso in un vortice di situazioni, di sentimenti e di stati d’animo che lo trascinano senza sosta insieme al protagonista. Soffre con Giovanni, soffre per Giovanni che non riesce ad elaborare quello che gli sta accadendo dentro. Il passare del tempo non lenisce la sua pena ma quella sua immaturità sentimentale lo porta ad avvilupparsi ai suoi amori come un polpo con i suoi tre cuori.

Il lettore viene invaso da un sentimento di sgomento per l’ineluttabilità del destino di Giovanni che incombe su di lui e da cui lui non riesce a liberarsi perché ha la consapevolezza che la storia di questo giovane uomo può essere la storia di uno di noi.

Con grande maestria l’autrice riesce ad esplorare e a descrivere i sentimenti che dominano il cuore del protagonista, li porta alla luce, li analizza senza sconti, nella loro durezza e al tempo stesso nella loro fragilità, perché la storia di Giovanni può essere la storia di ognuno di noi.

Materiale fornito dalla Casa Editrice

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