Recensione: “Il museo delle esperienze meravigliose “

Lettori cari, sono assai lieta di confidarvi la mia passione per Il museo delle esperienze meravigliose di Paolo Fumagalli! Questo romanzo per adulti e ragazzi è un volo d’immaginazione incantato e travolgente… fatevi ammaliare dai suoi segreti e magie!

Il museo delle esperienze meravigliose

Paolo Fumagalli

Illustratore: Francesca Paiocchi
Editore: La Ruota
Collana: Mirtilli
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 15 dicembre 2018
Pagine: 250 p., ill. , Brossura
EAN: 9788899660642
Età di lettura: Da 12 anni

Recensione a cura di Elisa Mazza

In città è arrivato il museo delle esperienze meravigliose! Offre un grande spettacolo che permette di assistere a veri prodigi e di vedere oggetti incantati provenienti da ogni parte del mondo, tutti accompagnati da storie straordinarie. Il proprietario, Vincent, è consapevole del turbamento che può essere provocato dalla sua presenza e spesso deve fronteggiare l’ostilità degli increduli, ma questa volta dovrà vedersela con avversari pericolosi e ostinati. Grazie all’aiuto di Laura, una ragazzina che si sente attratta dal museo e che nasconde un grande segreto, riuscirà a difendere il potere della fantasia contro gli attacchi di chi odia la magia e l’immaginazione? Età di lettura: da 12 anni.

“Una volta, quando ancora non esistevano internet, il telefono, la televisione e nemmeno la radio, non era molto facile sapere che cosa accadeva nel mondo. Si potevano leggere libri, ricevere lettere ascoltare i racconti dei viaggiatori per scoprire cosa succedeva in posti lontani e per cercare di capire come erano abituati a vivere popoli del tutto diversi. Ma il più delle volte tutti finivano per pensare solo a ciò che capitava nel luogo in cui abitavano, preoccupandosi soltanto degli eventi che riguardavano la loro nazione, o regione, o addirittura città, trascurando tutto il resto. Ecco perché in certe occasioni, quando individui strani apparivano in modo inaspettato per mostrare o narrare cose che nessuno conosceva, ogni comunità veniva percorsa da un grande fermento, da un’agitazione in cui si mischiavano spesso curiosità, entusiasmo, paura, fascino e incredulità.”

Quando ho iniziato ad avventurarmi tra le pagine di questo libro, il titolo, di per sé accattivante, ha naturalmente generato in me un certo tipo di aspettative: e con piacere affermo che queste sono state rispecchiate in pieno già alla fine del primo capitolo.

Quest’opera genera sentimenti pieni e contrastanti, emozioni tenere e un sorriso spontaneo, leggerla mi ha fatto subito pensare al mio rapporto con mia figlia, all’infanzia e a quell’infinità vitalità e curiosità che hanno i bambini.

Questa è la storia di un museo itinerante che cattura clientela con oggetti, forse bislacchi ma, prodigiosi e con un’origine altrettanto ammaliante: Vincent, il proprietario un po’ misterioso e pastore di queste stravaganti eredità raccolte in luoghi sperduti e accompagnato da vari componenti che appartengono al cerchio dello spettacolo.

Ovviamente come tutte le cose rare e sopra le righe, il mistero che creano attorno a sé genera anche una certa dose di invidia e soprattutto di paura.

Il museo deve sparire, non intaccare la concreta solidità della cittadina piuttosto cheta e quindi un nemico insorge. Questa lotta vede da una parte la fantasia e la libera scelta di essere bizzarri e dall’altra l’arroganza e l’ardire di possedere la verità assoluta per tutti, ma come finirà? Vincent è un cicerone “selvatico”, una specie di cappellaio matto (Fumagalli richiama delicatamente con diversi spunti il romanzo di Carroll), pronto ad elargire spiegazioni con una semplicità disarmante anche se ciò che richiede la domanda è qualcosa di apparentemente illogico.

«Quindi poteva immaginare delfini e sirene in qualunque posto, non per forza in riva al mare» – «Ma in un altro posto non c’erano. Non avrebbe potuto fingere di avere una sirena nella propria camera da letto. O per meglio dire, avrebbe potuto farlo, ma per l’appunto sarebbe stata solo finzione e non un atto di autentica fantasia» disse Vincent scuotendo la testa. Fece una pausa, guardando i bambini seduti davanti a lui, e poi aggiunse: «Ora avete capito come funziona il mio Museo delle esperienze meravigliose?»

 L’immaginare è la chiave di questo audace e strambo museo. L’eterna discussione aperta fra l’essere cerebrali e l’essere istintivi, fra l’uniformarsi alla casta e la ribellione.

Il presentatore di questo museo itinerante incarna perfettamente la schiera dei reietti, decide infatti di accogliere nelle sue fila personaggi ambigui, in parte grotteschi e loschi. Nei momenti in cui recluta nuovi clienti incontra Laura: una bambina che come lui vive di fantasia, lei è magica e ricca d’animo avventuriero.  

“…Laura in particolare si accorse di essere molto emozionata all’idea di poter finalmente entrare nel museo e conoscere tutte le meraviglie che conteneva. Il suo cuore batteva forte, accelerando il ritmo come un cavallo al galoppo in una pianura sterminata, e la sua mente si accendeva in scoppi di fantasia che somigliavano a stupendi fuochi artificiali. Sentì che qualcosa dentro di lei cercava di risvegliarsi e dovette compiere un certo sforzo per impedire alla gonna che indossava di gonfiarsi e sollevarsi come una specie di lenzuolo in balia del vento. Appena si rese conto che si stava muovendo, infatti, ne afferrò i lembi con entrambe le mani e li costrinse a rimanere al loro posto. Ripensò alle raccomandazioni fatte dai suoi genitori riguardo alla necessità di comportarsi come una bambina uguale a tutte le altre, così riuscì a ricacciare ogni tentazione di stranezza e a tornare padrona della situazione.”

Mentre il legame tra mentore e allieva si costruisce, l’antagonista Nalmondo, tronfio e parecchio intollerante verso qualunque altra forma di vita che non sia sé stesso, comincia a studiare la compagnia arrivata in paese che ha suscitato tanto stupore. Ostile, avaro e pretenzioso, ripudia assolutamente il contatto con la magia, l’incanto e il fantastico. Si infuria per l’arrivo di questa distrazione sgradita e quindi medita vendetta per riappropriarsi del suolo dove il museo si è allocato.  

“Non è che tutti stessero progettando di abbandonare la propria casa e la propria occupazione per mettersi a girare il mondo in cerca di avventure, e anzi c’erano buone probabilità che nessuno lo facesse, perché in fondo nessuno credeva a ciò che aveva visto e sentito con sufficiente convinzione e forza di volontà. Ma il semplice fatto che la gente avesse la mente piena di quelle idee di stranezza e libertà lo infastidiva, gli faceva temere che un giorno gli abitanti della città potessero smettere di pensare solo a mangiare, bere, lavorare e obbedire. Dare ordini alle teste prive di sogni era molto più facile, e lui lo sapeva benissimo.”

Questa lettura fa da cornice a numerosi spaccati, raccontati dai personaggi stessi, che ne arricchiscono la trama.

Personalmente amo molto trovare “una storia nella storia”: è coinvolgente far parte della visione di tutti che a turno si aprono al lettore e narrando aiutano a capirne i caratteri e le personalità dei protagonisti.

Giuro, potrei parlarvi a lungo di ognuno di loro e trasmettervi tutte le sensazioni che ho provato, ma non posso soddisfare tutta la vostra curiosità togliendovi il piacere della scoperta.

I membri della compagnia del museo hanno menti sapientemente delineate, Fumagalli le interpreta con una penna originale e fantasiosa, ogni personaggio ha un particolare unico, eccentrico. Lo stile è valente, artistico, sostenuto da un lessico fluido, semplice, che lascia tutto lo spazio necessario a scovar tra le righe, il significato che va ad insegnarci.

Inoltre il romanzo è accompagnato da un fantastico disegno di copertina e da magnifiche illustrazioni interne, a cura di Francesca Paiocchi, e questa è una qualità che aumenta notevolmente l’imprinting con l’opera.

Ebbene, ora ho risvegliato il vostro desiderio di sapere? Ritenete che sia più consono vivere con concretezza e adagiarvi nella sicura e solida realtà dell’uniformità o mandare all’aria tutti i preconcetti e lasciare che la vostra unicità prenda piede e sbaragli qualunque zona confort?

È proprio il caso di dire che questo libro flirta con la Fantasia con la “F” maiuscola! Batte nuovi sentieri per ampliare le dimensioni della nostra mente e accelerare gli slanci del cuore… Sarà forse uno dei cimeli stessi del Museo delle esperienze meravigliose?

“Laura si guardò intorno, osservando il grande tendone che ospitava il museo e lasciando scorrere gli occhi su tutti gli oggetti esposti. Si accorse che quello che vedeva era il posto più incredibile e fantastico del mondo, non solo perché era pieno di cose prodigiose ma anche perché molte di quelle cose erano simili a porte aperte su altri tempi, a sentieri che potevano condurre in altri luoghi.”

Materiale fornito dall’autore

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