Recensione: “L’ avvocato colpevole” di John Fairfax

L’ avvocato colpevole

John Fairfax

Editore: Piemme

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 16 aprile 2019

Pagine: 384 p., Rilegato

EAN: 9788856660876

Recensione a cura di Francesca La Piana

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Quando William Benson, appena ventenne, viene condannato all’ergastolo per un omicidio che non ha commesso, c’è un pensiero che lo ossessiona: come può la giustizia commettere un errore così plateale? Forse è per questo che in carcere sceglie di studiare legge. La stessa legge che gli ha rovinato la vita. Dieci anni dopo, ormai diventato avvocato dietro le sbarre, viene scarcerato: per somma ironia, confessando ciò che non ha commesso – quindi mentendo -, ha ottenuto uno sconto di pena. Peccato che, per tutti, William Benson altri non sia che un assassino. Un reo confesso che ora recita la parte dell’avvocato: chi accetterà di farsi difendere da lui? C’è solo una persona che non gli volta le spalle: Tess de Vere. Stagista dello studio legale che anni prima aveva difeso Benson, Tess era stata l’unica a credere alla sua innocenza. E adesso, avvocatessa in carriera, è di nuovo l’unica a fidarsi di lui. Insieme, difenderanno una donna accusata dell’omicidio dell’amante, che sembra condannata in partenza – proprio come era successo a William. Insieme, proveranno a far trionfare la giustizia in cui, nonostante tutto, vogliono ancora credere. Perché l’avvocato colpevole è pronto a tornare in tribunale, questa volta da vincitore. Una nuova, talentuosa voce del legal thriller anglosassone, da un autore di straordinaria bravura, già paragonato a John Grisham.

“L’avvocato colpevole” è un’opera con caratteristiche che vanno ben oltre il legal thriller; un racconto dove il concetto di giustizia si fonde con la determinazione di un uomo: William Benson.

John Fairfax in questo suo nuovo racconto ha dato vita a un personaggio insolito; protagonista indiscusso e dalle mille sfaccettature è William Benson.

L’acerbo avvocato riempie le pagine di questa narrazione, ipnotizza il lettore e rende “L’avvocato colpevole” un testo eccellente.

La ferma convinzione a diventare avvocato nasce in Will quando viene condannato all’ergastolo per un omicidio che non ha commesso.

Il prezzo da pagare per avere l’opportunità di studiare legge è alto, equivale a una confessione.

Il detenuto non demorde, si dichiara colpevole. La sentenza è definitiva, ergastolo.

Dieci anni dopo su parola, Benson viene scarcerato, libero di esercitare la professione d’avvocato.  

L’inesperto difensore non ha il consenso comune, in lui incombe la “lettera scarlatta”, per tutti è un assassino.

Il primo caso importante di Benson arriva; diventa difensore di una donna accusata di omicidio.

Tutti gli indizi raccolti fanno della sua cliente una inoppugnabile colpevole ma, per Benson “importa solo ciò che il cliente dice. E se dice di essere innocente, si combatte fino all’ultimo per sostenere la sua innocenza”.

Nella personale crociata di Will si aggrega Tess de Vere, un avvocato stimato che ha sempre creduto all’innocenza del suo connivente.

Nelle aule di tribunale iniziano le arringhe degli avvocati; le ricerche d’indizi equivalgono a colpi di scena che si susseguono.

La verità non è mai palese, dubbi e supposizioni si scontrano con testimonianze plasmabili.

Pagine colme di adrenalina per un epilogo inatteso.

La penna di John Fairfax ha creato una narrazione magistrale, non solo per l’accuratezza e la precisione della forma, ma bensì per i contenuti.

L’autore racconta con precisione il mondo giudiziario: i dettagli sono sorprendenti così come le descrizioni. Minuziose e soprattutto “visive”, invece, le “lotte” degli avvocati in tribunale.

Tutti i personaggi vengono collocati in prima linea nella storia, impeccabili e necessari per questa trama avvincente.

Forte e chiaro il paradosso che mette alla luce Fairfax: William Benson reintegrato nella società resta intrappolato dietro le sbarre perchè la libertà è un’ardua conquista, non il surrogato dell’ambizione.

“L’avvocato colpevole” duella in tribunale, da bravo difensore mescola le carte in tavola, scova indizi, ma in lui gravano segreti, paure e pesi che né intralciano i movimenti. 

Un uomo che ha imparato a seguire la corrente; accetta in silenzio il corso degli eventi, le angherie e i soprusi.

Will lotta contro sé stesso perché in fondo sa che sarà sempre un ex detenuto.

“Non importa quante persone ti ringrazieranno di aver salvato loro la vita, questo non cambierà il modo in cui vedi te stesso. Puoi cambiare il modo in cui ti vedono gli altri, ed è una bella cosa, ma tu resterai quello di prima. Non si sfugge così facilmente a senso di colpa.”

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