Recensione: “L’ istante presente” di Guillaume Musso

Cari amici lettori, oggi vi porto con me all’interno di un’avventura tanto intricata e difficile da essere al limite del surreale, ma che, grazie alla maestria della penna di Musso, vi travolgerà catturandovi fino alla fine.

L’ istante presente

Guillaume Musso

Traduttore: Sergio Arecco
Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 14 novembre 2019
Pagine: 332 p., Brossura
EAN: 9788834601112

Recensione a cura di Laura Pari

Per pagarsi gli studi di recitazione, Lisa lavora in un bar di Manhattan. Una sera conosce Arthur, un giovane medico di pronto soccorso che sembra avere tutte le carte in regola per piacerle, e Lisa in effetti ne rimane subito affascinata. Ma Arthur nasconde una storia che lo rende diverso da chiunque abbia incontrato prima d’ora: possiede un faro, ricevuto in eredità dal padre, una torre battuta dai venti in riva all’oceano nelle cui acque suo nonno è misteriosamente scomparso alcuni decenni prima. Il dono gli è stato fatto a una condizione: Arthur non deve aprire la porta metallica della cantina. Malgrado la promessa fatta al padre, il giovane non trattiene la sua curiosità, spalancando la porta su un terribile segreto da cui sembra impossibile poter tornare indietro. Riuscirà l’amore per Lisa a dargli la forza necessaria per superare le insidie di una folle corsa contro il tempo?

“La storia della nostra vita è la storia delle nostre paure.”

Pablo de Santis

Boston, 1991.

Arthur, venticinque anni, ha un fratello e una sorella più grandi, si è laureato in medicina a Berkeley e successivamente ha conseguito un anno di perfezionamento a Chicago, mentre ora
sta frequentando il secondo anno di specializzazione in medicina d’urgenza al Massachusetts General Hospital, dove il padre, Frank Costello, sulla cinquantina, è un pezzo grosso del reparto di chirurgia. Frank, capelli bianchi e rughe che gli solcano il viso, non è però il suo genitore biologico, non ne hanno mai parlato apertamente e direttamente ma lo sanno entrambi.
Il papà, essendo malato, decide di sistemare i suoi affari dando disposizioni di lasciare tutto il patrimonio ai fratelli di Arthur, mentre la sua unica eredità è rappresentata dal 24 Winds Lighthouse, proprietà di famiglia acquistata nel 1954 dal nonno paterno, Sullivan, con l’idea di farne una seconda casa. Il possedimento però è avvolto dal mistero, in quanto, nel medesimo anno, durante i lavori di riabilitazione del faro e di ristrutturazione del cottage, Sullivan misteriosamente scompare.

“Prendere o lasciare Arthur […] E se accetti l’eredità, ti impegni a rispettare due condizioni.

Due condizioni non negoziabili.

[…]

La prima. Ti devi impegnare a non vendere mai i beni ricevuti in eredità. […]

E la seconda condizione? […]

A questa altezza, dietro i mattoni, si trova una porta metallica.

[…]

E’ la seconda condizione, Arthur, disse riprendendo fiato. Non devi mai cercare di aprire questa porta.”


Quando il ragazzo chiede spiegazioni, Frank si giustifica ­­affermando che i vincoli servono soltanto a proteggere il figlio e che l’enigma che lo tormenta da più di trent’anni, a suo parere, può essere risolto soltanto dal giovane.

Accettato il lascito, Arthur, decide di andare in fondo alla questione e improvvisamente si trova a New York sulla Quinta Avenue dentro la cattedrale di St. Patrik e in un periodo temporale diverso.

Com’è possibile? Che Arthur soffra di amnesia?

In una corsa contro il tempo, tramite dei flashback e dei repentini cambi spazio-temporali, rappresentati così accuratamente da accrescerne di volta in volta il pathos, e la raccolta a piccoli passi di indizi e rivelazioni, il lettore viene trasportato nel racconto e si trova a confrontarsi con il tentativo di capire cosa stia succedendo e il nesso tra le varie situazioni, finendo così per perdere la nozione del tempo e  credere  anche all’impossibile, nella disperata ricerca del  posto nel mondo del personaggio principale.

“L’esperienza non è ciò che accade a un uomo, è ciò che un uomo fa con quanto gli accade.”

 Aldous Huxley


Attraverso le immagini, i pensieri, le sensazioni e le riflessioni principalmente della voce narrante, quella del protagonista Arthur, incontrerete diversi personaggi che prendono parte alla storia, ma non saranno mai descritti in maniera approfondita e minuziosa determinandone una lettura fluida e una scrittura molto diretta, accattivante e con un ritmo incalzante, il tutto rende le pagine di questo romanzo desiderose di essere lette con velocità per scoprire assolutamente quale  arcano si celi nel faro dei ventiquattro venti della famiglia Costello.

Un libro intenso, ricco di contenuti e significati, dove i fili conduttori sono i legami, i sentimenti, gli affetti più cari e quello che si è disposti a fare per le persone amate, il tutto connesso in un intreccio incredibile dove il limite tra il reale e l’invenzione è molto difficile da stabilire.

“L’essenziale non lo sappiamo prevedere. Ciascuno ha conosciuto le gioie più grandi là dove non se lo sarebbe mai aspettato. E quelle gioie inattese hanno lasciato in noi una tale nostalgia che rimpiangiamo persino le nostre miserie, ammesso che siano state le nostre miserie a procurarcele.”

Antoine de Saint-Exupéry.


Perché nella vita non abbiamo altro che godere dell’istante presente.

Guillaume Musso

Libri di Guillaume Musso

Romanziere francese. Figlio di una bibliotecaria da cui ha ereditato l’amore per i libri, scrive di notte, nei fine settimana oppure in treno, mentre si reca a Parigi dalla compagna. Il suo romanzo d’esordio L’uomo che credeva di non avere più tempo (Sonzogno, 2005) è un bestseller internazionale, e altrettanto successo ha avuto La donna che non poteva essere qui (Sonzogno, 2006). Ha pubblicato diversi altri romanzi, dei quali si citano: Chi ama torna sempre indietro (Sonzogno, 2007), Quando si ama non scende mai la notte (Rizzoli, 2008), La ragazza di carta (Sperling & Kupfer, 2011), Il richiamo dell’angelo (Sperling & Kupfer, 2012), Sette anni senza di te (Sperling & Kupfer, 2013), Aspettando domani (Sperling & Kupfer, 2014), Central Park (Bompiani, 2015), La ragazza di Brooklyn (La nave di Teseo, 2016), Un appartamento a Parigi (La nave di Teseo, 2017), L’istante presente (La nave di Teseo, 2019). 

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