Recensione: “L’ Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre”

Buongiorno lettori!
Oggi vi invito a rileggere con me un grande classico della letteratura: l’Odissea.
Tutti abbiamo studiato la vita dell’eroe Odisseo e le sue epiche imprese, ricordiamo la sua astuzia, il suo peregrinare lungo vent’anni e l’instancabile lotta per tornare a casa e riabbracciare ancora una volta l’amato figlio e l’adorata moglie.
Pochi hanno però approfondito il ruolo delle donne che circondano il protagonista, che Omero ha confinato in un angolo e che pure sono ingranaggi fondamentali per lo svolgimento della storia.
Ecco che Marilù Oliva sopperisce a questa mancanza, affrontando in “L’odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre” il viaggio di Odisseo attraverso gli occhi delle donne che ha incontrato, che lo hanno aiutato e a loro modo amato.

L’ Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre

 Oliva Marilù

Editore: Solferino
Collana: Narratori
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 6 febbraio 2020
Pagine: 217 p., Brossura
EAN: 9788828203612

Recensione a cura di Francesca Simeoni

C’è Calipso che deve lasciar andare Ulisse sebbene ne sia innamorata, c’è Nausicaa seduttrice immatura ma pericolosamente potente, c’è Circe dominatrice che disprezza gli uomini ma allo stesso tempo ne ha bisogno, ci sono le Sirene incantatrici e distruttrici, c’è Euriclea la nutrice e naturalmente Penelope la sposa in attesa. Ciascuna narra la sua parte della celebre epica, portando il proprio, inedito, punto di vista e ribaltando la prospettiva unica dell’eroe maschile nella polifonia del femminile. E tra l’una e l’altra donna parla Atena, “dea ex machina”, che sprona sia Telemaco sia Ulisse a fare ciò che devono: la voce della grande donna dietro ogni grande uomo.

“…Eccolo, lo sfuggente. Il re divenuto naufrago. L’uomo sballottato dall’ira degli dèi. Il mare me l’ha rovesciato sulla battigia nudo e disperato, mi è bastato uno sguardo per perdermi in lui e offrirgli tutto ciò che avevo.

Una grotta come rifugio.

I profumi dell’isola di Ogigia.

La serenità di un vitto.

E, più grande di ogni cosa, l’immortalità.

Ma lui, imbrigliato nel bisogno di quotidianità comune agli umani, ha preferito continuare a sognare il suo viaggio di ritorno…”

Inizia così il cammino di Marilù Oliva tra le protagoniste femminili della più famosa opera di Omero: un cammino che l’autrice intraprende in punta di piedi, nel rispetto della trama originale e finanche del ritmo e dello stile narrativo, solo proponendoci la storia del lungo viaggio di Odisseo nella prospettiva delle donne che hanno fatto parte della sua vita.

È così incontriamo Calipso, donna bellissima e immortale, punita dagli dei costretta a rimanere sull’isola di Ogigia, e ad innamorarsi di uomini bellissimi ed eroici che doveva poi inevitabilmente lasciare andare.

Ci viene poi presentata Nausicaa, affascinante giovane donna che dimostra umanità e e rara comprensione, che, aiutando il povero naufrago Odisseo si invaghisce timidamente di lui.

C’è Circe, la maga misantropa che tenta di uccidere Odisseo e lo spinge negli inferi dove egli incontrerà la madre Anticlea; le Sirene pronte a fermare il suo viaggio, Euriclea la fidata nutrice, e la dea Atena, strenua protettrice dell’uomo e del suo viaggio.  

E infine c’è Penelope, sposa innamorata che attese per vent’anni il ritorno del marito, crescendo da sola Telemaco ed evitando di sposare uno tra i Proci usurpatori della terra di Itaca utilizzando il famoso espediente della tela.

Marilù Oliva riesce a mio parere in un opera che non può che considerarsi immensa, far riviere il poema del grande Omero attraverso gli occhi delle sue donne, senza snaturarne il racconto con fantasiose ricostruzioni o interpretazioni .

Personalmente ho amato particolarmente lo stile adottato dalla scrittrice, quanto più vicino alla traduzione originale tanto più aderente è il racconto alle rime omeriche.

Confesso che, persa tra le pagine di questo romanzo, ho avuto voglia di riprendere in mano il famoso poema, di rileggerlo avendo nella mente e nel cuore la forza e la poesia delle sue eroine.

Questa è un’opera che, a mio parere non deve assolutamente mancare nelle vostre librerie proprio accanto alla più illustre epopea!

Materiale fornito dall’autore

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