Recensione: “L’ onda lunga della verità” di Luigi Valagussa

Cari affezionati lettori,
oggi vi propongo “L’onda lunga della verità” l’ultimo lavoro di Luigi Valagussa, un romanzo di grande attualità adatto a chi cerca storie che sappiano trattare di sentimenti, di vite a confronto e che sappiano anche indurre alla riflessione.
Buona lettura!

L’ onda lunga della verità

Luigi Valagussa

Editore: Kimerik
Collana: Kimera
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 5 luglio 2019
Pagine: 206 p.
EAN: 9788855160728

Recensione a cura di Nelide

Marco e Giacomo si conoscevano fin dai tempi dell’università. Erano amici, seppur diversi tra loro. Il corso della loro vita, che li ha separati solo apparentemente, è stato caratterizzato da eventi e figure femminili che segnano profondamente le loro storie. Una narrazione intensa, che si gioca sul filo della verità. Sarà proprio questa a far ritrovare i due in un unico destino.

L’amicizia è un sentimento complicato e profondo che regge agli sbalzi della vita, che può deludere ma che al contempo sorprende. Questo Marco e Giacomo lo sanno fin troppo bene. Due caratteri opposti, due realtà e due pensieri completamente dissonanti tra loro e, nonostante tutto, una profonda amicizia a legarli nello scorrere di queste esistenze così tra loro dissonanti. Se anche nel corso degli anni fatti, eventi e circostanze li hanno portati ad allontanarsi, il loro rapporto ha retto ai vari scossoni e alle tante donne che si sono affacciate nel loro quotidiano.

Ed è proprio da questi avvenimenti così sconvolgenti e così tra loro concatenati che si sviluppa l’intera opera a firma Luigi Valagussa, uno scritto in cui personaggi solidi e ben costruiti uniscono le loro voci in un canto corale volto ad analizzare e a riscoprire quella società in cui viviamo. Come si è evoluta la collettività? Cosa ne è stato di quei valori così profondi e radicati in cui abbiamo tanto creduto in passato? È davvero in atto un decadimento dei popoli, del benessere e delle vere necessità?

«Un esempio di pazzia collettiva. Il fatto comunque non mi sorprende e più che di stupidità parlerei di degenerazione. In particolare, credo che stiamo vivendo un decadimento dei popoli del benessere che hanno coltivato una società che sollecita a provare e conquistare di tutto e di più, senza limiti o inibizioni. Ci affidiamo alle attrazioni che ci circondano e cerchiamo di diventare noi stessi un’attrazione

Cosa ne è ancora del sentimento? Quanto l’apparenza può influire nella definizione di un rapporto? Quanto può ledere un legame, quanto può influire sulla sua affermazione? Perché è sufficiente una semplice diceria su un social network per mettere in discussione una reputazione, per minare alla solidità di una relazione amorosa che si perpetra da anni ma che si sgretola come un castello di sabbia alla prima sillaba di contraddizione?

«Questi mezzi possono distruggere la reputazione di chiunque, denunciare, assolvere, condannare senza rispetto per la verità che purtroppo arriverà sempre in ritardo, se arriverà

Esiste una verità? E in caso di risposta affermativa, si può parlare di vera verità? Quanto in una realtà in cui “il proprio” impera indiscriminato a discapito “dell’altro” può incidere la suggestione? L’avanzare di questo nuovo mondo per quanti aspetti positivi possa racchiudere è anche espressione di una contagiosa regressione dell’uomo che ne riduce e azzera ogni vantaggio.

«La conoscenza, tecnologia, le scoperte, il movimento delle merci e delle persone aveva distribuito a pochi il benessere con il conseguente allargamento del deserto della povertà e della fatica di vivere. IN questo clima di rabbia e di sfiducia prosperavano i predicatori dell’esclusione. Gente che si dedicava alla politica cavalcando il malessere e il disagio della maggioranza delle persone. Per avere ascolto bastava inneggiare al volare delle proprie origini, alle qualità e capacità del proprio popolo e sottolineare l’impoverimento subito e minacciato da parte di coloro che erano fuori dal proprio cerchio. Scattava allora la formula magica per salvaguardarsi dai cattivi predatori. Alzare muri e barriere sui propri confini e mettersi contro quelle ridicole e inutili organizzazioni che vivano con l’irrealistico obiettivo di unire la gente, solo perché appartenente alla stessa natura e allo stesso unico mondo

Un luogo, questo dove le potenzialità sono aumentate e la comunicazione può raggiungere chiunque, un luogo dove per conquistare qualcosa bisogna essere quanto più competitivi e determinati. Ma a quale prezzo?

Questi e molti altri sono gli interrogativi che vengono coraggiosamente affrontati dal narratore ne “L’onda lunga della verità”, uno scritto caratterizzato da una penna fluente, magnetica, precisa che non manca di conquistare sin dalle prime pagine. Un libro, ancora, che nella sua brevità racchiude molteplici significati e induce a molteplici riflessioni tanto che non immediata ne è la sua morale più intima. Anzi, proprio a causa di ciò, l’opera può a tratti risultare un po’ confusionaria, disarticolata, sensazione che viene meno nell’epilogo ove ogni tassello confluisce al suo posto per ricomporre l’articolato puzzle.

Ambizioso è l’obiettivo che si è proposto Luigi Valagussa in questo suo ultimo lavoro, un elaborato in cui con cura e dovizia lo scrittore si immedesima nella società contemporanea per cercare di analizzarne le brutture, le contraddizioni, le più recondite sfumature e i tanti punti in sospeso. Perché in questa epoca di uomini e donne che si incontrano e scontrano in una miriade di situazioni e circostanze tra loro diversissime e variegate fatte di una doppia dimensione che oscilla tra vita reale e realtà virtuale, tanti sono i punti in sospeso che vengono lasciati, innumerevoli sono le verità che restano celate o che vengono abbandonate nei sobborghi della mente in quell’alternarsi di vicende e sentimenti che colorano la nostra anima.

Luigi Valagussa nasce a Milano il 2 maggio 1952, si laurea nel 1977 in Ingegneria chimica al Politecnico di Milano e al termine di un’esperienza quarantennale nel campo della raffinazione del petrolio, nel trattamento di gas e del petrolchimico si avvicina alla scrittura, attività che gli consente di esprimere nel miglior modo il proprio pensiero e la propria libertà di azione. La sua avventura con la parola scritta diventa realtà nel 2016 quando viene pubblicato il suo primo romanzo intitolato Un passo oltre la nebbia, una storia che non teme di affrontare i dubbi della vita e della società contemporanea. Segue nel 2017 la pubblicazione de La tentazione dell’Intelligenza Artificiale, lavoro in cui la sua attenzione si è focalizzata sul cercare di immaginare a che limite può arrivare questa nuova conquista umana così da comprenderne i problemi, i limiti, i pregi e i difetti che possono scaturirne. L’onda lunga della Verità è la il suo terzo e ultimo romanzo.

Materiale fornito dalla casa editrice

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