Recensione: “La bambina perduta” di Carol Wyer

Primo volume di un avvincente thriller poliziesco che racconta le indagini dell’ispettrice Robyn Carter, “La bambina perduta – Robyn Carter Libro Uno”, lascia con il fiato sospeso, spinge il lettore pagina dopo pagina ad avventurarsi nei meandri della mente umana, in un’avventura che non darà tregua a nessuno dei protagonisti, le cui vite si intrecciano e vengono sconvolte dalla mancanza di amore.

La bambina perduta. Robyn Carter. Vol. 1

Carol Wyer

Traduttore: Daniela Rossetti
Editore: Hope
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 29 novembre 2019
Pagine: 379 p., Brossura
EAN: 9788855310475

Recensione a cura di Maria Ruggieri

Una famiglia perfetta nasconde torbidi segreti. Un assassino vuole che la verità venga a galla. Abigail vive una vita perfetta con un marito attraente e ricco che stravede per lei e l’adorabile figlia di pochi mesi, Izzy. Ma qualcuno sa che lei nasconde un segreto inquietante e inizia a mandarle messaggi minacciosi da un numero anonimo. Cos’ha da nascondere Abigail? In un’altra cittadina, un insegnante scompare in circostanze misteriose e un milionario viene trovato morto nei pressi del lago vicino a cui viveva. Per l’ispettrice Robyn Carter non c’è un nesso ovvio tra le vicende dei due uomini finché Izzy non verrà rapita in un parcheggio. Il suo istinto le dice che il rapimento di Izzy è in qualche modo legato ai due casi su cui sta indagando, ma l’ultima volta che ha agito d’istinto le conseguenze sono state tragiche. Quindi, per risolvere il caso e riconquistarsi un posto nelle forze dell’ordine, Robyn dovrà per prima cosa imparare di nuovo a credere in se stessa, perché ora si trova alle prese con un assassino spietato e se non lo fermerà in tempo… una bambina morirà.

Leggendo questo romanzo il lettore si immerge in una storia in cui il bene e il male sono perennemente in conflitto e sono separati da una sottilissima linea che a volte si confonde fino a sparire.

Alice e Robyn, dai lati opposti di questo sottile confine, fanno entrambe i conti con una vita priva di amore. Alice perché le è stato negato sin da bambina, dopo la morte del padre e l’abbandono “morale” da parte della madre, e Robyn perché le è stato strappato, in una imboscata militare, il duplice amore di un compagno e di una figlia che doveva nascere.

Entrambe non hanno nulla, se non i ricordi. Quelli di Alice più che ricordi, sono incubi. Quelli di Robyn, invece, sono ricordi dolci e strazianti che rendono forse ancora più duro accettare la sua nuova vita solitaria.

La piccola Alice perde l’amore di sua madre a causa di uno squallido episodio in cui la coinvolge Lucas Matthews, colui che sarebbe dovuto diventare il suo fratello maggiore: ciò che accade le sconvolge la vita e, per di più, sua madre non le crede, la disprezza e piano piano la allontana.

“Perché l’hai fatto? Mi gridò più e più volte. Provai a spiegare ma non mi ascoltava. Era più preoccupata di quello che Paul avrebbe pensato di me che di ciò che era accaduto. Mi accusò di mentire per coprire il mio gesto. Mi disse che ero una bambina malvagia. Le sue parole mi ferirono molto. Mi tagliarono in due come un coltello. Io le gettai le braccia intorno alla vita, piangendo e implorandola di ascoltarmi, ma lei mi spinse via” … mi disse che ero una bambina orribile e ingrata… ho odiato ogni secondo di quel periodo. Se non fosse stato per Mr Big Ears sarei impazzita.”

Ecco il protagonista silenzioso del romanzo; Mr Big Ears, il coniglietto di peluche che Alice ha ricevuto dal padre prima che morisse e che a un certo punto ha magicamente iniziato a parlarle.

“Voleva sul serio tornare a essere solo lei, mamma e papà, ma non sarebbe mai successo, anche se aveva pregato e implorato che accadesse un miracolo. Un mini prodigio era avvenuto quando Mr Big Ears aveva cominciato a parlare. Era successo poco dopo che Paul aveva iniziato ad andare a casa loro. Paul non piaceva neanche a Mr Big Ears e la prima volta che il coniglio aveva parlato, lei aveva capito subito che in qualche modo suo padre aveva trovato il sistema per tornare ad esserle vicino.”

In un’atmosfera familiare cupa e solitaria, Alice vive le più terribili e devastanti esperienze che una bambina possa vivere, che umiliano l’anima e la trasformano: viene ignorata da tutti, persino da sua madre, e tutti la disprezzano. Ma riesce a celare dentro di sé tutta l’angoscia e il dolore che una bambina così piccola può provare grazie al suo coniglietto di peluche che diventa il suo consigliere, il suo fedele amico. Solo a lui Alice dà ascolto, anche se non sempre i consigli di Mr Big Ears sono consigli “da padre”:

mio padre mi ha consigliato di attendere il momento opportuno. Prima devo imparare a vivere. Devo crearmi una identità innocua e diventare quella persona. Devo convincere gli altri di esserlo e poi, un giorno, riuscirò a pareggiare i conti con chi è colpevole per la mia infanzia perduta e l’attuale situazione in cui mi trovo.”

Alice viene guidata dall’odio. Non conosce altro sentimento, visto che tutto il resto è stato spazzato via dall’indifferenza e dalla mancanza di amore in cui è costretta a vivere. Lo confessa anche a se stessa:

Il mio cuore non ha più spazio per l’amore adesso e ho un solo sentimento che mi guida: l’odio.”

Il clima che si respira per tutto il libro, quindi, è un clima di odio. L’odio guida la protagonista silenziosa e nascosta. L’odio la spinge ad estraniarsi dal mondo, a rifiutare qualunque tipo di rapporto o di legame con le altre persone, siano esse le compagne di scuola o la sua stessa madre; Alice è sola e si isola costantemente, fino a diventare quasi invisibile al mondo.

Ma all’odio si contrappongono i sentimenti positivi di chi non si lascia piegare, di chi combatte per una vita migliore, come quelli che guidano Robyn e Abigail nelle loro scelte di vita.

Le vite di Alice e di Robyn iniziano ad intrecciarsi quando quest’ultima viene chiamata ad indagare sulla scomparsa di Lucas Matthews, denunciata dalla moglie Mary. Robyn tratta questo caso che le viene affidato come se fosse un caso importante, anche se a primo impatto non sembra tale, e vi si dedica con passione, perché ha bisogno di mettersi alla prova e di ritrovare la fiducia in se stessa.

Le indagini la porteranno ad indagare sulla vita dell’uomo, che viene descritto come “villano, rozzo e persino aggressivo … lo sguardo negli occhi di Lucas… non lo so descrivere. … Era un mix di lussuria e crudeltà, qualcosa di primordiale che ha cambiato la mia opinione su di lui.”

Un uomo dalla doppia personalità, dunque. Un uomo dalla doppia vita, che è sposato ed è un ottimo insegnante di musica, salvo poi trasformarsi in un uomo totalmente diverso a causa della malsana passione di cui è vittima da quando era giovane.

Le indagini portano Robyn lontano, in cerca del padre di Lucas, Paul, e così si imbatte in Abigail e nella cerchia delle sue migliori amiche, in un turbinio di eventi e di efferati delitti.

Abigail, dopo gli orribili episodi che le sono capitati, dopo una vita terribile vissuta fuggendo da se stessa, finalmente è riuscita a rinascere, a costruire la vita che desiderava accanto al marito Jackson e alla figlia Izzy e a dimenticare il passato.

Ma il passato non si può lasciare impunemente da parte, il passato non lascia tregua neanche a lei e sotto il luccichio di una vita apparentemente perfetta, con un marito e una figlia amorevoli e delle amiche sempre presenti, anche lei soffre per quegli oscuri segreti che non è mai riuscita a confessare e che la portano quasi ad impazzire, quando capisce che il velo con cui li ha coperti sta per cadere.

“Gli aveva tenuto nascosti troppi segreti e non poteva rivelargli il vero motivo per cui negli ultimi tempi era così distratta e ansiosa. … qualcuno sapeva del suo passato e questo la rendeva nervosa. Aveva usato la scusa dei denti di Izzy per giustificare il suo comportamento, ma la vera ragione non poteva condividerla con nessuno, nemmeno con Jackson.”

Abigail non poteva immaginare che “nascondere segreti porta all’infelicità”,ma se ne convince quando la sua vita inizia ad andare a rotoli, insieme alla sua consapevolezza di sé. Il segreto di Abigail mette in pericolo anche le persone che ama e persino il suo gatto Toffee ne sarà vittima.

Pericolosi e torbidi segreti che affondano le radici in un passato lontano sono all’origine di tutto e provocano dolore e distruzione. Tutti, a diverso titolo, sono coinvolti e ne rimarranno travolti. E non basta fuggire da se stessi e provare a dimenticare: il passato ritorna sempre e con esso bisogna fare i conti.

“Ciao Abigail. Che piccola famigliola perfetta che hai. Peccato che non sarà così ancora per molto. Non ti puoi fidare di nessuno. Credi di poterlo fare ma non è così. Così tanti segreti tenuti nascosti.  … Chi sei? Cosa vuoi? … non importa chi sono. Chi sei tu, piuttosto? Controllo ogni tuo movimento. E distruggerò la tua vita.”

Quando Robyn entra in contatto con Abigail, la comprende, capisce subito che sta soffrendo e che sono i segreti a divorare la sua anima. Capisce che Abigail sta affrontando i fantasmi della sua vita da sola, come li sta affrontando lei e così la aiuta a ritrovare la piccola Izzy.

C’è un filo conduttore che lega le donne di questo romanzo. Il rintanarsi dentro di sé per sfuggire alla realtà. Anche se totalmente diverso è il modo di reagire e di affrontare il proprio destino.

Robyn, come Alice, ha perso tutto quello che amava, il compagno Davies e la figlia che ancora doveva nascere, ma a differenza di Alice non si è lasciata sopraffare dalla tristezza, non si è lasciata inondare dall’odio per il mondo e per le persone che le avevano strappato gli affetti più cari. Robyn si è buttata a capofitto nel lavoro e nell’attività fisica per evitare di impazzire, e ne è uscita più forte che mai.

Abigail, invece, per sfuggire al proprio destino è scappata, ha cambiato vita ed è riuscita con fatica a costruirne una nuova, quella che da sempre desiderava. Ma all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, si trova anche lei coinvolta in un incubo.

Il tempo corre, la mano invisibile mette in atto il suo diabolico piano e Robyn sente l’urgenza di fare presto, di risolvere il caso. Sente che se non farà in fretta, un’altra persona perderà la vita ma non riesce a prevedere chi sarà perché quando sembra che faccia un passo in avanti nelle indagini, ecco che accade qualcosa che la fa dubitare di tutto il percorso fatto e inizia a non fidarsi più del suo intuito.

L’ispettrice, però, insiste, indaga, cerca, non si arrende e si fa aiutare dal suo fedele amico Ross e quando, per caso, trova il filo conduttore di tutti gli omicidi, lo segue anche se sembra solo una debole traccia. Ma è l’unica che ha e non può lasciarsela scappare.

L’autrice, con molta disinvoltura ed un linguaggio appropriato al tema trattato, fa vivere al lettore la vita dei protagonisti, lo coinvolge nei loro sentimenti, nei loro stati d’animo. E intervalla la narrazione con degli strategici “Allora”. È con la lettura di queste parentesi, narrate in prima persona, che il lettore inizia a conoscere in anteprima la verità, scopre la realtà che si cela dietro la maschera dei protagonisti.

La scrittrice conduce attraverso gli episodi che hanno segnato l’esistenza di ciascuno dei protagonisti, ne svela il lato oscuro e spiega le motivazioni che li hanno spinti ad agire in quel modo. Così facendo il lettore impara a conoscerli, quasi vive le loro stesse angosce, fa il tifo per loro e piano piano scopre i segreti che ognuno di loro cela. Si riesce a provare la stessa sensazione che prova Robyn più volte durante le indagini, quella sensazione di essere sempre ad un passo dalla verità, che poi, inevitabilmente, scappa di mano. Così, leggendo il libro, si ha la sensazione di aver capito tutto, ma fino alla fine si resta nel dubbio e ci si pone un interrogativo: “C’è sempre un se solo… vero?”

Ecco, con questo interrogativo, che lascia spazio ad ampie riflessioni sul senso del romanzo, io attendo con impazienza il prossimo volume delle avventure di Robyn Carter che, ne sono certa, non mi deluderà.

Materiale fornito dalla casa editrice

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2 Commenti

  1. Non posso ringraziarti abbastanza per questa recensione davvero fantastica. Sono così felice che ti sia piaciuto il libro e spero che ti piacerà anche il prossimo della serie.
    Carol

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