Recensione: “La gabbia dorata” di Camilla Läckberg

La gabbia dorata

Camilla Läckberg

Traduttore :L. Cangemi

Editore: Marsilio

Collana: Farfalle

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 11 aprile 2019

Pagine: 410 p., Brossura

EAN: 9788829700165

Recensione a cura di Francesca La Piana

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La vita di Faye è perfetta, sposata con Jack, un milionario, passa le sue giornate insieme alla splendida figlia. Circondata dal lusso sembra avere una vita perfetta, almeno fino alla scoperta dei tradimenti del marito. Il mondo di Faye va in pezzi: il suo oscuro passato riemerge, e la donna decide di dire basta.

Camilla Läckberg partorisce un’opera tutta al femminile.

Con il successo ottenuto dal libro precedente, l’autrice svedese torna a scrivere della caparbietà delle donne: capaci come delle fenici a risorgere dalle ceneri.

Questo noir affronta tematiche di forte impatto sociale: la Läckberg scrive di manipolazione, malattia; narra la violenza, intesa come coercizione silenziosa.

Il libro racconta di quel maltrattamento che non lascia segni sulla pelle ma, intrappola la “vittima” in una prigione mentale.

Imprigionata in una rete d’inganni è Faye, una donna devota al marito.

Matilde/Faye ha vissuto sulla sua pelle il dolore, la rabbia e l’odio; sentimenti apparentemente dimenticati con Jack, il suo meraviglioso marito.

Faye sembra avere tutto, un lussuoso appartamento, una figlia adorabile; ha ciò che una donna può desiderare.

La “gabbia dorata” della donnasi schianta al suolo quando rientrata a casa prima del previsto, trova il marito con un’altra. Jack chiede il divorzio.

Il mondo della protagonista crolla, lei ha rinunciato alla sua vita per il marito e adesso si ritrova con un niente in mano, ma soprattutto, senza la forza di reagire.

Jack, in modo lento e silenzioso ha preso il controllo su Faye, promettendole una realtà fittizia.

Con un’innata capacità di manipolazione il marito perfetto insinua nella moglie insicurezza, dubbi e colpe.

La mancanza di considerazione, disdegno e tutte le ferite scaturite dal disprezzo, portano Faye in uno stato di vulnerabilità; la donna è incapace di reagire.

La protagonista, una volta riconosciuta la sua prigione mentale si vendica; inizia una rappresaglia, un piano machiavellico e ben studiato finalizzato a distruggere il marito.

Jack è un uomo calcolatore, soddisfa solo il suo “io”, ma stavolta fa i conti con la mente raffinata e crudele della moglie; viene manipolato da Faye; lui sarà lo strumento inconsapevole della sua stessa fine.

L’autrice designa una protagonista camaleontica: in lei risiede un lato oscuro ma codesta, agisce sotto il controllo di una forza più potente: la necessità di essere libera per il bisogno di recuperare sé stessa.

Camilla Läckberg ha messo nero su bianco, con cautela e mai in maniera brutale le forme estreme del maltrattamento, quelle che colpiscono con il disprezzo, il silenzio, o semplicemente con l’indifferenza.

L’autrice con una scrittura semplice e una narrazione fluida ha consegnato al suo pubblico un romanzo avvincente.

Un noir che però, ha un messaggio chiaro, quasi, un inno per tutte quelle donne coraggiose capaci di ripartire. DONNE che fanno dell’umiliazione, della sofferenza e del dolore il punto di partenza per una nuova vita.

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