Recensione: “La paziente silenziosa” di Alex Michaelides

La paziente silenziosa

Alex Michaelides

Traduttore: S. Pezzani

Editore: Einaudi

Collana:Einaudi. Stile libero big

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 2 aprile 2019

Pagine: 340 p., Brossura

EAN: 9788806240134

Recensione a cura di Francesca La Piana

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Alicia Berenson è accusata di omicidio; la famosa artista ha sparato cinque volta in faccia a suo marito.

Alicia non parla più, rifiuta di negare la sua colpa o confessarla. Detenuta in un ospedale psichiatrico incontra Theo Faber, un psicologo criminale sicuro di poterla aiutare.

Medico e paziente si ritrovano a giocare in maniera subdola per proteggere sé stessi.

Alex Michaelides ha partorito un’opera magistrale; un libro imponente, dettagliato e ricco di sfumature ben definite.

Una trama fitta e incalzante dove mezze verità si amalgamano a silenzi assordanti.

Alicia Berenson è una famosa pittrice, la sua vita sembra idilliaca; vive in un esclusivo quartiere di Londra con il brillante marito. Gabriel, un noto fotografo.

Una sera, apparentemente senza ragione alcuna Alicia spara al marito uccidendolo. Da quel momento la donna si rifiuta di parlare, si chiude in un inquietante silenzio.

La notizia fa clamore; l’artista viene detenuta in un ospedale psichiatrico sotto i riflettori di tabloid, telegiornali e anche di Theo Faber, psicologo criminale, interessato e pronto ad aiutare “La paziente silenziosa”.

Michaelides in questo suo scritto mette a nudo la follia, rompe l’equilibrio fra realtà e alienazione; compone un thriller inusuale, racconta l’insania.

Il libro ruota intorno alla fragilità della mente umana, di come ogni singolo evento, anche il più insignificante ha la capacità di modificare la nostra psiche. Essa è una tela bianca, l’uomo inconsapevolmente ne dipinge i contorni, tratteggiati dalle esperienze vissute.

Alicia porta i segni di un infanzia tragica; eventi indelebili che portano la donna a vivere in un perenne stato di angoscia.

La protagonista, ormai inerme e assuefatta dal dolore si chiude in un assordante silenzio. 

Il mutismo di Alicia termina con l’arrivo del dottor Faber, certo di poter aiutare la sua paziente prescelta.

Segreti inconfessabili, mezze verità e terapie pilotate aprono uno scenario tetro.

I traumi infantili uniscono i due protagonisti: vittime e carnefici di una sofferenza immane. Due menti fragili plasmati dagli abusi, legate dallo stesso dolore.

“L’uomo è fatto di parti diverse, alcune buone, altre cattive, e che una mente sana è in grado di tollerare questa ambivalenza e di destreggiarsi tra il buono e il cattivo. La malattia mentale sta esattamente nell’assenza di questo tipo di equilibrio: finiamo per perdere il contatto con le parti intollerabili di noi stessi”.

Queste pagine trascinano il lettore in un profondo abisso, niente è come sembra.

Gli eventi che si susseguono hanno una doppia ambivalenza; oscillano tra finzione e realtà.

Un libro ricco di nozioni mediche, citazioni e principi storici di notevole importanza.

La struttura del romanzo è lineare, arricchita da una brillante e fluida scrittura. Eccellente l’abilità dell’autore nel dare concretezza a un argomento così astratto: I disturbi psichici e le malattie mentali anche se difficili da capire e razionalizzare sono barriere che grazie al progredire della scienza psichiatrica e della psicologia, possono essere superate.

Alex Michaelides

Ha studiato Letteratura inglese all’Università di Cambridge e Cinema all’American Film Institute di Los Angeles. Ha scritto le sceneggiature di vari film, tra cui La truffa è servita, con Uma Thurman e Tim Roth. La paziente silenziosa (Einaudi, 2019), il suo primo romanzo, è in corso di traduzione in 42 Paesi.

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