Recensione: La piccola Parigi. Leggende di Cabiate

Buongiorno lettori!

Oggi abbiamo il piacere  di presentarvi un piccolo capolavoro: “La piccola Parigi, leggende di Cabiate” di Alessandro Tonoli; un racconto che deve assolutamente entrare nelle wishlist di ciascuno di noi.

La piccola Parigi. Leggende di Cabiate

Alesandro Tonoli

Editore: GWMAX
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 12 giugno 2015
Pagine: 60 p., Brossura
EAN: 9788890700392

Recensione a cura di Francesca Simeoni

Una città, un racconto misterioso e una bambina di cui nessuno ha mai saputo il nome. Ecco cosa si cela dietro Cabiate e il suo essere chiamata dai suoi abitanti “Piccola Parigi”, per un motivo che però nessuno sembra ricordare. Forse solo il nonno di Chiara ha, nascosta nel suo passato, la chiave per svelare la natura di questo incantesimo che ora, forse, sta per essere finalmente rivelato.

Le piccole città hanno un grande, grande vantaggio. Far sembrare grandi le piccole cose che vi accadono. Pensiamoci un attimo. Chi si accorgerebbe del numero dei rintocchi di una campana, in una città dove gli allarmi sono un’unica costante orchestra? ……. Ecco cosa sono le piccole città. Sono il trono delle piccole cose. Frastagliate, di vario tipo, queste piccole cose si rifugiano in questi piccoli centri residenziali e si focalizzano permeandone il terreno. Terreno che in quei pochi momenti, tanto si impegna per farle risaltare che sembra quasi brillare. Una magia scontata e banale, quella che neppure il peggior mago sceglierebbe, senza nemmeno il barlume di un effetto speciale. Ma no, aspettate, forse sì, forse…almeno un effetto speciale c’è. E’ un effetto speciale un po’ particolare, vien quasi vergogna a dirlo, a bollarlo come tale. Ma è un effetto speciale che, perlomeno a suo vantaggio, ha il dono di partire con nulla, e con il passare del tempo andare a finire in un, ‘tutto’. Dici poco, inventalo un effetto speciale del genere! Roba che un cineasta si svenerebbe. Beh questo effetto speciale tanto agognato, residente in questi piccoli paesi, è la memoria.

La piccola Chiara come ogni giorno torna a casa da scuola e  ad attenderla c’è il nonno, da poco rimasto vedovo.

Chiara percepisce subito un’aria diversa nella casa del nonno: la mancanza della nonna è oggi quasi palpabile e il nonno è più strano del solito.

Costui invece che mandare la bimba a pranzare la invita accanto a sé e inizia un meraviglioso racconto…

Molti anni fa, quando il nonno era solo un ragazzo nella loro città, Cabiate,  arrivò una misteriosa bambina vestita di rosso dell’età di Chiara, di cui nessuno ha mai saputo il nome ma che i più vecchi ricordano. È una bambina particolare, misteriosa, che regala gioia e serenità a chi incontra sul suo cammino

E allora capitava molto spesso che le persone le dicessero cose che le facevano soffrire. Di solito non si dicono ai bambini. E la cosa bella è che, per quanto fosse successo qualcosa di brutto, lei riusciva a far finire sempre il discorso in un sorriso. Un suo sorriso sembrava attirarne altri cento, non so davvero come spiegarlo. Vedevi proprio che portava allegria. Dovunque andasse, nei parchi con i vecchietti, vicino ai bar del centro impegnata in qualche suo discorso strampalato che provocava un sacco di risate, con chiunque parlasse, lei portava allegria. Era sfuggevole, però. Sembravi poterla afferrare con la stessa concretezza con cui afferri un raggio di sole.

Un giorno la bimba andò in vacanza a Parigi e se ne innamorò. Tornata a Cabiate piantò  nel centro del paese un souvenir raffigurante la miniatura della Tour Eiffel ed inizio a curarla sperando un giorno di poterla vedere grande come l’originale parigino e di poter cosi portare la magia apprezzata nella capitale francese anche nel suo piccolo paesino.

Da quel momento Cabiate diventò per tutti “La Piccola Parigi“!

Improvvisamente però   la bimba scomparve, non scomparvero invece la gioia e l’amore che aveva portato con sé.

Ma come nelle migliori storie la parte peggiore è che anche quelle, purtroppo, finiscono, cara mia. E sempre d’improvviso. Un giorno semplicemente ci girammo, e non ci fu più nessuna Piccola Parigi. Nessuna Piccola Parigi da salutare.”…Ma la magia che si era già incatenata ai corpi, quella non se n’era affatto andata. Le persone che si legarono in quel periodo davanti alla torre della Piccola Parigi, neanche a dirlo, finirono tutte per sposarsi. Tutte. Nessuna esclusa.

La lettura di questo piccolo grande romanzo è assolutamente scorrevole, si giunge alle ultime righe quasi in un sol sospiro: il nonno  di Chiara –che è il nostro nonno, il nonno di ogni lettore –racconta una favola creando attorno a noi un mondo assolutamente meraviglioso! 

Tonoli riesce in una impresa titanica: raccontare una storia così grande, così piena di sentimenti, emozioni e  insegnamenti in così poche pagine, coinvolgendo appieno  il lettore.

Per quanto mi riguarda sono giunta alle ultime righe in lacrime e ho fatto veramente fatica a girare quell’ultima pagina e a lasciare Chiara e il suo nonno.

Non credo di dover, o meglio poter dire di più senza svelare troppo: è un romanzo che va assolutamente letto, non credo ve ne pentirete!

Materiale fornito dall’autore

Condividi:
error

Be the first to comment

Rispondi