Recensione: “La ragazza che leggeva nel metrò”

Oggi introduciamo la storia di Juliette, una bella ragazza che andando a lavoro in metrò, va a perdersi dolcemente nella contemplazione dei pendolari che viaggiano assieme a lei.. i suoi preferiti? I lettori; ognuno di essi porta un libro con sé, un viaggio d’evasione nel viaggio quotidiano della sopravvivenza, che la fanno fantasticare e perdere in mille congetture.

“Io, che mi figuravo il Paradiso sotto la specie d’una biblioteca”
Jorge Luis Borges, Poesia dei Doni

La ragazza che leggeva nel metrò

Christine Féret-Fleury

Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 14 maggio 2019
Pagine: 210 p., Rilegato
EAN: 9788820067458

Recensione a cura di Elisa Mazza

Una storia incantevole, piena di luce e ottimismo, che conquisterà lettori di ogni tipo: chi legge in treno, sbirciando da sopra la spalla del vicino, in pausa pranzo oppure nella solitudine della propria casa, su una poltrona comoda o tra le bolle della vasca da bagno.Tutti i giorni, a Parigi, Juliette prende il metrò: stessa ora, stessa linea. Quando non è troppo assorta in un romanzo, ama perdersi a osservare i lettori intorno a lei: il collezionista di libri rari, la studentessa di matematica, la ragazza che piange a pagina 247. Li guarda con curiosità, come se dai loro gusti letterari potesse entrare in qualche modo nella loro vita e dare colore alla sua, così monotona, così prevedibile. Fino al giorno in cui decide all’improvviso di scendere qualche fermata prima e fare una strada diversa dal solito per andare al lavoro: un cambio di percorso che segnerà la sua vita oltre ogni aspettativa. Perché in quelle strade sconosciute incontrerà Soliman, che vive circondato di vecchi volumi ed è convinto che un libro, se donato alla persona giusta, può cambiare il corso del destino. Grazie ai consigli e alla saggezza di Soliman, e all’esuberanza della sua figlioletta Zaïde, Juliette compirà un viaggio incredibile alla scoperta dei romanzi e di se stessa, che stravolgerà i suoi orizzonti per sempre. La ragazza che leggeva nel metrò è una favola moderna sulla magia dei romanzi e la poesia delle piccole cose.

Un giorno, Juliette segue una strana bimbetta, Zaïde, e si trova ad entrare in una polverosa libreria che andrà a sconvolgere completamente la sua monotona esistenza.

“Le era sempre piaciuto odorare i libri, annusarli, soprattutto quando li comprava usati: anche i libri nuovi avevano odori diversi, a seconda della carta e della colla utilizzate, ma non svelavano nulla delle mani che li avevano tenuti, delle case che li avevano ospitati; ancora non avevano una storia, una storia ben diversa da quella che raccontavano, una storia parallela, oscura, segreta.”

Juliette conoscerà Soliman, il proprietario introverso ed enigmatico che la recluterà al magico ruolo del LiberaLibri: per essere un LiberaLibri eccelso, lei dovrà analizzare le persone e selezionare per loro il libro più adatto da donargli, quello che potrà illuminarli, aprire il cuore e renderli felici.

 “Un libro non va assegnato per sfida, per capriccio, per desiderio di inquietare o di provocare, a meno che non ci sia una particolare ragione. I miei LiberaLibri migliori sono dotati di grande empatia: sentono nell’intimo quali frustrazioni, quali rancori si accumulano all’interno di un corpo che niente, in apparenza, differenzia da altri..”

 La protagonista inizia ad emergere da sé stessa, poiché prima era intrappolata da un lungo sonno fatto di grigiore vitale, e fiorisce al contatto con questo mondo segreto fatto di pagine, parole che svelano destini mai contemplati, anime insospettabili che interagiscono tra loro, semplicemente passandosi un libro.

 “ Sì, tutto. Tutto quello che l’altro desidera dirmi. La storia dei libri, insomma. La maniera in cui vivono, le persone che toccano.. ogni libro è un ritratto e ha almeno due volti. Due.. Sì, il volto di colui – di colei, nel suo caso – che lo regala. Il volto di colui o colei che lo riceve. “

Scorrendo le pagine di questo romanzo ci si trova a sprofondare in un senso di irrealtà astratta, dove una scintilla di follia determina la salvezza in una vita altrimenti schiacciante e i libri sono esseri viventi che rapiscono, catturano e trasformano chi li ha toccati. Sono i Libri i veri protagonisti, anzi il ruolo delle persone reali diventa marginale, le personalità sono circoscritte nello svolgere la funzione primaria del “Viaggio Mentale”.

“Se Juliette non poteva vedere l’interno dei libri – milioni di frasi, di parole che brulicavano come colonie di formiche – ,i libri, invece, vedevano lei. E lei si offriva alla loro vista. Una preda facile, che resta allo scoperto.. “ E’ una lettura, seppur veloce e dal linguaggio semplice e diretto, profondamente intrisa di significato struggente; cogliamo sfumature inafferrabili e confuse tipiche nella ricerca dell’Io, veniamo travolti dall’eccitante avventura che ci porta ad amare la diversità, l’attraversare il dolore del cambiamento, per poi incantarci nell’accettazione del nostro essere unici.  Proprio per questo carico emozionale incessante, personalmente trovo la narrazione toccante e stravagante, ma anche sfuggente nel concludere i vari ruoli dei personaggi che per forza di cose sono marginali rispetto alla volontà stessa dei libri che li esplorano, e leggermente pungente perché non ci fa percepire questa “realtà nella realtà”, del tutto credibile.  Rimane perciò un sogno ad occhi aperti, uno spaccato surreale della fragilità umana nella sua faticosa evoluzione: un’appassionata e accorata dichiarazione d’amore alla carta stampata, che ne fa una lettura sinceramente coinvolgente.

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