Recensione: “La rete” di Sara Allegrini

Cari lettori, oggi vi propongo di fare un viaggio insieme ad alcuni ragazzi difficili, che sono alla ricerca di un luogo dove tutto sia possibile, anche la redenzione.

La rete

Sara Allegrini

Editore: Mondadori
Collana: I Grandi
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 11 giugno 2019
Pagine: 255 p., Rilegato
EAN: 9788804715412

Recensione a cura di Monica Dal Cin

La notte nel bosco risuonano solo fruscii, grida quasi umane e il battito accelerato dei cuori di Daniel, Maddalena ed Eliah. Nelle loro teste la stessa domanda martella feroce: come sono finiti lì, soli? Non c’è cibo, non c’è acqua, non c’è il cellulare per chiedere aiuto. È impossibile credere che le loro famiglie abbiano deciso di abbandonarli. Due occhi li spiano da dietro gli alberi e ogni giorno, quando si svegliano, trovano un biglietto che gli dice cosa fare: proprio a loro, che non hanno mai rispettato una regola, abituati a vivere oltre il limite. Ma se piegarsi e obbedire a uno sconosciuto fosse l’unico modo per salvarsi dall’incubo in cui sono precipitati? Un romanzo che rapisce e sorprende dove, come nella vita vera, non sempre tutto finisce bene.

A volte si ha bisogno di perdere la strada per riuscire a guardare dentro sè stessi e capire cosa conta veramente. Altre volte bisogna precipitare in un incubo per uscire da un altro incubo. Maddalena, Daniel ed Eliah non sono bravi ragazzi e le loro famiglie non sanno più come gestire gli attacchi d’ira e i continui capricci. Tutti e tre hanno oltrepassato il segno e sembra non esserci possibilità di tornare indietro dall’oscurità in cui sono caduti. Allora i genitori compiono un gesto disperato e li abbandonano in un bosco.

Sembra la storia di Hänsel e Gretel, ma le briciole di pane che servono per tornare a casa si nascondono dentro il loro animo e raccoglierle vuol dire accettare il dolore che hanno nascosto per tanto tempo. Nel bosco si sentono perduti, ma anche protetti. In mezzo alla natura, finalmente, possono togliersi la maschera che indossano da troppo tempo e finalmente possono essere davvero se stessi.

Nel buio però si nasconde qualcuno che li ricatta e che li obbliga a lavorare per poter mangiare. Quell’individuo  non si mostra mai davanti a loro e i ragazzi non sanno che cosa voglia veramente. Potrebbe lasciarli morire in quel luogo isolato o potrebbe diventare il loro salvatore. Questo lo scopriranno un poco alla volta, adattandosi ad una vita che non hanno mai voluto, facendo comprendere ad ognuno il valore della sincerità ed anche della faticaL’uomo misterioso non gli propone scorciatoie e non accetta un rifiuto come risposta alle sue richieste. Devono ubbidire e sperare di sopravivvere.

Intanto dentro i ragazzi cresce la consapevolezza di valere molto più di quello che credevano e così ripercorrono un poco alla volta la loro storia, quella segreta, quella vera.

L’autrice sembra prendere spunto da alcune fiabe per portarci dentro le vite di questi giovani, scoprendo un po’ alla volta la verità che li ha condotti  a deviare verso comportamenti oppositivi/aggressivi o semplicemente a buttarsi via.

Spesso, infatti, gli adulti non riescono a scorgere ciò che si nasconde dentro ad un bambino difficile, così quest’ultimo viene lasciato da solo ad affrontare la propria sofferenza, senza avere gli strumenti per farlo. Dunque il dolore si trasforma in rabbia e i gesti estremi diventano una richiesta d’aiuto o semplicemente un volersi nascondere al giudizio degli altri.

In fondo, per tutti noi esistono due versioni: una reale, fragile, colma di dolore ed un’altra costruita per affrontare la società ed il mondo. La prima, però, rimane nascosta e spesso arriviamo a dimenticarci che è quella persona ad essere vera, sincera. Qualche volta la chiudiamo in una prigione, come quei ragazzi, perché proviamo terrore all’idea che gli altri ne intravedano le sembianze, trasfigurate dal male che ci hanno fatto. E alla fine le tenebre spazzerebbero via ogni cosa, anche noi.

In questo romanzo le briciole di pane lasciate sul sentiero riportano i protagonisti a casa, ma la casa è il luogo dove incontrano il loro io più profondo. Per arrivarci devono affrontare il lupo cattivo, che è in realtà il loro passato, intessuto di paure e di ferite mai rimarginate.

Questo percorso, prima o poi, lo dobbiamo affrontare tutti, per spazzare via la paura e superare i torti subiti. Solo così possiamo recuperare la nostra identità e sentirci forti anche quando siamo soli.   Il romanzo di Sara Allegrini sembra volerci dire che, da qualche parte, esistono la redenzione ed il perdono e che vale la pena lottare per essi, sempre.

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