Recensione: “La stagione del fuoco” di Samuel Bjørk

Cari lettori, oggi propongo la lettura di un thriller che vi terrà con il fiato sospeso, vi porterà dentro l’oscurità del male e vi ricorderà che, in ognuno di noi, può nascondersi un assassino.

La stagione del fuoco

Samuel Bjørk

Traduttore: Ingrid Basso
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 18 aprile 2019
Pagine: 391 p., Brossura
EAN: 9788830440210

Recensione a cura di Monica Dal Cin

1999, inverno. Un anziano percorre una strada solitaria tra le montagne norvegesi, torna a casa dopo aver festeggiato il Natale con la famiglia. Improvvisamente, i fari della macchina illuminano qualcosa davanti a lui. L’uomo frena di colpo. L’auto si ferma a pochi centimetri dalla figura in mezzo alla strada: un ragazzino in stato di shock, quasi congelato a morte che indossa corna di cervo. 2013. Una ballerina di 21 anni viene trovata brutalmente assassinata, il cadavere galleggia sulla superficie di un lago di montagna. Nella foresta circostante, i detective scoprono una telecamera su un treppiede puntato verso la scena del crimine. Il numero 4 è stato inciso all’interno dell’obiettivo. Il detective Holger Munch è in congedo dal lavoro per prendersi cura di sua figlia Miriam, rimasta gravemente ferita dopo essere stata coinvolta nell’ultimo, terribile caso risolto dal padre. Ma quando la polizia cerca l’aiuto di Munch per indagare sull’omicidio della ballerina, il detective decide di tornare sul campo. Mia Krüger, appena dimessa da una clinica di riabilitazione, è sul punto di partire per una meritata vacanza ai Caraibi quando Munch le chiede aiuto. Anche lei sarà suo malgrado coinvolta nelle indagini, ma concede a Munch solo una settimana. La squadra Omicidi di Oslo torna così in attività, ma il passato di Mia tornerà presto a tormentarla mentre il caso sembra complicarsi a ogni passo…

Questo terzo romanzo di Samuel Bjørk ha ancora come protagonista la Squadra Omicidi di Oslo. L’investigatore Holger Munch si ritrova a indagare sulla morte di una ballerina, trovata a galleggiare sulla superficie di un lago di montagna. Poco lontano, una macchina fotografica, sistemata su un treppiede e con inciso al suo interno un semplice numero, sembra voler immortalare quella macabra scena. Nell’indagine verrà coinvolta anche Mia Krüger, donna derminata ma al contempo fragile, appena uscita da un centro di riabilitazione. Le indagini si svolgono ad un ritmo serrato e i colpi di scena lasciano il lettore senza fiato, quasi disorientato all’interno di un labirinto narrativo disseminato di indizi. Un poco alla volta, però, prende piede l’aspetto psicologico dei personaggi, attraverso la narrazione dei loro tormenti e dei fantasmi del passato, sempre pronti a divorarne l’anima. Munch ha un rapporto fallito alle spalle e una figlia che ha pagato il fatto di essere parente di un poliziotto, Mia è lacerata dai sensi di colpa per la morte di sua sorella e sembra non riuscire a trovare pace in nessun luogo. Pensieri bui pervadono la sua mente, facendo da filo conduttore alla storia, seguendone i percorsi e arrivando lentamente ad una  verità inqueitante e pericolosa. Tuttavia, in questo thriller, è il paesaggio ad accompagnare i nostri occhi e le nostri menti attraverso il male. L’autore, grazie ad una mirabile capacità descrittiva, ci obbliga ad immergerci nel profondo delle nostre paure e fa tremare i nostri sensi. La natura incontaminata, la montagna, il silenzio sono da sempre associati a tranquillità e serenità, ma in questo libro diventano portatori di paura e di morte. Il romanzo è scritto magistralmente e tiene sulle spine fino alla fine, tuttavia l’epilogo sembra forzato. Il finale arriva all’improvviso, la verità prende una direzione inaspettata. Tutto si risolve con l’intervento ex abrupto del narratore, che infila nella storia l’elemento solutorio, senza aver lasciato qualche traccia durante lo svolgersi della storia. In questo modo è impossibile  intuire  il punto d’arrivo della vicenda e  cimentarsi in uno sforzo deduttivo proprio, fondamentale in una crime story che oltre a scandagliare l’animo umano vuole anche divertire. Un’occasione mancata per rendere questo thriller perfetto.

Condividi:
error

Be the first to comment

Rispondi