Recensione: “Le amiche della sposa” di Viviano Vannucci

Cari lettori,
oggi, grazie al romanzo di Viviano Vannucci, vi porteremo a fare un giro nelle meravigliose campagne toscane, in particolare tra le colline del Chianti, in compagnia di cinque amiche, briose e frizzanti, che si erano perse di vista e che si ritrovano in occasione del matrimonio della più timida del gruppo, la dolce Anna Laura.

Le amiche della sposa

Viviano Vannucci

Editore: PSEditore
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 13 giugno 2019
Pagine: 274 p., Brossura
EAN: 9788832021882

Recensione a cura di Manuela Morana

Ambientato in un immaginario paesino del Chianti, “Le amiche della sposa” racconta gli avvenimenti che precedono il matrimonio della timida Anna Laura. Giorni terribili, ancora ben impressi nella memoria di Betty, la parrucchiera protagonista del romanzo. Sono state grandi amiche lei, Anna Laura, Vittoria, Federica e Samantha, ma superati i trent’anni si sono allontanate. Il regalo di nozze diventa l’occasione per riannodare i fili dell’amicizia e per fare i conti con il tempo trascorso, ma la gioia di ritrovarsi è turbata da dubbi e sospetti che in ognuna di loro provoca l’imminente matrimonio di Anna Laura e Gianni. Nonostante tutto decidono di organizzare una festa di addio al nubilato che, loro malgrado, si rivelerà l’occasione per una dolorosa e inattesa resa dei conti. “Le amiche della sposa” ruota attorno a un mistero, un accadimento che allontanerà le cinque amiche e farà emergere i segreti e le ipocrisie nascosti dietro le quiete apparenze della vita di provincia.

Questo romanzo è un giusto mix di spensieratezza e analisi interiore con una leggera sfumatura di mistero. La narrazione, realizzata con un linguaggio semplice e attuale, scorre veloce e piacevole, accompagnandoci alla scoperta dell’apparentemente quieta e noiosa vita di provincia.

Le dolci colline del Chianti e l’immaginario paesino di Pieve Montino diventano il set della vicenda che coinvolge cinque ragazze, cinque amiche che con gli anni si sono allontanate l’una dall’altra senza una particolare ragione, semplicemente perché il corso della vita le ha portate, crescendo, a prendere strade diverse. L’occasione per riunirsi capita quando Anna Laura invia a Betty, Vittoria, Federica e Samantha la partecipazione per le sue nozze con Gianni.  

Mi ha colpito moltissimo l’epigrafe usata dall’autore che recita: “L’apparenza incanta”, una frase breve ma piena di significato, una scelta azzeccatissima che riesce a catapultarci all’interno del senso più profondo del romanzo.

Mi sembra doveroso presentarvi queste cinque imprevedibili amiche:

Betty, la nostra voce narrante, è la parrucchiera del paese. Dopo tante difficoltà è riuscita ad aprire un salone tutto suo sul corso principale del borgo, il “Betty Hair Style”. È una ragazza simpatica e solare ma molto impulsiva e a tratti un po’ avventata. Ha alle spalle un matrimonio fallito e dopo aver lasciato il marito deve convivere con le difficoltà dovute al fatto di essere tornata a vivere con sua madre, una donna invadente e sempre pronta a criticarla, e di dover crescere da sola la sua bella e un po’ viziata bambina, Valentina.

Samantha è la classica femme fatale, cambia uomini come le altre cambiano maglietta, è bellissima, abbronzatissima, sempre perfetta, seducente e perennemente in ritardo. Di tutte le amiche è quella che risulta meno simpatica, tende a cedere un po’ troppo spesso agli eccessi, non disprezza la droga e quando si sente ferita è capace di vendette crudeli.

Federica è anche lei bellissima, di mestiere fa la broker, frequenta da poco Massimo ed è molto spaventata dall’idea di crescere e mettere su famiglia. È brava nel suo lavoro ma non le piace essere vista solo come una persona seria e affidabile, non sa se mostrare a Massimo l’altra parte di sé, quella spensierata e giocherellona. Per certi versi è considerata una “stronza arrogante che non guarda in faccia nessuno” ed è anche quella che è meno propensa a riallacciare i rapporti con il gruppo perché ritiene che dopo cinque anni sia difficile, se non impossibile, dimenticarsi del tempo trascorso, ciò nonostante si lascia trascinare in questa avventura.

Vittoria è sposata con Giacomo, i due si amano e vanno d’accordo ma vivono troppo vicino ai genitori di lui e questo causa alla coppia molte discussioni e tensioni, Giacomo è un bambinone e non riesce a tenere testa a sua madre. La suocera di Vittoria è una vera arpia che la critica continuamente, sminuendola e dandole della poco di buono alla minima occasione. A onor del vero Vittoria non è proprio uno stinco di santo e spesso invece di affrontare il marito e la suocera preferisce evadere e cedere al tradimento usandolo come strumento per vendicarsi per come viene trattata e per il poco appoggio che riceve dal marito.  

Anna Laura, infine, è la ragazza più tranquilla tra le cinque, da sempre la più dolce e timida, non le importa tanto dell’apparenza quanto di sentirsi speciale e parte del gruppo. Insicura e fragile è quella che ha sofferto di più quando il gruppo si è sciolto, si è sentita come se fosse rimasta a guardare le sue amiche prendere le loro strade e andare avanti mentre lei rimaneva sempre indietro. Non era ancora pronta a rinunciare alla loro compagnia e alle loro “zingarate” e vederle sparire una dopo l’altra l’ha fatta soffrire molto. È il personaggio che più avrei voluto difendere e proteggere anche perché è stata costretta ad affrontare una prova durissima.

All’inizio del romanzo vediamo Betty che, una volta ricevuta la partecipazione, si adopera per riunire il gruppo e andare a comprare tutte insieme un bel regalo per gli sposi, ma Anna Laura inaspettatamente va a trovarla al lavoro e la prende in contropiede.

“… E così ho pensato che mi piacerebbe venire con voi”.

Le parole di Anna Laura interruppero il corso dei miei pensieri.

“Con noi? Dove?”

“A Firenze! Vittoria mi ha detto che vi ritrovate per il regalo, ma io ci ho pensato. Se volete farmi un regalo, quello che davvero vorrei è passare una serata tutte insieme. Niente di speciale. Un giro a Firenze, una pizza da Funiculì, una bevuta in Oltrarno”. Sorrise tra sé e abbassò lo sguardo, come se si vergognasse a dire quello che stava per dire. “Mi mancate tutte. Mi mancano tanto le nostre zingarate”.

Quanto era che non sentivo quella parola.

Le zingarate.

Le nostre fughe, i fine settimane lontano dal paesello, per far baldoria e buttarci alle spalle tutto.

Come dirle di no? A questo punto Betty e le altre iniziano a pianificare una bellissima festa, con tanto di scherzi, alcolici, e spogliarello. Le ragazze vorrebbero solo il meglio per Anna Laura, ma non sempre le cose vanno come sperato e dopo aver tentato di organizzare una perfetta festa di addio al nubilato il nostro gruppetto si trova a dover affrontare qualcosa di inaspettato e molto spiacevole. I titoli dei giornali parlano chiaro:

“Peccati nascosti della provincia toscana. Le amiche hanno rischiato di trasformare un matrimonio in un funerale”.

È così che si apre il romanzo, Betty ci presenta la vicenda quando è già avvenuta e poi torna indietro a raccontarci nel dettaglio tutto ciò che ci ha portato fin lì.  Per tutta la durata del racconto non si può fare a meno di chiedersi cosa sia andato storto e come tutto sia potuto andare a rotoli nel giro di poche ore.

Com’era stato possibile?

In fondo doveva essere soltanto una pazza, divertente e scatenata festa di addio al nubilato!

La festa sembra procedere bene, l’alcool scorre a fiumi, la musica suona a palla e tutti si divertono fino a quando non salta fuori una strana tutina con i leccalecca attaccati sopra e un’improponibile e buffo spogliarellista, a questo punto per Anna Laura è troppo, le ragazze dovrebbero conoscerla e sapere che questo genere di cose non le piacciono, hanno davvero passato il limite. La futura sposina non reagisce bene a questi scherzi e le cose sembrano precipitare, inizia un’accesa litigata dove Anna Laura accusa le ragazze, soprattutto Samantha e Federica, di essere gelose del fatto che lei sta per sposarsi e loro le rinfacciano di essere un’ingrata che non sa divertirsi, Vittoria riesce, con molta diplomazia, a calmare le acque, recupera Betty che, ignara della lite, continua a godersi la festa, e tutte insieme decidono di andare in un posto più tranquillo.

Il nuovo bar, scelto da Samantha e Federica, però si rivela il posto di una dolorosissima resa dei conti, è infatti qui che inizia un vero e proprio incubo per la povera Anna Laura. Nessuno poteva aspettarsi delle conseguenze tanto gravi, da quella sera iniziano giorni e giorni di paura, terrore e sensi di colpa. Questa svolta inaspettata nel romanzo introduce un elemento di mistero e vero e proprio panico. L’autore ha saputo rendere perfettamente i sentimenti e l’angoscia provati dalle ragazze, non si può fare a meno di rimanere incollati alle pagine per sapere come andrà a finire la storia di queste amiche. Tra telefonate origliate per sbaglio, sospetti, voci di paese, scoperte impensabili, sparizioni, rivelazioni dolorose e paura del giudizio della gente di provincia si snoda una storia vera e attualissima, una storia che chiunque potrebbe vivere.

Questo romanzo mi è piaciuto moltissimo perché ripercorre la storia di tutte le amicizie, racconta i sentimenti che molti di noi abbiamo provato almeno una volta nella vita nel ricordare i momenti felici, i dubbi che si hanno quando abbiamo dovuto scegliere tra dire una brutta verità o una bella bugia, il dispiacere che si prova quando ci sia allontana e tutti i rimpianti e le recriminazioni legate alla fine di un’amicizia.

Vannucci parla al cuore dei suoi lettori e cerca di farci capire che nella vita bisogna sempre cercare la verità a qualsiasi costo perché è sempre meglio scoprire una verità dolorosa che vivere una vita di finzioni e se non si vuole essere delle amiche infingarde bisogna avere il coraggio di essere leali e andare oltre quell’apparenza che incanta.

Viviano Vannucci è nato e vive a Prato dove lavora come insegnante di lingua francese e regista teatrale. Nel giugno 2019 pubblica con la Porto Seguro Editore il romanzo inedito “Le Amiche della sposa” che riceve una menzione speciale al premio nazionale Giovane Holden anno 2018 e nel maggio dello stesso anno vince il primo premio al 3° Concorso Nazionale Premio Argentario per la sezione Narrativa Inedita. L’autore ha scritto inoltre numerosi testi teatrali e racconti.

Materiale fornito dall’autore

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