Recensione: “Le cronache di Alaster” di Leonardo Tomer

Carissimi lettori, oggi vi presentiamo un libro che vi farà viaggiare con la fantasia in un mondo popolato da personaggi fantastici che vi trascineranno nella loro magnifica avventura. Una storia avvincente e appassionante che vi regalerà una boccata d’ossigeno in un periodo decisamente sottotono.

Le cronache di Alaster. Vol. 1: Drago.

 Leonardo Tomer

Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci. Imago
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 4 agosto 2020
Pagine: 274 p., Brossura
EAN: 9788830624016

Recensione a cura di Antonella Punziano

Sono passati secoli dalla terrificante guerra contro il Vuoto. I Draghi hanno abbandonato i mortali a loro stessi e qualsiasi forma di magia spontanea sembra quasi scomparsa del tutto. Ciò che ne è rimasto sono dissapori tra le diverse razze: gli elfi si sono isolati nella loro foresta da tempo, e i nani, decimati da sanguinose guerre, restano rintanati nei loro domini. Gli umani e le mezze razze si sono spartiti il resto. E’ in questo scenario che il destino di Alaster, un giovane mercenario, si intreccia con quelli del mezz’uomo Marcel e della Maga Myra durante la ricerca del preziosissimo Occhio del Drago, portandolo al risveglio di un antico potere sopito dentro di lui e alla sbalorditiva coscienza delle sue misteriose origini. Leonardo Tomer ci accompagna attraverso i luoghi incantati di Jordin, abitati da creature leggendarie, dove spesso i personaggi si troveranno coinvolti in duelli estremi. Magia, amicizia e avventura si incontrano in ambientazioni suggestive e accattivanti, rendendo questo romanzo una lettura avvincente a cui appassionarsi.

Le vicende iniziano con il salvataggio di Marcel un mezzo uomo che nel recarsi a Pentacost, viene aggredito dai banditi. Alaster, mercenario di una famosa gilda dell’Impero, gli salva la vota e lo accompagna, su sua richiesta, nel luogo dove era diretto. Arrivati qui, vengono accompagnati al cospetto del re, amico del padre di Alaster e si scopre che Marcel ha rubato l’amuleto di Arenzal dal Tempio del Drago con l’intento di proseguire le ricerche iniziate dal nonno di una pietra che altro non è che il portale del mondo dei Draghi.

Si pensa che in origine siano stati i Divini a creare il mondo milioni di anni prima, e i cerchi di prima, le porte lasciate a noi mortali per raggiungerli […] Marcel terminò di rileggere gli appunti di suo nonno per autoconvincersi di aver fatto la scelta giusta.

Tuttavia, un po’ per la sua fisionomia, un po’ perché incapace, non è in grado di affrontare i pericoli che una tale missione comporterebbe ma riesce a convincere il re della veridicità delle teorie del nonno e a portare con sé Alaster.

Marcel si schiarì la voce: «Ecco, mio nonno aveva trovato dei riferimenti riguardo ad un certo luogo con quel nome…si trova sull’isola di Kanor…qui si parla di un certo Occhio del Drago…ma serve il medaglione per scoprire dove si trova questo posto…» […]

«Bene Duca ho preso la mia decisione. Considerato che sei l’unico a poter leggere gli appunti e che questa situazione è opera tua, sarai tu ad andarlo a cercare».

«Ma Maestà…io non sono un avventuriero…sono uno studioso! Non potrei mai farcela!». «Certamente! Difatti non andrai da solo: Alaster ti accompagnerà…»

Ha inizio così l’avventura dei due che verranno affiancati dalla maga Myra nel viaggio verso l’isola di Kanor. E da questo momento in poi il lettore verrà letteralmente catapultato in un mondo popolato da elfi, goblin, orchi e maghi, nemici oscuri che saranno costretti ad affrontare in intrepide ed estenuanti battaglie per arrivare al portale e per aver salva la vita.

Rimasero un secondo fermi in ascolto nel caso ce ne fossero stati altri. Sentirono dei mugugni provenire dall’abitazione. Alaster fece un cenno al mezz’uomo di raggiungerlo e con estrema cautela aprì quello che rimaneva della porta. A luce entrava dal tetto che era ormai quasi del tutto caduto. Ciò che videro li sorprese più di ogni altra cosa. Si aspettavano altri nemici, invece sul pavimento videro una figura imbavagliata, con mani e piedi legati. Era una donna.

E poi c’è lui, il grande protagonista del libro, il Drago.

Una luce squarciò il buio e lo avvolse inglobandolo. Il mercenario chiuse gli occhi per qualche istante…quando li riaprì si trovò in una caverna. Davanti a lui scorreva un fiume di lava che illuminava un essere enorme e squamoso…era…un Drago! Il corpo coperto di scaglie rosse. Era proprio come nei racconti: il muso lungo dotato di irte zampe acuminate con varie corna nere a ricoprirne la testa.

Una storia appassionante, non solo per chi ama il genere ma anche per chi ama le avventure e l’azione, ingredienti che in questo libro sono il sale che anima ogni vicenda. Il tema e le vicende ricordano vagamente il romanzo di Tolkien, se non altro per i personaggi che l’autore riesce a riprodurre con grande dovizia di particolari e minuziose descrizioni.

Ma l’autore riserva uno spazio altrettanto importante ai sentimenti ed ai valori: in primis l’amicizia che mano mano di costruisce tra Marcel e Alaster, ma anche l’altruismo e la lealtà, qualità fondamentali in un guerriero e in un amico.

Non c’è spazio per la noia in questo libro in cui il lettore sarà chiamato ad assistere a continue azioni e colpi di scena al punto che avrà difficoltà ad interrompere la lettura.

Uno stile fluido e scorrevole rende il libro adatto a condividere la lettura anche i bambini: un’idea per le mamme che cercano di invogliare i figli alla lettura.

Affascinante e minuziosa la descrizione dei vari personaggi, di cui l’autore riesce a descrivere molto bene tratti e caratteristiche al punto da renderli reali e molto vicini. La scrittura è semplice e lineare, con sprazzi di ironia e ilarità che rendono la lettura ancora più piacevole e fluida. La storia, che alterna ritmi veloci a momenti più lenti, appassiona gradualmente il lettore, catturandolo con i suoi personaggi e le atmosfere fantasy.

Non ci resta che attendere con ansia il secondo atto di questa splendida avventura.

Materiale fornito dalla Casa Editrice

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