Recensione: “L’ultima luna” di Camillo Carrea

Cari lettori, oggi vi presenterò un romanzo che sa di magia, di antico e di mistero.

L’ ultima luna

Camillo Carrea

Editore: Lettere Animate
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 24 settembre 2018
Pagine: 166 p.
EAN: 9788871123851

Recensione a cura di Giulia Capacchietti

Nel romanzo agiscono tanti personaggi ma il vero protagonista è il paese, pervaso da un’aura misteriosa che echeggia di via in via. Sulle sue donne pende una maledizione: esse sono destinate a morire prematuramente nelle notti di luna nuova. Poche hanno un figlio. In un’atmosfera carica di oscuri segreti cresce Alessandro Attilio, il narratore: ha due nomi, il primo usato da quelli del Quarto Gliostro, il secondo dal resto del paese. Ha due nonni che si odiano a morte: Celestino proprietario del bar della Luna Nuova e Bonifacio, apparentemente cinico e miscredente. E tre zii, frutto di uno strano parto plurigemellare. E c’è Zelda, la ragazza dei suoi sogni. Nel paese i pochi giovani vogliono divertirsi, ma gli anziani gridano allo scandalo. Toni vuole fare il ballerino. Virgilio, il pittore. Infinita parla poco e assomiglia al volto di donna dipinta sulla parete del bar della Luna nuova. Lodovico e Adelchi risalgono le scale della storia per capire da dove nasca il mistero che avvolge il paese, tra eretici, alchimisti e streghe. Intanto le donne continuano a morire alla luce della luna nuova accompagnate dal suono di un pianoforte.

Alessandro è la voce narrante. È molto anziano e ripercorre la sua vita passata in un paesino dell’entroterra abruzzese negli anni 60/70. Il suo racconto non è lineare, ma descrive i fatti a più riprese, parlando di un personaggio e poi un altro, fino alla introduzione di tutti o quasi gli abitanti del paesino. Spesso racconta fatti avvenuti in momenti diversi del tempo, ma il racconto è ipnotico e il lettore si immedesima nelle sue parole e gli pare di percorrere quelle stradine, quei campi, quei boschi.

Nel racconto di Alessandro si trova la storia di tanti paesi rurali, delle famiglie che in essi vivevano, intrise di credenze popolari che hanno il sapore della stregoneria e del mistero.

Tutta la vita di Alessandro ruota intorno alla vecchia casa di famiglia, vicina alla Eterna, il nome dato dagli abitanti del paese ad una quercia secolare intorno alla quale sono nate strane leggende. E il racconto ci porta al Gliostro, un quartiere del paese, in cui le donne sono considerate tutte streghe e legate alla Luna, che brilla nel cielo e guida le gesta degli abitanti.

Con la narrazione di Alessandro veniamo a conoscere tutti gli abitanti del paese, da Celestino, nonno di Alessandro reduce di guerra e proprietario dell’unico bar, a Bonifacio l’altro nonno, che ha perso la moglie tanti anni prima. Conosciamo il Cavaliere, e poi Gustavo per poi incontrare i giovani del paese, Adelchi, Dante, Toni, e le ragazze, Zelda, Infinita, tutte misteriose e tutte destinate a ripercorrere le leggende del paese legate alla luna.

L’atmosfera in cui è immerso il racconto è inquietante sin dall’inizio, sia per la descrizione accurata dell’ambientazione, sia per lo stile narrativo usato dall’autore che crea una sorta di suspance e di mistero che rende il romanzo ancora più intrigante.

La vera protagonista del romanzo è la luna, che tutto guida; è la donna, madre di ogni cosa, da cui dipende la vita del paese e la vita dei suoi abitanti.

L’autore usa un linguaggio confidenziale, quasi un racconto che un nonno fa al proprio nipote, enfatizzando la magia delle leggende che hanno guidato le sorti di un’intera comunità.

Mi è piaciuto moltissimo la descrizione di una fetta di storia abruzzese, dove le credenze popolari avevano più forza della razionalità e guidavano le gesta delle persone nelle loro scelte.

Bellissima l’ambientazione e le descrizioni dell’autore sono dettagliate e precise, e fanno assaporare quasi il profumo di quei boschi, di quei camini, di quelle strade. E mirabile è il modo in cui Carrea riesce a descrivere la transizione tra vecchio e nuovo, le vecchie credenze popolari e il nuovo che avanza, i giovani che non vogliono più essere legati alle tradizioni ma cercano una nuova vita, nuove mete, nuove strade. E i vecchi che pian piano lasciano il passo al nuovo, quasi sfumando sullo sfondo, come presenze che c’erano ma che ora non ci sono più. Tutti i destini sono stati compiuti, niente è stato lasciato al caso, e tutti i nodi sono stati sciolti.

Ho adorato questo romanzo, l’ho letto tutto d’un fiato, mi sono immersa nelle sue atmosfere, ed è stato difficile staccarmene al momento del termine della lettura.

Lo consiglio veramente a tutti, le chiavi di lettura sono molteplici, può essere letto come un romanzo storico o un romanzo d’evasione, ma in tutti i casi terrà compagnia fino alla fine senza mai annoiare ma anzi coinvolgendo il lettore ogni riga più della successiva!

Materiale fornito dall’autore

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