Recensione: “L’ultima notte di Aurora” di Barbara Baraldi

Cari lettori,
oggi sono particolarmente felice di proporvi e parlarvi del nuovo, attesissimo e meraviglioso thriller di Barbara Baraldi, L’ultima notte di Aurora.
A chi non è mancata la bravissima e anche un po’ stravagante profiler Aurora Scalviati?
Finalmente la ritroviamo in questa intrigante storia dal finale inaspettato.
Preparatevi a rimanere senza parole!
Buona lettura!

L’ ultima notte di Aurora

Barbara Baraldi

Editore: Giunti Editore
Collana: M
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 4 settembre 2019
Pagine: 564 p., Rilegato
EAN: 9788809791046

Recensione a cura di Rossana Bizzarro

Le ferite dell’anima sono le più difficili da risanare. Lo sa bene Aurora Scalviati, profiler in un commissariato della provincia emiliana con un doloroso passato alle spalle. Per questo ha accettato di raccontare la sua storia alla conferenza del professor Menni, tra i massimi esperti di disturbi post-traumatici. Ed è proprio qui che Aurora incontra una misteriosa ragazza dai lunghi capelli neri che le rivolge una singolare domanda: «Credi che si possa davvero uscire dal buio?». Un quesito che di lì a poco si trasforma in un testamento, perché la giovane si toglie la vita gettandosi dalla torre del palazzo, sotto gli occhi terrorizzati dei presenti. Un caso archiviato rapidamente come suicidio, ma Aurora non ci vede chiaro ed è ossessionata dalle parole della sconosciuta: un’ultima disperata richiesta di aiuto? Avrebbe potuto fare qualcosa per salvarla? Non c’è tempo però per i sensi di colpa: il ritrovamento di un cadavere orrendamente sfigurato, su una secca in riva al Po, la costringe a rivedere le sue priorità. L’unico indizio è la fotografia di una bambina, che la vittima conservava come un sinistro trofeo. È l’inizio di una caccia serrata a un serial killer feroce, inafferrabile come lo spauracchio di una leggenda popolare raccontata in quelle valli per tenere buoni i più piccoli: il Grigione, che strappa il volto delle sue vittime dopo aver danzato con le loro paure. Aurora sa di non poter fare tutto da sola: ha bisogno di riunire la sua vecchia squadra, i Reietti. Ma quando Bruno e Silvia le voltano le spalle, l’unico interlocutore rimane l’enigmatico Curzi che, pur rinchiuso nell’isolamento di una struttura psichiatrica, sembra conoscere la verità. Un grosso rischio per Aurora, perché scendere a patti con il male può scoperchiare segreti che avrebbero dovuto restare sepolti per sempre…

La verità è che non si può tornare indietro dall’inferno, senza che l’inferno torni indietro con te.

Un’atmosfera misteriosa e carica di suspance, una mente malata, una ragazza suicida e un corpo sfigurato, una bravissima profiler con un passato doloroso e difficile da superare e, infine, una squadra unita dall’amicizia e dalla voglia di catturare l’assassino: sono questi gli elementi dell’ultimo, adrenalinico, appassionante e fantastico thriller di Barbara Baraldi, L’ultima notte di Aurora.

Si tratta di una storia originale e brillante, studiata e costruita perfettamente, un enigma ben idealizzato, per nulla scontato e in cui di certo non mancano i colpi di scena.

Fin dalla prima pagina il lettore si ritrova catapultato in una realtà caratterizzata da morte, sparizioni, indagini e incomprensioni, in cui niente è come sembra, nulla è prevedibile e palese. Al contrario, quando si è certi di essere giunti alla fine della storia e il colpevole finalmente scoperto, ecco che improvvisamente tutto cambia e bisogna ricominciare di nuovo daccapo.

Tutto ciò contribuisce ulteriormente ad accrescere la curiosità, ad affascinare e a rendere il lettore quasi succube di questo stupendo thriller. Qualsiasi interruzione della lettura, qualsiasi pausa è completamente fuori discussione.

L’ultima notte di Aurora è una storia che va letta tutta d’un fiato, perché sono tante e varie le sensazioni e le emozioni che suscita, ed è impossibile non lasciarsi travolgere,

Era la migliore quando si trattava di ricostruire il profilo psicologico comportamentale di un killer a partire dalle osservazioni sulla scena di un crimine.

Aurora si ritrova, involontariamente, ad assistere al suicidio di una ragazza che qualche minuto prima le aveva rivolto un quesito a cui la donna non fa altro che pensare e ripensare, sentendosi anche in colpa per non aver intuito ciò che stava provando in quel momento la giovane.

<< Ci credi davvero?>>

La voce della ragazza distolse Aurora dalle sue riflessioni.

Nonostante ci fossero altre persone presenti, non ebbe dubbi che si stesse rivolgendo a lei.

<< Ccome, scusa?>>

<< Credi che si possa mai uscire dal buio? Che si possano superare esperienze così terribili da cancellare ogni altra cosa?>>

Inoltre, quasi contemporaneamente, viene ritrovato, vicino il fiume Po, un cadavere brutalmente sfigurato.

La profiler si ritrova ad indagare su entrambe le tragedie che, pur sembrando diverse e lontane tra loro, ad un certo punto si intrecciano svelando poi una verità dolorosa e inaccettabile.

Accanto a sé vuole però di nuovo tutta la sua squadra, i suoi amici più veri, le uniche persone di cui si fida davvero.

Al lungo elenco delle tue dipendenze hai aggiunto quella per Colasanti e gli altri membri della tua squadra.

Riuscirà Aurora ad avere l’appoggio del suo team in questa indagine così complicata? Cosa c’è dietro il suicidio della misteriosa ragazza? E a cosa è dovuta tanta crudeltà, tanto accanimento verso un uomo da arrivare a sfigurarlo?

Come sempre, la Baraldi caratterizza e delinea i suoi personaggi in modo impeccabile, attribuendo carattere, aspetto fisico, difetti e virtù diversi tra loro.

L’aspetto più approfondito e maggiormente evidenziato è però quello psicologico: emozioni, stati d’animo, pensieri, paure e dubbi sono trascritti fedelmente e minuziosamente, tanto che il lettore non può far altro che lasciarsi coinvolgere e percepire le loro stesse sensazioni, rimanendo spesso stupefatto e con il fiato sospeso per la loro intensità.

Aurora è un personaggio singolare con un carattere particolare, difficile e spigoloso, nonostante ciò però, non si può non amarla e ammirarla.

Chi era la vera Aurora?

Quella che assumeva farmaci per riequilibrare la chimica nel cervello o quella che poteva perdere contatto con i pensieri senza rendersene conto?

Oppure quella che grazie al suo modo differente di ragionare riusciva a vedere dettagli cruciali dove gli occhi degli altri non avrebbero nemmeno pensato di posarsi?

Mostra i suoi timori, le sue debolezze, le sue più grandi preoccupazioni, l’incapacità di lasciarsi il passato alle spalle, ma anche tanta forza, un coraggio pazzesco e una tenacia invidiabile. Ed è proprio tutto questo che la rende umana, vera e unica agli occhi attenti del lettore, ormai incantato da questo fantastico personaggio femminile.

Quello che so è che ero così impegnata a inseguire i fantasmi del senso di colpa, i fantasmi di mia madre e di mio padre di cui non sono mai riuscita ad accettare la morte, non fino in fondo almeno, che ho finito per diventare io stessa un fantasma. Così concentrata a vivere nel passato da dimenticare il presente…

Formidabile e sorprendente è anche il valore e l’importanza che acquista il personaggio, già conosciuto precedentemente, di Curzi, chiuso per sua spontanea volontà da anni in una struttura psichiatrica. L’uomo si rifiuta di parlare con chiunque, tranne che con Aurora e riesce a indovinare i suoi pensieri e le angosce da cui è continuamente tormentata.

È l’unico capace di leggerle dentro, di farla ragionare e di portarla, anche se in maniera particolare ed enigmatica, verso la soluzione del problema.

Curzi inarcò impercettibilmente un sopracciglio, come per esprimere un composto scetticismo. << La poliziotta è Aurora Scalviati, così come Aurora Scalviati è la poliziotta. Come due emisferi dello stesso cervello, due parti inscindibili di un unico essere. Non puoi mettere a tacere la poliziotta senza rinunciare alla tua identità. Sarebbe come rinnegare chi sei.

A fare da sfondo al thriller c’è, come sempre, la città di Sparvara, luogo apparentemente tranquillo ma che in realtà nasconde segreti e verità sconvolgenti ed impensabili.

Le tematiche trattate sono tutte delicate e difficili da affrontare, però l’autrice mostra una sensibilità ed un tatto incredibili: la pedofilia, il rapimento, la vendetta, la schizzofrenia, il suicidio, le legende popolari, la bipolarità e i problemi che ne derivano, l’amicizia, la fiducia.

Molteplici sono i riferimenti alle varie tecniche adottate per curare una psiche malata o comunque riferite allo studio della mente umana e ciò è il risultato di un grande lavoro di studio e di ricerca da parte della stessa autrice, dimostrando così il suo enorme impegno e la sua voglia di colpire, di attrarre e conquistare il lettore non attraverso una semplice storia bensì mediante un qualcosa di più profondo e ammaliante.

<< Il cervello è una macchina straordinaria, ma come tutte le macchine ha dei difetti che ne possono compromettere il funzionamento.>>

Lo sguardo dell’uomo vagò per qualche istante nella stanza, poi si posò su Aurora.

<< La speranza è il più grande errore di progettazione dell’essere umano.>>

Lo stile della Baraldi è analitico, descrittivo, curato; la sua scrittura, pur essendo caratterizzata dalla presenza di molti termini tecnici, è comunque scorrevole e comprensibile, grazie alle innumerevoli spiegazioni e ai vari chiarimenti.

L’ultima notte di Aurora è un thriller notevole, uno dei più belli ed appassionanti thriller letti, e Barbara Baraldi è sicuramente un’autrice talentuosa e geniale, che non ha nulla da invidiare ai più grandi autori del genere. È in grado di soddisfare il lettore senza mai deludere le sue alte aspettative, sorprendendolo e stupendolo ogni volta di più.

Sapeva che niente sarebbe stato più come prima.

Che lei non sarebbe stata più la stessa.

Ma avrebbe continuato a guardare avanti. Tenendo stretti a sé i ricordi, le vite che l’avevano sfiorata e che aveva perduto, così come le persone che aveva intorno ed erano diventate la sua famiglia.

Perché, è vero, certe storie non sono destinate a finire bene.

Ma non significa che non valga la pena raccontarle.

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