Recensione: “Mars Room” di Rachel Kushner

Mars Room

Rachel Kushner

Traduttore: G. Granato

Editore:Einaudi

Collana:Supercoralli

Anno edizione: 2019

Pagine: 344 p., Rilegato

EAN: 9788806240110

Recensione a cura di Francesca La Piana

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Un cellulare della polizia percorre le strade deserte nella notte californiana. Le detenute vanno trasferite quando cala il buio, per tenere distante dagli occhi della gente perbene quel branco di ladre, mogli assassine e madri degeneri. Romy Hall è seduta a bordo, e cerca di farsi gli affari suoi: una delle prime regole che s’imparano in prigione. Di lei non sappiamo molto. Sappiamo però che ha ucciso un uomo e per questo è stata condannata. È successo quando faceva la spogliarellista al Mars Room. Alcuni clienti optavano per il «pacchetto fidanzata» e uno di loro, Kurt Kennedy, si era convinto che lei fosse davvero la sua fidanzata, maturando una gelosia ossessiva e perversa. Romy era scappata a Los Angeles, ma non sembrava esserci modo di fuggire davvero da quell’uomo. Anche se nessuno ha ascoltato la sua versione, Romy è rassegnata ad abbandonarsi agli ingranaggi crudeli di una giustizia vendicativa, paternalista e violenta, pronta a abbandonarsi al suo destino come già faceva nella sua giovinezza randagia e disperata, romantica e perduta. Finché un giorno, anche lí, in fondo all’inferno in cui è precipitata, arriverà una notizia che cambierà tutto…

Mars Room è il racconto in prima persona della detenuta W314159.

Romy Leslie Hall è a bordo di un cellulare della polizia, sta per essere trasferita in un altro penitenziario.

Sulle strade californiane, la donna ripercorre momenti cruciali della sua vita.

Un’unica parola descrive la vita di Romy, scabrosa. Stuprata a undici anni e cresciuta con una madre assente, la ragazza inebria il suo dolore tra droga e uomini.

La giovanissima donna approda al mars room come spogliarellista, ogni sera e fra le braccia di un cliente diverso.

Il suo pseudonimo Vanessa, fra breccia su Kurt Kennedy, cliente fisso del locale; in lui s’innesca una morbosa ossessione: vuole a tutti i costi possedere la spogliarellista.

Romy viene perseguitata dall’uomo, diventa un bersaglio, vive in perenne allerta e così decide di fuggire dalla città.

La presunta libertà di Vanessa dura poco, Kurt la scova, ma questa volta è lui la vittima.

Rachel Kusher scrive un racconto crudo e spietato, mette alla luce la storia di una reietta, di una donna con carenza di moralità.

Romy nel suo “viaggio” mette in evidenza i soprusi vissuti, le sconfitte incassate; spiega la difficoltà a operare scelte corrette in una società deragliata.

La donna non rinnega le esperienze vissute, né è quasi fiera. Droga, sesso e strip club sono parte integrante della sua persona: scelte inevitabili per chi vive ai margini della società.

La struttura narrativa del libro oscilla tra passato e presente: la vita della protagonista prima e dopo il carcere. L’autrice con tale scelta innesca un dualismo tra la vita vissuta da Romy al di fuori del penitenziario alla realtà della prigione. Entrambe imbrattate da un sistema sbagliato.

Il santo Graal della vita di Hall è accettare il suo destino, subire gli ingranaggi errati della comunità.

Mars Room è un romanzo che non lascia spazio alla mente, uno scritto violento, vivido.

La scrittura dell’autrice è travolgente.

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