Recensione: Osservatore oscuro di Barbara Baraldi

Osservatore oscuro

Barbara Baraldi

Editore: Giunti Editore

Collana: M

Anno edizione: 2018

In commercio dal: 7 marzo 2018

Pagine: 528 p., Rilegato

EAN: 9788809862791

Recensione a cura di Rossana Bizzarro

Link di acquisto:

https://amzn.to/2GRsmIi

Per Aurora Scalviati, giovane profiler della polizia di Sparvara, i colleghi Bruno Colasanti, Tom Carelli e Silvia Sassi sono diventati la famiglia che non ha mai avuto. Ma tutto è destinato a cambiare con il ritrovamento, alla Certosa di Bologna, del cadavere di un uomo senza nome né documenti di riconoscimento. Gli unici indizi sono la bocca cucita, il corpo martoriato da un’antica, feroce tortura e un tatuaggio sul petto con il nome di Aurora, eseguito postmortem. Sospettata di essere coinvolta nell’omicidio e interrogata senza sosta, Aurora deve scontrarsi non solo con la diffidenza dei superiori, ma anche con quella dei suoi più stretti collaboratori. Persino il suo rapporto con Bruno viene messo a dura prova. Il poliziotto, avvilito per le complicazioni del suo rapporto con Aurora, si è fatto coinvolgere, sotto falso nome, in un giro di corse clandestine in cui bazzicano neonazisti e membri della malavita organizzata. Tom e Silvia, invece, sono troppo impegnati con i loro nuovi incarichi, l’uno presso la polizia postale e l’altra con l’accorpamento dei forestali con i carabinieri. Ognuno di loro, però, non sa di essere diventato il bersaglio di un serial killer che ha intenzione di uccidere uno per uno le persone più vicine ad Aurora. La sua rete di morte, gravata di minacciose simbologie nordiche che affondano nei più sanguinosi riti vichinghi, si stringe fino a raggiungere il collo di Isaak Stoner, il maestro di Aurora, il suo padre spirituale. Valraven è il nome in codice dell’assassino, il corvo sovrannaturale che per le antiche popolazioni scandinave divorava i corpi dei morti sul campo di battaglia. Solo una ragazza ferita e sofferente come Aurora Scalviati può raccogliere questa sfida. Lei e i fantasmi che la scortano e che, ancora una volta, si dimostreranno terribilmente reali…

Le scene del crimine esercitavano da sempre un fascino magnetico su di lei, ma non per il motivo per cui di solito attirano i curiosi, che si precipitano su uno scenario cruento per il gusto del macabro. Per Aurora, ogni volta era una sfida decifrare i particolari che tradivano il modus operandi di un criminale, alla ricerca di indizi che potevano portare a un’identificazione o almeno fornire la base per costruire il profilo.

Una realtà pericolosa, dove spesso la giustizia non riesce a prevalere e dove qualcuno, nascosto nell’ombra, può seguirci, spiarci, studiarci e farci vivere nella paura.

Attraverso la sua minuziosa descrizione dei luoghi, l’autrice crea un’atmosfera misteriosa, ricca di suspence e di intrecci difficili da sciogliere ma che rendono la storia accattivante ed il lettore desideroso di arrivare alla fine per vedere finalmente come si evolve e termina la vicenda.

In questo secondo volume ritroviamo la protagonista, Aurora Scalviati, alla Certosa di Bologna, in cui viene ritrovato un cadavere con il corpo martoriato e con un tatuaggio sul petto che riporta proprio il nome della donna.

Sospettata di essere coinvolta nel brutale omicidio, Aurora dovrà scontrarsi con la diffidenza di tutti, soprattutto dei suoi superiori. Appurata però la sua innocenza, la giovane ispettrice si ritroverà a dare la caccia ad un potente assassino,  il cui intento è quello di uccidere tutti coloro che le sono vicini (Bruno, Tom, Silvia, Stoner).

Aurora quindi, non solo dovrà cercare senza sosta il colpevole, il quale non fa altro che prendersi gioco di lei e della giustizia, ma dovrà anche provare a proteggere i suoi amici, quelli che lei considera come la sua famiglia.

La sua è una sfida, ma non solo. È un modo per affermare la sua autorità, la sua superiorità, persino. È certo di potersi prendere gioco di noi, e dell’intero sistema giudiziario. Sta a noi dimostrare che si sbaglia.

Osservatore oscuro non è solo un fantastico thriller che lascia a bocca aperta, è inoltre una storia in cui viene approfondita la conoscenza dei protagonisti ritrovati.

Nuove circostanze permettono al lettore di capirli meglio, di conoscerli più a fondo, di percepire le loro paure, angosce, pensieri e sensazioni, rendendoli da subito molto empatici.

Sono tutti ben delineati e strutturati, descritti perfettamente soprattutto dal punto di vista psicologico.

Aurora è una giovane donna che in passato ha sofferto tanto, ha dovuto combattere e combatte tutt’ora contro i pregiudizi, le dicerie. Vive momenti in cui non riesce a capire se quello che vede è reale o si tratta di allucinazioni.

Ma il passato non si era dimenticato di lei e, di tanto in tanto, tornava a perseguitarla sotto forma di incubi ad occhi aperti.

Non molla mai però, cerca sempre di risalire dal buio in cui a volte viene risucchiata. La sua forza, il suo coraggio e la sua ricerca della verità fanno in modo che entri da subito nel cuore del lettore per non uscirne più.

La bravura dell’autrice si riscontra anche in un altro elemento, ovvero lo svolgimento, all’interno della storia, di due vicende che poi vanno inevitabilmente a confluire in un finale mozzafiato: da un alto c’è la caccia all’assassino da parte della protagonista, dall’altra c’è Bruno coinvolto in gare di corse clandestine.

Inoltre se nel volume precedente la Baraldi mostrava una grande conoscenza delle tecniche di sepoltura medioevali insolite, in questo secondo libro fa riferimento ai riti più cruenti delle popolazioni vichinghe.

Attraverso uno stile pulito, semplice e fluido, l’autrice dà vita ad un intreccio ricco di colpi di scena, mai banale o monotono. Riesce a mantenere sempre viva l’attenzione del lettore, rendendolo partecipe fin dall’inizio.

Osservatore oscuro è un thriller mozzafiato, il cui finale fa sperare in un seguito e nonostante sia composto da molte pagine, si legge in un batter d’occhio.

Di sicuro è un libro da inserire nei thriller italiani più belli e Barbara Baraldi è una perfetta e brava autrice di questo genere.Aurora non era il tipo da concedersi il tempo per guarire le ferite. Ma una cosa non poteva negarla: alcune delle sue cicatrici non avrebbero mai smesso di far male.

Materiale a nostra cura

[ATTENZIONE! Siamo affiliati ad Amazon, cliccando sui link e acquistando qualunque cosa verrà percepita una commissione per un massimo del 10% che Amazon pagherà in buoni spendibili sul suo stesso sito e che verranno utilizzati per comprare libri ed alimentare il blog

In cooperazione con Amazon.it
Condividi:
error

Be the first to comment

Rispondi