Recensione: “Presenza oscura” di Wulf Dorn

Amici lettori oggi parleremo di lui: Wulf Dorn e della sua ultima opera “Presenza Oscura”, uno psicothriller eccellente e difficile da dimenticare. Il sentimento che accompagna questa travolgente lettura è la paura, l’oscurità, ma non voglio preannunciare niente, quindi, leggete la recensione e correte in libreria.

La morte è invadente e subdola. Una volta entrata nella tua vita, non te ne liberi più.”                   

Wulf Dorn, Incubo

Presenza oscura

Wulf Dorn

Traduttore: Alessandra Petrelli
Editore: Corbaccio
Collana: Top Thriller
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 29 agosto 2019
Pagine: 432 p., Rilegato
EAN: 9788867005857

Recensione a cura di Francesca La Piana

Quando Nikka, sedici anni, si risveglia dal coma in ospedale fatica a ricordare cosa sia successo. Era a una festa, questo lo ricorda, insieme alla sua amica Zoe. Ma poi? Poi, improvvisamente un blackout. Nikka ha provato l’esperienza della morte: per ventuno terribili minuti il suo cuore ha cessato di battere, ma il suo cervello ha continuato a funzionare. E Nikka ricorda un tunnel buio in cui si intravedeva una luce e ricorda che anche Zoe era con lei. E quindi rimane scioccata alla notizia che Zoe è scomparsa proprio durante la festa e che da allora manca da casa. Che sia stata uccisa? Nikka è convinta di no e appena riesce incomincia a cercarla… Ma fin dove sarà disposta a spingersi per salvare la sua migliore amica?

Wulf Dorn, maestro a mio avviso degli psicothriller, è tornato senza deludere il suo crescente pubblico: la sua penna incide sulle bianche pagine una trama oscura, una scia di mistero, di paura e di dubbi che intrappolano il lettore in un labirinto apparentemente senza via di fuga.

Uno stile impeccabile, una narrazione fitta e incalzante accompagnata da una scrittura scorrevole evidenzia la preparazione di un autore sul campo psichiatrico, un Dorn che analizza i meandri oscuri della mente, fa dubitare della realtà, immobilizza dalla paura e come un mago di prestigio incastra ragione e follia.

In queste pagine tutti i sensi si mettono in allerta, perché i protagonisti non sono solo presenze fisiche ma bensì percezioni teoriche e ignote: paura e morte.

Nikka è una ragazza comune che vive la sua giovane età e le prime esperienze con l’amica d’infanzia Zoe, almeno fino quando la notte di Halloween durante una festa vengono separate, e non da un casuale e crudele destino, ma da un piano machiavellico e inquietante; Nikka muore, muore per ventuno minuti e Zoe viene rapita.

“la morte non fa differenza. Non ha nessuna importanza chi tu sia, che cosa tu faccia o quali siano i tuoi programmi per la vita: a un certo punto finisci sulla sua lista, che tu sia preparata o meno. E allora conta solo di aver vissuto la vita come volevi. Di aver fatto ciò che volevi. Di essere stata la persona che volevi. Avevo sedici anni e di sicuro non ero ancora pronta a morire. La mia vita era appena cominciata. Avevo progetti per il futuro, avevo ancora tutto davanti a me. E avevo tutto il tempo del mondo per farlo. Così avevo pensato. Ma la realtà era diversa…soprattutto dopo essere stata morta per ventuno minuti.

Nel letto bianco della terapia intensiva Nikka sente il battito del suo cuore, è viva, tutto sembra in ordine, ma, non appena apprende la notizia della scomparsa della sua migliore amica, nella sua mente improvvisamente balenano immagini inquietanti:

“ è buoi, fa freddo e c’è un silenzio terribile, il terreno è viscido, le pareti rocciose … c’è qualcosa sotto i miei piedi che vuole afferrarmi”.

La protagonista sembra ossessionata dalle sue visioni, allucinazioni che tutti definiscono la conseguenza del trauma subito, ma Nikka sa che ciò che vede, quello che percepisce è reale, “qualcosa di tenebroso si è posato sopra la sua vita, una presenza oscura difficile da sbarazzarsene.

“Per qualche motivo che non ero in grado di spiegarmi, ero sicura di non essere sola. Avevo l’impressione che qualcuno mi osservasse. Qualcuno che vedeva me, ma che io non riuscivo a vedere”.

I famigliari della ragazza così come Sascha, il ragazzo che le ha salvato la vita, provano a dissuaderla dai suoi pensieri torbidi, ma Nikka, testarda e cocciuta, scende sempre più nei meandri oscuri della sua mente alla ricerca della verità, alla ricerca di Zoe.

La flebile speranza della protagonista viene appagata con il ritorno improvviso dell’amica, ma qualcosa non torna: la ragazza è identica a Zoe, ma non è Zoe.

Attraverso svariate peripezie e soprattutto dopo aver sperimentato per la seconda volta la percezione della morte Nikka arriverà alla verità.

Una realtà paurosa, inquietante, ma al contempo dolorosa e triste, di una colei tradita dalla vita, una vita senza riserve, senza alcuna chance, solo sofferenza. Un piano diabolico creato per saziare la fame del cuore perché “a volte ci risulta difficile accettare che non sempre otteniamo ciò che desideriamo. La sfida più grande della vita dovrebbe essere questa: Imparare a trarre il meglio da ciò che abbiamo, persino quando non è molto”.

Wulf Dorn eccelle in tutte le sue opere e qui non si smentisce, è preciso, accurato e cattura l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine ribaltando in continuazione gli avvenimenti; descrive personaggi, ambienti e concetti astratti in un modo sorprendentemente realistico e visivo.

Le trame che compone sono difficili da dimenticare non solo per l’interesse che può suscitare la psiche umana ma anche per i profondi temi che tocca, ossia argomentazioni vicine a tutti; ritroviamo in queste pagine il valore dell’amicizia, di quanto puro e sincero possa essere tale sentimento, della sofferenza che ognuno di noi sente per l’assenza di un qualcosa ma soprattutto Dorn parla delle nostre paure, quelle più segrete, quelle occultate nel nostro “Io”.“Presenza oscura” non ha nessuna pecca,è uno straordinario psicothriller che vale la pena leggere, così come tutte le opere di Dorn.

Wulf Dorn ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici.

La psichiatra (Corbaccio 2010) è il suo primo romanzo ed è diventato un successo grazie al passaparola dei lettori. Tra gli altri suoi libri Il superstite (2011), Follia profonda (2012), Il mio cuore cattivo (2013), Phobia (2014), Incubo (2016), tutti pubblicati da Corbaccio.

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