Recensione: “Qualunque sia il tuo nome” di Laura Baldo

Oggi mi rivolgo soprattutto ai lettori romantici ed amanti del genere rosa, ma anche a chi non fosse particolarmente avvezzo a questo tipo di letture e volesse provare un’esperienza nuova. Sono qui, infatti, per raccontarvi del libro di Laura Baldo: “Qualunque sia il tuo nome”.

Qualunque sia il tuo nome

Laura Baldo

Generi Narrativa d’ambientazione storica
Editore Harpercollins Italia
Pubblicato16/12/2019

Recensione a cura di Monica Milo

https://www.mondadoristore.it/Qualunque-sia-tuo-nome-eLit-Laura-Baldo/eai978883050923/

Polonia, 1941/1948
Anna, scortata da una guardia, sta percorrendo un corridoio del quartier generale della Gestapo a Varsavia e sente una voce, che le provoca un tumulto di emozioni dolorose e laceranti. La voce appartiene a un ufficiale in divisa da SS, dall’aria arrogante e dagli occhi di ghiaccio che sembrano non riconoscerla.
Lei però di lui non può dimenticarsi. Lo ha soccorso tre anni prima quando, ferito, è comparso nel fienile della fattoria di famiglia a Poznan. Tra loro era scoccata una scintilla, ma dopo che lui è partito Anna ha scoperto che le aveva mentito sulla propria identità, forse addirittura sul nome.
E un dubbio ancora più grande la perseguita da allora: è davvero lui l’autore della soffiata che ha cambiato il corso della sua vita, spingendola a unirsi alla Resistenza per cercare vendetta?

Siamo in Polonia e ci troviamo all’interno di un contesto storico molto complesso e tragico: sono gli anni della guerra, gli anni del sangue e della morte, gli anni della paura. È il 1941 quando la vita di Anna, giovane ragazza polacca, cambia inaspettatamente a causa di un incontro inatteso, inaspettato e soprattutto potenzialmente pericoloso.

Una mattina come tante, nulla lasciava presagire che ci sarebbe stato qualcosa di diverso e invece tutto stava per cambiare…

Anna posa il cestino sul tavolo della cucina e inizia a riempirlo col pane appena estratto dal forno, qualche uovo sodo e mezza forma di formaggio. Dei passi alle sue spalle la inducono a voltarsi, e sorride alla zia.

La donna è vicina ai cinquanta, ma è invecchiata soprattutto negli ultimi mesi, da quando Anna è andata a stare con lei. Ha ormai più capelli grigi che biondi e due solchi profondi sotto gli occhi. Da qualche tempo ha smesso anche di curare il proprio aspetto. Sta sulla soglia in una vecchia vestaglia del marito, le ciabatte ai piedi e i capelli tenuti indietro solo su un lato da un pettine d’osso.

[…]

«Buongiorno» dice la zia. «Non è presto per la colazione alla truppa?»

«Vado un po’ prima, così poi avrò il resto della mattina per controllare il fienile. Ieri, dopo il temporale, ci sono stata e il pavimento era bagnato. Dev’esserci una perdita.»

La vita alla fattoria di famiglia, dove Anna si è trasferita cinque mesi prima per sfuggire al trambusto della capitale, dà un senso di sicurezza. Anna ha deciso di andare a vivere lì per dare una mano alla zia ed al cugino a prendersi cura di ciò che gli è rimasto: in quegli anni la maggior parte delle terre polacche erano state espropriate e consegnate ai tedeschi e la loro fortuna era stata avere, almeno in parte, sangue tedesco. Inoltre, Anna che è un’insegnante, si è rifugiata nelle campagne per sfuggire agli arresti che hanno luogo in città. Molte scuole infatti sono state chiuse ed insegnare illegalmente è un reato.

La tranquillità di quella giornata viene messa a rischio dal sopralluogo di Anna al fienile della fattoria; sembra esserci qualcosa che non va, qualcosa che, una volta entrata e salita a revisionare il soppalco, mette i suoi sensi in allerta…

Scruta intorno con le orecchie tese, e poco dopo le arriva una specie di gemito. Da sotto un mucchio di fieno nell’angolo coglie un movimento.

Sente i peli che si rizzano sulle braccia, pensando che si tratti di topi, e si aggrappa con mani tremanti alla scaletta per affrettarsi a scendere. Di nuovo però le arriva un gemito, e stavolta le pare di cogliere anche delle parole.

Facendosi coraggio, risale la scala e si dirige verso quel punto, col cuore che le rimbomba nelle orecchie. Forse farebbe meglio a chiamare qualcuno, ma non vuole passare per un’isterica donnetta di città che si spaventa al minimo fruscio.

Quando è più vicina, coglie però distintamente una parola, in tedesco. Anna non lo parla molto bene, non come la zia, ma la parola è abbastanza semplice anche per lei: «Hilfe…».

Aiuto.

Nella nostra protagonista cresce inevitabilmente ed inesorabilmente la paura: potrebbe trattarsi di una trappola dei tedeschi e loro, soprattutto suo cugino, non sono di certo una famiglia che non ha niente da nascondere. Un tedesco nella loro fattoria può essere un grosso problema, così la mente di Anna si mette subito in moto alla ricerca di una soluzione. Tuttavia, dato che l’uomo ha chiesto aiuto, la nostra coraggiosa protagonista ha deciso di agire da sola e senza allertare nessuno, almeno per il momento.

Infatti, proprio come aveva previsto, quando comincia a scostare il fieno si ritrova davanti un uomo ferito e bisognoso di aiuto. La sua coscienza ed il suo animo buono le suggeriscono di aiutarlo e di rimandare ad un secondo momento le riflessioni sulle eventuali conseguenze, ma non è comunque facile per lei. Si accerta che non abbia armi con sé e in fondo non è detto che sia dell’esercito; non ci sono indizi che lo confermino, né che lo smentiscano davvero…

Nota una brutta ferita al fianco e un’altra al polpaccio, sotto cui si allargano a ventaglio piccole macchie di sangue secco. I vestiti sono umidi, come se si fossero bagnati molte ore prima. Ne deduce che dev’essere entrato durante il temporale della sera precedente, forse poco prima che arrivasse lei e notasse le tracce d’acqua sul pavimento.

Non ha armi addosso e non è in uniforme, ma ancora non sa come mai sia nel suo fienile, o come si sia arrampicato fin lassù in quelle condizioni. Potrebbe essere un tedesco locale, come il nonno, bracciante in qualche fattoria vicina, però guardandolo bene non ha proprio l’aspetto di un contadino. La sua pelle è pallida, ora anche di più per via della perdita di sangue, i capelli castano chiaro hanno un taglio militare, le mani sono callose sui palmi, ma lisce e senza segni, non le mani di qualcuno che ci lavora.

Non ci sono altri elementi per determinare con certezza l’identità dello sconosciuto e, data la gravità della situazione, Anna decide di confidarsi con la zia e di chiedere aiuto per curarlo e per salvarlo.

Quando l’emergenza sembra essere rientrata e l’uomo comincia a riacquistare le forze le rivela di chiamarsi Werner Shenk e di essere un ingegnere civile, quindi non un soldato e non una minaccia.

Ma il cuore prende spesso decisioni affrettate e senza badare troppo ai dettagli;

Anna, infatti, prendendosi cura di lui durante la sua convalescenza si invaghisce di quell’uomo affascinante e misterioso, sebbene sia un tedesco. Si fida di lui, crede alla sua storia e nasce una bella intesa.

Le circostanze, però, sono avverse ed i loro destini prendono inevitabilmente strade diverse, ma con la speranza che la loro sia solo una separazione temporanea.

Tra le pagine di questo libro ci si rende conto di quanto le persone, a volte, possano essere legate a prescindere dalle proprie origini, dai propri ideali e dal proprio essere. L’amore non conosce certi confini, certe regole, e non segue la follia della guerra. La forza di questo sentimento si sente tra le pagine scritte da Laura Baldo e fa sempre sperare in qualcosa che sembra impossibile.

Le vite di Anna e di Werner creeranno una matassa complessa ed aggrovigliata che renderà, sia all’uno che all’altra, tutto molto difficile.

Ogni volta che si diranno addio potrebbe essere l’ultima volta che si vedranno o potrebbe essere la prima di una lunga serie di momenti trascorsi insieme, chi può dirlo con certezza?

“Qualunque sia il tuo nome” trasuda forza, voglia di lottare, voglia di vivere e soprattutto voglia di amare in un momento davvero duro.

Laura Baldo ha creato dei personaggi forti, audaci, coraggiosi ed apparentemente inconciliabili tra loro; c’è della magia tra le pagine di questo libro, tra la sofferenza di chi deve lottare per sopravvivere. C’è una cosa, però, ancora più importante dell’amore, e che troverete in abbondanza all’interno di questa storia, la speranza!

Materiale fornito dalla Casa Editrice

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