Recensione: “Resti perfetti” di Helen Fields

Bentrovati a tutti, oggi vi parlerò del thriller di Helen Fields, “Resti Perfetti”.
C’è un cosa che questo libro mette in evidenza…
Ognuno di noi possiede un lato oscuro, dove si nascondono i nostri demoni interiori, che ci accompagnano per tutta la nostra esistenza.
Sono lì, silenti…e così dovrebbero restare.
Ma non per tutti.
Guardatevi intorno, siete davvero sicuri che le persone che vi circondano riescano a tenere a bada i loro demoni?
E se non ci riuscissero, cosa accadrebbe?Questi nemici dell’io porterebbero l’anima alla distruzione. Totale.

Buona lettura! 

“I mostri sono reali e anche i
fantasmi sono reali. Vivono
dentro di noi e, a volte,
vincono.”
Stephen King

Resti perfetti

Helen Fields

Traduttore: M. Amodio
Editore: Newton Compton
Collana: Nuova narrativa Newton
Anno edizione: 2019
Pagine: 382 p., Brossura
EAN: 9788822727763

Recensione a cura di Pamela Mazzoni

Tra le remote montagne delle Highlands, il corpo di Elaine Buxton sta bruciando. Tutto quello che rimarrà per identificare la donna, un brillante avvocato scozzese, sono i suoi denti e un frammento di vestiario. Intanto, nella stanza nascosta sul retro di una casa di Edimburgo, la vera Elaine Buxton urla nel buio. L’ispettore Luc Callanach ha appena messo piede nel suo nuovo ufficio e subito il caso di una donna scomparsa si trasforma in un’indagine per omicidio. Dopo aver lasciato una promettente carriera all’Interpol, Callanach è impaziente di mettersi alla prova con la sua nuova squadra. Ma l’indagine che lo aspetta è molto diversa da qualunque sfida abbia mai affrontato prima d’ora, perché l’assassino ha coperto le sue tracce con cura meticolosa. Quando un’altra donna di successo viene rapita, è chiaro che si tratta di una disperata corsa contro il tempo per impedire al gioco perverso di una mente criminale di mietere altre vittime.

Con “Resti Perfetti”, Helen Fields dà il via ad una serie che vede l’entrata in scena di un personaggio nuovo di zecca, l’ispettore franco-scozzese Luc Callanach.

Trasferito dall’Interpol di Lione, ex modello, il bellomainavvicinabile Callanach arriva al dipartimento di polizia di Edimburgo circondato da un alone di malelingue e dicerie, e nulla fa per tacitare i malumori che la sua presenza suscita all’interno di quella che diventerà la sua squadra.

Anzi, li alimenta col suo fare burbero e scostante.

Un errore di valutazione del passato lo tormenta, una bugia gli ha rovinato la vita e lui non ha la minima intenzione di cedere al fascino delle relazioni sociali.

Doveva incontrare la squadra e fare un discorso di presentazione, spiegare come intendesse operare e quali fossero le sue aspettative riguardo agli uomini e alle donne al suo comando.

Gli sarebbe bastato apparire per scavarsi la fossa (…….).Guardò l’orologio, conscio che stavano aguzzando l’ingegno collettivo. Farli aspettare non avrebbe migliorato le cose; non che gli importasse particolarmente di quello che pensavano di lui, ma cercava di facilitarsi la vita quando poteva.”

L’unica che riuscirà ad aprirsi un varco nella corazza di Luc sarà l’ispettrice Ava Turner, donna acuta, intelligente, pronta ad ascoltare senza giudicare e, come lui, dedita al lavoro ed alla solitudine. La loro amicizia ci lascia anche uno spiraglio aperto su una possibile prossima liason tra i due.

Sono l’ispettrice Turner, Ava, visto che abbiamo lo stesso grado”. Gli rivolse un bel sorriso: al contrario di Salter, non aveva nessun problema a guardarlo negli occhi.”

L’ispettore si ritrova subito con un caso scottante tra le mani.

Una donna rapita i cui resti vengono ritrovati bruciati ed un’altra sparizione femminile dopo poco tempo.

Le vittime hanno in comune l’essere single, intelligenti ed indipendenti.

Luc viene così travolto dagli eventi, la caccia all’uomo ha inizio.

Ma non sa con chi ha a che fare.

L’antagonista non è sconosciuto, dalle prime pagine scopriamo il suo nome.

L’autrice non vuole che indaghiamo sulla sua identità, oh no…

Ci apre invece una porta che dovrebbe rimanere sigillata. Per sempre. Ma una volta varcata la soglia, l’orrore ci attanaglia.

Siamo nella mente del killer.

Dove può arrivare la malvagità?

Siamo costretti ad addentrarci in un intrico di pensieri perversi e sadici che ci avviluppa, ci pervade di ribrezzo e terrore.

Il germe del male è lì, davanti a noi.

L’involucro esterno ci inganna, mostrandoci un ometto insignificante ed all’apparenza innocuo, ma all’interno, pronta a saltare fuori in tutta la sua brutalità, la bestia.

Una bestia affamata, che si nutre dell’essenza delle sue vittime.

Le tortura, le annienta fisicamente e psicologicamente, la loro resa lenta ma inesorabile rafforza il suo ego smisurato, gli dà quel potere che lui sente di meritare.

Un delirio di onnipotenza che incalza con ritmo serrato fino all’apoteosi della follia.

Lui non si sente un Dio.

Lui è Dio.

“La vita valeva poco, perché la maggior parte della gente non ne apprezzava l’importanza. Ne era certo. Lui si spingeva sempre al limite delle proprie capacità, si sforzava di imparare sempre di più, di superare nuovi traguardi. Ardeva per la sete di conoscenza come altri desideravano la ricchezza,ed era difficile trovare un suo pari.”

Callanach deve affrontare un avversario pericoloso, uno psicopatico folle ma lucido, meticoloso, manipolatore, narcisista e misogino; un illusionista al servizio del male, capace di distorcere la realtà a proprio vantaggio, riuscendo a sparire sotto una cortina di fumo, che nasconde anche le sue tracce.

La storia si dipana così tra due indagini, questa che sembra non avere risoluzione, rallentata anche dalle incursioni inutili e fuorvianti di un ex profiler arrogante e saccente, e quella dell’ispettrice Turner su alcuni neonati trovati morti di freddo in un parco. Il tutto intervallato da uno stalker che importuna Ava.

Ma a volte la soluzione può sì prendere strade tortuose ma poi arriva.

Improvvisa.

Il killer che colpirà Luc nei suoi affetti ed un fantasma che riemerge dalle nebbie del passato forniranno infatti la conditio sine qua non che porterà l’ispettore sulla giusta via, fino all’adrenalitico epiligo.

Protagoniste indiscusse le donne, che si opporranno al loro misero destino con il coraggio, la forza, la resilienza e che ritroveranno la chiave per chiudere quella porta maledetta, non prima di aver ricacciato il male nel buco nero che gli appartiene.

Non scelta a caso l’ambientazione ad Edimburgo, città che con la sua atmosfera noir ed il fascino gotico ben si adatta a fare da sfondo ad una storia a tinte forti come questa.

Con uno stile tagliente, descrizioni crude che fanno perdere qualche battito al cuore, un ritmo serrato ed intrigante, personaggi azzeccati e ben caratterizzati, la scrittrice ci lascia con un quesito ben preciso.

A quando il prossimo libro?

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