Recensione: “Simeeti le porte dei sette mondi”

Amici lettori, inusualmente oggi vi propongo un fantasy, Simeeti le porte dei sette mondi, un’opera apparentemente innocua ma che invece riserba un delicato e imprevedibile grido di speranza.

Simeeti le porte dei sette mondi

Noemi Checchetto

Editore: Pegasus Edition
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 1 luglio 2019
Pagine: Brossura
EAN: 9788872111093

Recensione a cura di Francesca La Piana

Eireth Blaze, apatica seguace dell’Accademia e del fondatore, è convinta che il mondo al di fuori della colonia, sia un posto deserto, devastato dalla malattia delle emozioni. Lumdor Drake, scaltro e calcolatore ladruncolo, vive nel mondo esterno, scosso da una guerra senza fine. Il destino li condurre in un viaggio attraverso posti incredibili, a volte brutali, ricolmi emozioni che dovranno assecondare se desiderano tornare a casa. Saranno in grado di affrontare le loro paure? Riusciranno a fidarsi l’un dell’altra? Quale segreto si nasconde dietro i loro viaggi? Una stanza bianca, sette porte colorate, due ragazzi ed avventura, che permettere loro di scoprire chi sono veramente.

“Il viaggio non è racchiuso in una collana, ma nel viaggiatore”

Eireth Blaze e Lumdor Drake hanno due vite del tutto divergenti: la ragazza vive in un’Accademia che ha come unico scopo quello isolare completamente i proprii cadetti dal mondo esterno. La cadetta passa le sue giornate tra studio e lavoro, non conosce paura, gioia, felicità, è perennemente intorpidita da farmaci che inibiscono le sue percezioni. Lumdor, invece, conosce fin troppo bene gli ostacoli della vita, è un nomade alla ricerca di tranquillità e di stabilità, ma soprattutto di un pasto caldo con cui nutrirsi. C’è una caratteristica però che concatena questi due lontani modi di vivere, ovvero il senso di smarrimento e d’isolamento che provano in continuazione i due ragazzi, sentimenti che accrescono dopo il loro fortuito incontro.

Un amuleto, un libro e un vecchio orologio, che segna sempre la stessa ora, sono uniti da un fascio di luce che si propaga al di là di una collina: l’accecante bagliore cattura lo sguardo di Eireth e Lumdor che, spinti da quel formicolio sopra la nuca chiamato curiosità, s’imbattono in un mondo, per meglio dire in sette mondi “forse” utopici.

I protagonisti si ritrovano circondati da altissime pareti bianche, di fronte a loro s’innalzano sette porte e una strana macchina; in sottofondo, una soave voce li invita a intraprendere un viaggio “fantastico” fatto di mete ignote conosciute dall’immaginazione.

Con diffidenza e paura, ma anche con una gran voglia di libertà e verità, Eireth e Lumdor si lasciano travolgere da quell’allettante esperienza e risucchiati dentro un vortice arrivano nella loro prima destinazione. “La prima cosa che sentirono fu l’aria fresca sulla pelle…le orecchie captavano ogni tipo di rumore…le dita dei piedi affondavano, con lenti movimenti indagatori, nel terreno soffice. L’aria sapeva di fresco, di mare e di pino. Rimasero senza parole.

Si percepiva un’energia nascosta, una forza che entrava nel corpo, percorrendolo per tutta la sua altezza, entrando nelle vene al posto del sangue, diventando più importante dell’ossigeno stesso. Era qualcosa che faceva sentire vivi, liberi, che apriva la mente penetrandole così profondamente nell’anima da divenire essa stessa origine di vita.

Similmente si susseguono i capitoli, il lettore assiste a viaggi nel tempo e a spazi temporali mutevoli, in compagnia di Eireth e Lumdor incontra strani personaggi, vive esperienze non del tutto incantate, ma soprattutto scopre pian piano il fitto mistero delle sette porte.

In questo viaggio emozionale i protagonisti iniziano a conoscere sé stessi, la loro personalità, la loro anima e soprattutto diventano consapevoli di una forza interiore di cui erano ignari.

Noemi Checchetto compone un buon fantasy, lo stile e la trama sono ben strutturati, magari alle volte esagera esasperando il contenuto, ma probabilmente questo è dovuto alla sua sfrenata passione per i fantasy.

Inaspettato il messaggio che si cela in queste pagine, ovvero la voglia di ogni essere umano di combattere a qualunque costo per la verità, emerge così quell’innata speranza che si presenta proprio quando si crede di averla persa, come un interruttore che all’improvviso si accende… e fa resistere alle intemperie della vita, fa combattere e all’improvviso, quando proprio non ci credi più, fa gioire di un qualcosa o di un qualcuno che davi per scontato. Un “dono” che bruscamente fa parte di te, ti rende più forte e nient’altro conta, importa solo la forza e la consapevolezza che si può superare tutto…Insieme…in due.

Noemi Checchetto è di Torino, ama i fantasy. Il suo primo romanzo pubblicato nel 2019 si classifica tra i vincitori della Pegasus Golden Selection.

Materiale fornito dall’autore

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