Recensione: “Speculum” di Francesco Nicolai

Cari lettori se avete amato Follia di Patrick McGrath, questo libro vi piacerà sicuramente. Con uno stile unico l’autore vi condurrà nei meandri oscuri della mente umana regalandovi emozioni forti che vi spingeranno ad incursioni continue nei vostri stessi pensieri.

Speculum

Francesco Nicolai

Editore: Brè
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 27 giugno 2019
Pagine: 113 p.
EAN: 9788832093483

Recensione a cura di Antonella Punziano

Vittorio Cailoni è sposato con Alessandra, la donna della sua vita. Nonostante ciò, l’amore per la moglie non può sottrarlo al tradimento: Maria, attraente figlia di duca Giovanni Aldobrandini, grande amico di Vittorio, lo fa suo nel piacere di una notte. Vittorio, sprofondato nel rimorso, è singolarmente turbato da un incontro durante un viaggio in treno: proprio davanti a lui si siede Catullo Alpestri, uomo raffinato e conturbante, che scoprirà essere la nuova fiamma di Maria. Da lì a poco, fra passione e estrema gelosia, un fatto complica ulteriormente il presente di Vittorio: un caro amico si suicida inspiegabilmente, lasciandosi alle spalle due figli ancora piccoli e la moglie affetta da leucemia. Un biglietto, trovato assieme al cadavere, riporta un messaggio criptico: “Et speculum consulate ante suum”. L’enigmatico contenuto del pezzo di carta, unito a visioni demoniache e a incontri sinistri, spingerà Vittorio a indagare sui meccanismi contorti della sua mente.

Protagonista di questo romanzo dai toni surreali è Vittorio, sposato da qualche anno con una donna che ama tantissimo. Un giorno, però, non riesce a resistere all’attrazione esercitata su lui da Maria, la bellissima e seducente figlia di un suo carissimo amico e tradisce la moglie. Sarà un’unica notte, una notte fatale che lascerà un segno indelebile nella sua mente.

Vittorio non riesce a dimenticarla e, allo stesso tempo non riesce a fare a meno di provare rimorso per quello che ha fatto. Guarda sua moglie, per la quale continua a provare un forte sentimento e che non merita il suo cedimento, eppure è tormentato dal pensiero di Maria.

Una colpa mi stringeva il cuore, una tenaglia lo feriva. Ero colpevole, un laido traditore. Avrei voluto confondermi nella notte, dissolvermi, lavarmi dall’onta che mi macchiava. Giurai fedeltà a mia moglie, davanti all’altare, promettendo che non avrei mai compromesso i vincoli del matrimonio; la seconda notte che trascorsi alla villa mi fu fatale.

E mi tornava alla memoria il cielo di quella notte, limpido all’improvviso, indecifrabile … lo interrogavo: mi dava le risposte che volevo, solo quelle che volevo.

Pensiero che cresce inesorabilmente quando conosce Catullo, fidanzato di lei, verso il quale prova fin da subito un inspiegabile avversione, che cela in realtà una profonda gelosia.

Vittorio cerca di superare questi pensieri ma il suicidio del suo migliore amico finisce per trascinarlo in un vortice di oscuri pensieri: accanto al suo corpo trova un biglietto con la scritta “Et speculum consulate ante suum“.

Un messaggio a cui non riesce a dare spiegazione e che diventerà il suo tormento.

Lo aprii, spiegandolo delicatamente. Scricchiolava al tocco, minacciando di frantumarsi in una polvere antica. “Et speculum consulate ante suum” . V’era scritto solo questo, null’altro. Clement non sapeva il latino; e che ragione poteva avere di scrivere una frase come questa, di cui nemmeno capiva il senso, e di tenersela in tasca?

“E interrogate prima il vostro specchio”.

Il lettore, inizia così un viaggio nella mente umana, un viaggio un po’ a ritroso e un po’ in avanti per capire perché quella scritta sconvolgerà così tanto Vittorio al punto da portarlo sull’orlo della follia.

Un’anima inquieta, da cui emergono tutte le debolezze ed insicurezze dell’animo umano, un uomo che allo specchio non si riconosce più perché rimanda un’immagine davvero diversa da quella che lui aveva visto fino a poco tempo prima e in cui stenta a riconoscersi.

In questo romanzo Francesco Nicolai traccia la figura dell’uomo moderno, un uomo che ha perso la sua identità, tormentato dagli echi del passato, che cede alle lusinghe della passione ma non sa accettarne le conseguenze: un uomo fragile e impaurito che si dimena invano nei pantani dell’anima e non riesce a trovare nelle persone che gli sono affianco dei validi alleati nella lotta contro l’oscurità.

E’ un libro intenso e molto riflessivo, con atmosferiche a tratti oniriche che a volte disorientano il lettore a punto da rendere difficile distinguere la realtà dall’immaginazione. Eppure questo stile affascina, è come una calamita che spinge il lettore andare più a fondo.

A volte bisogna fermarsi per i numerosi spunti di riflessione destati dalla storia: in fondo gli interrogativi di Vittorio sono anche un po’ i nostri, ma le risposte abbiamo bisogno di trovarle in noi stessi.

Non parlo di un angelo, di un demone, di un santo, di un dio, dell’universo e delle stelle; non parlo dell’origine del mondo, dei cupi anfratti che mettono terrore solo a guardarli, di mostri, d’antiche costruzioni, di segni nei campi, d’alieni e di dischi volanti o d’altre fantasie. Quel gran mistero lo abbiamo sempre davanti al naso, o meglio, sopra: parlo della nostra mente, della nostra identità. Uno scrigno impenetrabile, un meccanismo che può incepparsi o funzionare a dovere, uno spettro per la nostra conoscenza: ne sentiamo la voce, ne vediamo presto gli effetti, ma non riusciamo a comprenderne ancora l’essenza.

La narrazione, intensa e molto impegnativa, trascina il lettore alla ricerca di sé stesso:  difficile non immedesimarsi in Vittorio, difficile non vedere in lui i dilemmi della nostra epoca, difficile non lasciarsi trasportare da una lettura in cui nulla è scontato.

Un libro moderno che arriva dritto al  cuore dei lettore.

Rondini, è certo che poi

senza l’ombra d’un pensiero

sarò leggero leggero

come il vento, come voi. 

E tu taci, anima mia.

Mentre che scema la luce

andiamo dove ci conduce

questo volo, andiamo via.

Materiale fornito dalla Casa Editrice

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