Recensione: “Sul filo dell’acqua” di Sara Rattaro

Cari lettori, oggi vi voglio parlare di un libro avvincente, originale e profondo, che scandaglia l’anima dell’uomo e i sentimenti che la abitano e che è un inno alla vita in tutte le sue sfaccettature, dalla nascita alla morte.

Sul filo dell’acqua

 Sara Rattaro

Editore: Solferino
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 8 ottobre 2020
EAN: 9788828205050

Recensione a cura di Maria Ruggieri

Chiara era in auto, bloccata dalla piena. Giulia era nel negozio dei suoi genitori, ne sono usciti vivi per miracolo. Anna era a casa, ma suo marito era fuori con i soccorritori, purtroppo. Angela non era in città e non sapeva che anche a lei quel devastante diluvio avrebbe portato via qualcosa. Dal terribile 4 novembre in cui ogni argine ha ceduto e Genova è stata travolta dall’acqua è passato un anno. La sera in cui Chiara si scontra con Anna al ristorante, e Anna deve correre via perché Giulia sta per partorire, ognuna delle protagoniste si trova davanti alle conseguenze delle proprie scelte di quei mesi, e dei propri incontri. C’è Andrea che ha perso un amico, Enea che ha rinunciato a un amore, Marco che ha consumato un addio e Carlo che ha trovato… Giulia. E il cerchio si chiude. Otto vite si rincorrono, si mescolano, si scambiano come piccoli vortici, sul filo dell’acqua. Il nuovo libro di Sara Rattaro, in un originale e avvincente intreccio di trame e sentimenti, rende omaggio a una città, Genova, e a una grande dote umana, la resilienza. Un romanzo luminoso e profondo che ha la qualità del mare e della pioggia: porta in sé il senso della vita, della morte e della rinascita.

In questo straordinario romanzo, Sara Rattaro non si smentisce e conferma la sua abilità di scrittrice che scende a fondo nell’animo umano, che lo solca in lungo e in largo e che va alla ricerca delle radici profonde dei sentimenti.

E’ un omaggio a Genova, nell’anniversario della grande alluvione che tanto ha tolto alla città e ai suoi abitanti.

Il lettore subito è catturato dalla trama, dai personaggi, viene catapultato a Genova e si ritrova a vivere le avventure che ogni protagonista ha vissuto e che ricorda e racconta in prima persona.

Otto persone che intrecciano i loro destini intorno a quell’alluvione e ognuno di loro ne uscirà un po’ spezzato ma sempre attaccato alla vita.

Conosciamo Chiara, nella sua solitudine vissuta con il padre Enea, che non ha più voglia di vivere perché le manca un amore e ha una vita vuota e triste, che si scontra casualmente con Anna, che ha perso suo marito durante l’alluvione.

Enrico, vero eroe dei nostri tempi, è morto in servizio mentre salvava vite umane ed è stato tradito dall’acqua.

“L’acqua, la sua migliore amica, lo aveva colpito alle spalle, lo aveva trascinato e intrappolato sotto al suo peso.”

Così aveva agito l’acqua quel 4 novembre a Genova, e così agisce la vita..colpendo alle spalle senza che si possa far nulla per salvarsi dagli eventi e dal destino.

Anna, che l’alluvione ha reso vedova, ci fa vivere il suo stato di abbandono, di fragilità ma anche di nuova forza e di rinascita…

“Rassegnarsi alla morte di chi amiamo è uno degli aspetti più paradossali della vita. Gli animali ci riescono, noi no. Quelli di alcune specie vagano per la natura soffrendo in modo anche intenso, per poi smettere semplicemente di farlo e guardare avanti. Molti di noi, invece, si aggrappano alla religione che ci offre la speranza di rincontrare i nostri cari nell’aldilà, condona il nostro dolore e lo assottiglia un po’”.

Poi conosciamo Giulia, che è alla fine della sua gravidanza travagliata e Angela, le cui vite sono irrimediabilmente aggrovigliate da un destino che le vede unite allo stesso uomo, Carlo.

E Carlo, diviso e combattuto tra due donne. Ma nessuno di loro sembra veramente felice.

Tutti vogliono amare, tutti hanno bisogno di un amore e sono alla costante ricerca del loro posto  nel mondo, dopo un evento che ha sconvolto le loro vite.

E tutti troveranno la giusta collocazione, dopo aver lottato e combattuto.

Come Andrea, che vive una vita infelice perché costretto a nascondersi, a celare al mondo il suo vero io. Soffre in silenzio per non perdere le persone che ama, ma quando capita l’irreparabile, diventa come un fiume in piena e non riesce più a ritrovare se stesso.

Si accontentava “di quella vita come avrei fatto con un indumento della taglia sbagliata, un vestito smesso che dubitavo fosse adatto a me.”

Pur di salvarsi, pur di avere una parvenza di vita normale, ma sempre alla ricerca di un amore, perché l’amore risponde alla domanda più importante…“Capisci cosa può fare l’amore? Può bastare a far smettere di avere paura di morire.”

Un romanzo intenso, pieno di sentimenti, che parla di resilienza e di come si abbia voglia e necessità di rinascere dopo una grande caduta.

Il lettore, grazie anche a uno stile fluido, veloce, snello, si immedesima nella storia di ognuno dei protagonisti per quella voglia di rivincita sulla vita, sull’amore, sulle cose belle a cui tutti hanno diritto.

E perché “ci sono cose così fantastiche, così inaspettate che quando accadono hanno in mente una cosa sola. Stupirci.”

Libri di Sara Rattaro

Sara Rattaro è nata a Genova. Laureata in Biologia e in Scienze della Comunicazione, ha lavorato come informatore farmaceutico prima di dedicarsi completamente alla scrittura. È autrice di diversi romanzi: Sulla sedia sbagliataUn uso qualunque di teNon volare via (Premio Città di Rieti 2014), Niente è come te (Premio Bancarella 2015), Splendi più che puoi (Premio Rapallo Carige 2016), L’amore addossoUomini che restano (Premio Cimitile 2018), Andiamo a vedere il giorno (Sperling & Kupfer 2018), Il cacciatore di sogni, il suo primo libro per ragazzi, Sentirai parlare di me (Mondadori 2019) e La giusta distanza (Sperling & Kupfer, 2020). Ha curato la raccolta di racconti La vita vista da qui (Morellini 2018). È docente di Scrittura creativa presso l’Università degli studi di Genova. 

Condividi:

Be the first to comment

Rispondi