Recensione: “Tra l’ombra e l’anima” di Maria Teresa Steri

Tra l’ombra e l’anima

Maria Teresa Steri

Recensione a cura di Elisa Mazza

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Da due anni la mia vita non è più la stessa. Visioni e memorie di eventi mai vissuti mi costringono a rintanarmi in casa. L’ossessione per un uomo sconosciuto – da me battezzato “il Visitatore” – minaccia il mio matrimonio. Né mio marito né il terapista al quale mi sono rivolta sono disposti a credermi. Solo Alba, una donna incontrata su Internet, sembra in grado di darmi delle risposte. Mi ha convinta che i miei strani ricordi appartengono a una vita precedente e che il Visitatore è un uomo in carne e ossa.
Ora però Alba è morta, forse assassinata da una misteriosa associazione, e io sono rimasta da sola a cercare l’uomo delle mie visioni. Ma la rete di segreti che circondava Alba si sta stringendo pericolosamente intorno a me. E affrontare il passato che ho dimenticato è come gettare uno sguardo in un pozzo oscuro e senza fondo.

 “ Non ti amo come fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco,
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.”

Pablo Neruda

L’Autrice Maria Teresa Steri ci regala un romanzo semplicemente formidabile.

Tra l’Ombra e l’Anima, il cui titolo omaggia la poesia di Neruda qui sopra, è una spirale di introspezione, di realtà presente che si slaccia in un passato di ricordi ambigui, e  lotta, lotta disperatamente per non essere sopraffatta dal caos.

Alessandra oscilla tra suggestioni, fobie e il tentativo di recuperare il controllo di sé:

nella sua normale vita si crea uno squarcio, la sua esistenza inizia a doppiarsi e lei sente di essere sempre più proiettata ad un’altra vita, ad un’altra persona, ad un’altra Lei.

Chi ero io? Lo chiedono tutti, quando vengono qui. Una domanda che cela l’altra fondamentale: chi sono io davvero? Potremmo ipotizzare che non conserviamo il ricordo tra una vita e l’altra perché vogliamo essere liberi di ricominciare da zero. In realtà non è così, ci portiamo dietro un bagaglio pieno zeppo di ciò che abbiamo vissuto e appreso. Ma non ricordiamo nulla perché non siamo pronti a farlo. L’impatto del ricordo totale può essere lacerante per la psiche, ben pochi sono in grado di sopportarlo.”

La protagonista si mostra fragile e soffocata da mille ansie e paure date dal dissociamento dal reale, ma anche determinata a risolvere l’enigma che è diventata la sua esistenza e passando perfino da una discreta dose di spietato egoismo.

Ella subisce una presenza che chiama il Visitatore e che da principio teme, ma man mano che si entra nel cuore della narrazione, verrà bramato a tal punto da cancellare qualunque legame con le persone che ha accanto.

“Ormai è cessata ogni ribellione. Non ho più paura dell’immobilità che mi imprigiona, ho accettato di non poter muovere un solo muscolo, di essere in balia di quest’entità sconosciuta e intangibile che viene a farmi visita. Le permetto di travolgermi e intontirmi fino all’offuscamento totale della coscienza.“

La parola è scritta sublime e l’intreccio psichico è originale e colmo di suspense.

Nel testo, sapientemente studiato nei minimi dettagli, si da sfogo al paranormale e l’esoterismo, con un gioco di flashback incessanti e serrati che sembrano toglierti realmente il respiro, la storia ci svela che Alessandra (o Maddalena?) si dibatte in una rete di inganni, omicidi e la tragica consapevolezza che esiste un legame dato dal Karma, un’altra vita che la schiaccerà con tutta la sua prepotenza e che ne fa di questo libro un thriller veramente appagante.

“Esiste un io permanente, un perno oltre la coscienza che si esplica di volta in volta, di epoca in epoca.”

Forse una vita è abbastanza, senza aggiungervi il peso di quelle passate.

“Chiunque osservi le segrete convergenze dei destini umani, scorgerà una lenta preparazione di effetti di una vita sull’altra.” George Eliot  è interpretato perfettamente dalla penna dell’autrice. I personaggi che popolano la storia hanno tutti caratteri ben delineati, alcuni in chiave positiva altri invece sono anime tormentate anch’esse alla ricerca di risposte sotto l’oppressiva presenza della Ruota, un’associazione custode del tempo tutt’altro che limpida nei suoi intenti.

“Che la vita di ognuno di noi, per quanto insignificante sembri a prima vista, è come un pezzetto di un grande puzzle. Noi non ne vediamo mai l’insieme, ma se potessimo ci renderemmo conto che, una dopo l’altra, le nostre esistenze

compongono un disegno perfettamente coerente.”

Il ritmo dell’opera varia, si increspa e si appiattisce quasi fisicamente nelle sensazioni che trasmette e il finale arriva portando con sé adrenalina e stupore, lasciando un senso di rimpianto per aver concluso la lettura e un filo sottile di speranza perché ne venga scritto un seguito. Consigliatissimo.

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