Recensione: “Tu sei musica” di Simona Bianchera

Buongiorno amici lettori, oggi sono particolarmente felice nel presentarvi il libro “Tu sei musica” di Simona Bianchera.
Un romanzo rosa fresco e romantico che fa bene al cuore, se inizierete a leggerlo non ve ne staccherete più.
Buona lettura!

“Gli incontri più importanti
sono già combinati dalle anime
prima ancora che i corpi
si vedano.”
(Paulo Coelho)

Tu sei musica

Simona Bianchera

Editore: Panesi Edizioni (2019)
Romanzo

Recensione a cura di Pamela Mazzoni

La musica regala emozioni, libertà, gioia, commozione. Ma avete mai pensato che potrebbe anche cambiarvi la vita? Questo è quello sta per succedere ad Alaska e Daniel: grazie alla musica si conosceranno… e niente sarà più come prima. Una rocambolesca storia d’amore, amicizia, avventura, intrisa di arte, di pittura, di fotografia, di poesia e di tanta musica vi aspetta. Tanti spunti sensoriali per vivere le emozioni dei protagonisti. Allacciate le cinture e partite alla scoperta della loro vita colorata. Buona lettura e buon ascolto!

Dire semplicemente che ho letto questo libro è riduttivo, l’ho letteralmente divorato.

Simona Bianchera con il suo “Tu sei musica”, utilizzando una scrittura estremamente piacevole e coinvolgente e con la scelta di una narrazione leggera ma appassionante, ci apre una finestra sul suo universo creativo, riversandolo interamente nelle pagine di questo racconto, che è un vero e proprio inno all’arte in tutte le sue forme.

A partire dalla musica, il fil rouge del romanzo, che ci avvolge e ci accompagna nel dipanarsi della storia; una colonna sonora che, amplificandoli e rendendoli sempre più intensi, funge da cassa di risonanza per le emozioni ed i sentimenti dei protagonisti, e che tra l’altro possiamo materialmente ascoltare cliccando sui titoli delle canzoni.

“Alaska cercò subito quella canzone. Mise le cuffie, chiuse gli occhi e, quando iniziò la melodia, l’incredibile magia di quelle note le percorse la pelle, entrò dentro di lei, sfiorando le ossa e insinuandosi nelle profondità dell’anima. Quando poi il pezzo andò in crescendo, i brividi si sparsero ovunque.”

E poi le fotografie, le poesie ed i coloratissimi dipinti che, come in una galleria, ci scorrono davanti agli occhi e che molto ci raccontano della talentuosa e poliedrica personalità dell’autrice.

Il tutto a formare una vivace cornice all’interno della quale si inseriscono come tasselli le vicende dei protagonisti, così ben amalgamate tra loro da formare un mosaico perfetto.

Tutto ruota intorno a due ragazzi: la dolce e dirompente Alaska, meraviglioso folletto che sembra essere uscito da una leggenda celtica, e Daniel, gentile ed appassionato batterista di un gruppo rock in odore di successo.

Abitando in due città diverse, quella che nascerà tra loro è una storia d’amore 2.0, moderna ed attuale, che inizia e si fortifica attraverso i canali social, con un intenso scambio di messaggi che accresce sempre più la voglia di incontrarsi.

Un’alchimia la loro che è propria solo delle anime affini, che si appartengono ancor prima di conoscersi e per le quali il destino ha già tracciato il percorso perché “ (…) Le cose migliori capitano quando meno ce lo aspettiamo, quasi per caso. Ma le loro anime erano legate da chissà quanto tempo: semplicemente, si erano rincontrate.”

Ed è proprio nell’attesa di questo magico e bramato vis a vis che si dipana la trama non per niente banale, dove anche tutti gli altri personaggi, siano essi principali o secondari, grazie al notevole spessore ed alla giusta caratterizzazione, assumono sine omni exceptione il ruolo di comprimari; meravigliosi ed indispensabili satelliti orbitanti attorno al coloratissimo mondo di Alaska che, con la loro presenza, riescono a rendere ancor più unico ed incredibile.

Creature affascinanti non del tutto frutto dell’immaginazione, al contrario prolungamenti letterari dell’autrice stessa e di persone realmente presenti nella sua vita e le cui vicende risultano ben coese in un tessuto narrativo denso di eventi anche drammatici, maledettamente seri, che affrontano temi che ci toccano e ci fanno riflettere.

Situazioni difficili dove però si fa spazio il perdono, a lenire i dispiaceri, ad aprirci alla speranza, perché dare e darsi una seconda chance è il modo migliore per fare ammenda degli errori commessi ed il primo passo per guarire dal dolore.

“Nulla era per sempre, ma nemmeno nulla era perduto. Aveva capito di essere abbastanza forte per perdonare.”

Un libro che trabocca anche d’ amore, di quell’amore che è forza trainante, energia ed essenza dell’anima; la famiglia, gli amici, l’ambiente, gli animali….ogni cosa è stretta in un tenerissimo abbraccio virtuale, che accoglie anche noi lettori, infondendoci serenità e leggiadria, un taser che ci trasmette una scarica elettrica di positività che ci accompagna fino  all’inaspettato, sorprendente finale.

Una favola della nostra epoca, che pagina dopo pagina acuisce le nostre percezioni, facendoci provare una miriade di sensazioni;  un libro da tenere lì, sul comodino, a memento del fatto che quel cassettino dove abbiamo riposto i nostri sogni, merita di essere aperto. Liberiamoli e facciamoci trascinare al loro inseguimento…è così che smettiamo di essere spettatori seduti in platea e diventiamo primattori su quell’incredibile ed imprevedibile, parafrasando Shakespeare, palcoscenico che è la vita.

“Sogna, ragazzo, sogna
non cambiare un verso della
tua canzone,
non lasciare un treno fermo
alla stazione,
non fermarti tu.
Sogna, ragazzo, sogna
ti ho lasciato un foglio
sulla scrivania,
manca solo un verso a
quella poesia puoi finirla tu.”

Materiale fornito dall’autrice

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