Recensione: “Tutto il tempo tra noi” di Sara Purpura

Cari amici lettori sicuramente molti di voi sono rimasti sulle spine dopo aver letto Tutto il tempo con te di Sara Purpura, il finale suscitava molti interrogativi e grande curiosità riguardo le vicende successive. Ebbene con Tutto il tempo tra noi, conclusione di A time for love Trilogy, eccoci giunti al capitolo finale del tormentato amore sbocciato tra Anais e Des. Solitamente si tende a pensare che le continuazioni siano deludenti, seppure a volte può essere vero, siate certi che non è questo il caso. Tutto il tempo tra noi sarà in grado di soddisfare le vostre aspettative e vi travolgerà non solo con la forza dei sentimenti che emana, ma anche con nuove e imprevedibili vicende.

Tutto il tempo tra noi

Sara Purpura

Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 25 giugno 2019
Pagine: 240 p., Rilegato
EAN: 9788804712961
Età di lettura: Young Adult

Recensione a cura di Rosa Zenone

A bussare alla porta di Des, aiutato da una persona che così facendo ha tradito la sua fiducia, è una figura di un passato lontanissimo, che lui aveva cercato di lasciarsi alle spalle anni prima, tanto grandi erano stati la sofferenza e il dolore che gli aveva provocato. Ma adesso, l’orco che ha popolato i suoi incubi di bambino è tornato a ricordarglieli uno per uno. E allora, come ha sempre fatto fino a ora, Desmond si convince che il modo migliore per affrontare la situazione sia non coinvolgere in questa vicenda morbosa le persone che più ama, in particolare Anais. Infatti è deciso a lasciarla fuori dalla sporcizia che un tempo lo ha travolto, anche perché non è del tutto certo che la sua ragazza sia così forte da raccogliere i mille frammenti in cui sta per esplodere. Anais, però, è determinata. Forse, per la prima volta nella sua vita, non intende lasciare decidere ad altri cosa sia meglio per lei. Sa che in questo momento Desmond ha bisogno di fiducia e spazio e, nonostante le costi uno sforzo sovrumano stargli lontana per più di qualche ora e per quanto la mente viaggi e i brutti pensieri siano pronti ad aggredirla appena abbassa la guardia, è disposta a concederglieli. Di una cosa è certa: vuole esserci. Vuole essere forte. E se non lo è abbastanza, vuole diventarlo. Vuole che Des in lei veda il rifugio dove trovare riparo. Perché quando tutto è avvolto nel caos e nella tempesta, solo la forza di un amore potente, non convenzionale e autentico come il loro può condurre alla salvezza.

“Quando si diventa grandi, si pensa spesso ai giorni in cui si è stati bambini con nostalgia e tenerezza. Talvolta si vorrebbe tornare indietro per rivivere quei giorni; io, al contrario, vorrei dimenticare tutto e non mettere più piede nel mio passato, nemmeno nei miei sogni. Ma come sempre accade a chi vuole disperatamente uscire dalla fossa che gli hanno scavato, il passato ti viene a cercare, specialmente se gronda sangue e orrore come il mio. Se ha l’aspetto di un uomo con la barba, dalle mani grosse, sporche di terra, che puzzano di erba appena falciata e di carburante. Jeremiah Spector”

Il libro riprende esattamente laddove si era interrotto il secondo capitolo della trilogia, dalla sconcertante scoperta della presenza dell’inquietante Jeremiah Spector all’interno del campus universitario. Egli è stato il padre adottivo di Des e ha macchiato la sua infanzia abusando di lui. Ma la macchia di episodi così traumatici non può essere circoscritta a quell’unico periodo e continua ad aleggiare pesantemente sul protagonista e a manifestarsi nei suoi incubi, tanto più quando apprende che il suo aguzzino, spinto da una malata ossessione, lo sta cercando.

Ancora una volta Sara Purpura affronta nella sua opera un tema particolarmente delicato, quello della pedofilia. La sua scaltra penna delinea con parole grevi tutto il pesante fardello di malessere della vittima, inoltre tramite poche e significative pennellate ne tratteggia scene particolarmente toccanti e marcate, in grado di evocare disgusto, repulsione e afflizione. La partecipazione del lettore sarà tale da sentire l’impellente necessità di fuggire da tali orrori, calandosi perfettamente nella pelle del protagonista.

“Lancio un’occhiata a destra e poi a sinistra, gli spalti non sono deserti. Molti vengono qui a guardare gli allenamenti degli atleti o a leggere, quindi posso stare un po’ più tranquillo. La riapparizione di Jeremiah nella mia vita è uno spauracchio che mi sussurra all’orecchio in continuazione. Sto diventando paranoico. Percepisco la sua presenza ovunque. Anche poco fa, mentre ero in campo, ho sentito un brivido freddo corrermi lungo la schiena e l’ho cercato intorno a me come un ossesso, (…)”

Dei tre libri questo è sicuramente il più ricco di suspense, sembra quasi aver mutuato l’agitazione tipica del genere thriller. Il modo circospetto con cui Des si guarda attorno per assicurarsi che Jeremiah non sia presente, suscita un’inquieta attesa. Da un momento all’altro si percepisce dovrà succedere qualcosa, si rimane inchiodati alle pagine in modo impaziente e percorsi da un forte turbamento. Il lettore sarà spettatore inerme di un inseguimento senza tregua che prospetta una finale resa dei conti.

“Mi sono abituato a essere il suo muro di cinta, non che lei sia il mio. E abbiamo appena trovato un equilibrio. Non posso permettermi di distruggerlo. Non sono lucido, non sono stabile, mi sento sul punto di andare in pezzi e, anche se non dovrei pensarlo, anche se dovrei avere più fiducia in lei, penso ancora che Anais non sia in grado di raccogliere i miei frammenti, nel caso in cui dovessi esplodere.”

Ma la situazione delineata, ardua di per sé, rischia altresì di rompere il difficile equilibrio che i due protagonisti hanno instaurato con fatica nella loro relazione. Il loro amore dovrà superare altri duri ostacoli ancora una volta. L’amore narrato e fulcro del romanzo, è quello che cerca di confermare se stesso mettendosi continuamente alla prova, quello più sincero e perfetto nella propria imperfezione, quello che porta a superare i propri limiti e a crescere assieme all’altro.

“Devo rimanere lucida; è chiaro che Des avrà presto bisogno di me, e se fossi in preda a una delle mie solite crisi non potrei essergli di nessun aiuto. Stavolta voglio essere all’altezza. Non della situazione, ma di lui. Voglio essere capace di stargli accanto, adesso che è Desmond quello vulnerabile tra noi due.”

Nel libro vediamo i ruoli dei protagonisti invertiti e rovesciati, Des che è sempre apparso forte si troverà a mostrare le proprie debolezze, Anais, che invece a lungo ha colmato la propria fragilità e insicurezza tramite l’autolesionismo, per la prima volta dovrà essere in grado di non cadere a pezzi e di mantenere integro il proprio ragazzo. Tale scelta è altamente apprezzabile poiché rifiuta la staticità di caratteri dati e definiti una volta per sempre, bensì opta saggiamente per dei personaggi più realisticamente in evoluzione e privi di colori netti esenti da sfumature.

Nello strenuo tentativo di difendere l’uno e l’altra, Des cercherà di allontanare Anais per evitare che si possa trovare in pericolo, mentre questa tenterà di comprenderlo e allo stesso tempo di fungere da sostegno, secondo le logiche di un sentimento puro che antepone il bene altrui al proprio, arrivando a instillare anche un profondo spirito di abnegazione.

“«Ti amo e sarebbe tutto maledettamente più facile se non provassi quello che provo per te. Ma lo provo, cazzo! E morirei se ti accadesse qualcosa. Lo sa anche lui e questo ti ha resa un bersaglio.» Ha ragione, ma non deve sapere fino a che punto le sue paure siano reali. Mi stringe le mani. «Fammi spazzare via questa merda. Ti sto chiedendo solo un po’ di tempo.» Tuttavia non riesco ad accettarlo e non gli rispondo. Lui sospira. Ha capito che in questa farsa non mi troverà mai d’accordo, ma non ritorna sui suoi passi. «Va’ via» mi ordina. «Adesso, Honey. Mi accerterò che arrivi sana e salva al dormitorio e che tu sia sempre al sicuro. Non mi vedrai ma ci sarò. Sarò la tua ombra, solo… tu sta’ attenta. Cerca di stare sempre in compagnia e non ti fidare di nessuno.» Poi stringe i pugni e aspetta che me ne vada. È ancora qui, ma è come se fossi comunque da sola a fare i conti con la sua decisione. La sua paura, l’orrore che ha vissuto, sono mostri inattaccabili che ci stanno facendo a pezzi. Nei giorni successivi, cerco di dare un po’ più di fiducia al mio ragazzo, ma ho visto l’ossessione brillare negli occhi di Jeremiah, la venerazione malata per Desmond impregnare ogni sua parola e ho capito che non sarà facile allontanarlo da lui. Sicuramente non lo farà di sua spontanea volontà e Des metterà da parte ogni buonsenso e farà qualcosa di illogico e irreparabile. La sola idea mi atterrisce.”

Se Des è terrorizzato dalla possibilità che Jeremiah possa fare del male ad Anais, quest’ultima è terrorizzata dal fatto che lui possa commettere qualcosa da cui non sarebbe più possibile tornare indietro. In realtà tale idea si imprime nella mente del ragazzo ed è ulteriore fonte di strazio, la felicità finalmente trovata è messa a repentaglio da tale obiettivo.

“Non sono più un ragazzino e semmai lui mi stesse osservando, nascosto come il vigliacco che è, voglio che sappia che la sua presenza non mi sta piegando. Al contrario, so come agirò. Quindi fa bene a nascondersi, perché io lo troverò ovunque lui sia, e quando avverrà non sarà piacevole. Mentre percorro i viali del campus, questo proposito s’insinua sempre più a fondo e poi riemerge con prepotenza, togliendomi il respiro Quella volta non ho avuto il coraggio di ucciderlo, eppure non avevo niente da perdere. Adesso, invece, mi prudono le mani per la voglia di vendetta che si è nutrita del mio odio per tutti questi anni. Ed è tragicamente assurdo che la resa dei conti arrivi adesso. Adesso che ho un sacco di cose da perdere. Che ho Anais, che ho degli amici, una famiglia e un futuro nel football. Che perfino il ricordo di Zach non mi è più così nemico. Adesso. Che sono alleato di me stesso come non avrei mai creduto di arrivare a essere.”

La comparsa di Jeremiah risolleva tutta la sua rabbia e sembra volersene liberare ad ogni costo, anche a scapito della propria felicità tanto agognata. Il conflitto che si configura in Des è coinvolgente e dona al suo personaggio uno spessore di mirabile acutezza.

La narrazione è condotta, come nei precedenti romanzi, dall’alternanza delle voci dei due protagonisti nel susseguirsi dei capitoli, una scelta che risulta ancora una volta felice e congeniale. Attraverso i loro dialoghi e le loro riflessioni assistiamo a momenti commoventi fatti da dolci sussurri e da frasi taglienti, all’interno di un’emozionante storia d’amore non scevra da dolori.

“Lascio che mi baci e strusci il suo bacino contro le mie natiche. Lascio che tiri su la mia camicia da notte e scosti di lato i miei slip, penetrandomi in un solo colpo. Ogni stoccata profonda e intensa libera il dolore e ci regala un attimo di pace. Mi afferra una mano, la sinistra, e se la porta alle labbra per baciare il nostro tatuaggio, aumentando il ritmo dei suoi fianchi per portarmi fino alla soglia del piacere. Lo stringo dentro di me come se ne andasse della mia vita e insieme planiamo in un mondo dove non esistono mostri da combattere. Sento la sua voce all’orecchio, profonda e confortante, già preda del sonno. «Mi sei mancata, Honey.» Chiudo gli occhi, maledicendo le lacrime che mi bagnano le guance, mentre mi accoglie nell’abbraccio più dolce e struggente che mi abbia mai concesso. E mi ritrovo a sperare che questo momento duri per sempre, pur sapendo che fra poche ore il mio letto sarà di nuovo vuoto e lui ancora lontano a combattere i suoi demoni.”

Sara Purpura con tocchi leggeri e incisivi ci regala scene di dolcezza inesprimibile, che diventano comunicabili e palpabili attraverso il ben vagliato uso di parole carezzevoli, struggenti e forti. Dalle sue pagine trapelano sentimenti profondi e intensa passionalità, non vi è spazio per emozioni insipide.

Tutto il tempo tra noi risulta essere il degno coronamento finale della trilogia, un libro in grado di lasciare col fiato sospeso e di mozzarlo allo stesso tempo.

“La vita è strana. Cambia faccia un’infinità di volte, prima di mostrarti il suo vero volto. Un tempo temevo di non essere abbastanza perché qualcuno mi amasse; adesso, invece, soffro per la paura di perdere colei che mi guarda come se fossi il suo mondo. La ragazza che amo più del mio prossimo respiro.”

Sara Purpura

Sara Purpura nasce a Palermo nel 1981. Il romanzo Tutto il tempo tra noi è la terza e ultima parte della trilogia A Time for Love Trilogy iniziata con Tutto il tempo del mondo e terminante con Tutto il tempo con te.

Materiale fornito dalla casa editrice

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