Recensione: “Una rana in valigia” di Cristina Origone

Cari lettori,
se siete in procinto di partire per le vacanze, vi consiglio di portare con voi il nuovo, frizzante ed emozionante romanzo di Cristina Origone, Una rana in valigia.
Vi accompagnerà durante il vostro viaggio facendovi sognare e rendendo il soggiorno ancora più piacevole.
Buona lettura!

Una rana in valigia

Cristina Origone

Editore: HarperCollins Italia
EAN: 978883050313

Recensione a cura di Rossana Bizzarro

Ophélie sapeva che non doveva lasciare quell’importante film nelle mani di Beatrice, incorreggibile sbadata. Ora si trova a dover inseguire lo sconosciuto che ha scambiato il suo trolley blu con quello dell’amica niente meno che su un volo per Santorini, Grecia. All’arrivo la aspettano alcune sorprese: nel trolley non c’è il film ma… altre curiosità; e lo sconosciuto non solo la invita a rimanere a casa sua finché non avrà trovato un volo di ritorno ma con il suo fascino e la sua dolcezza le sta letteralmente rubando il cuore. Ophélie può permettersi però di affidare il cuore a un uomo? Forse è meglio che torni a casa prima che tutta la sua vita vada a rotoli!

L’amore era un dono che doveva essere colto, senza preoccuparsi delle conseguenze.

Amore, passione, ricordi, rivelazioni, amicizie e fiducia: sono questi gli ingredienti principali dell’appassionante romanzo di Cristina Origone, Una rana in valigia.

Indiscusse protagoniste di questa ammaliante storia sono, senza ombra di dubbio, le emozioni: quelle provate dai vari personaggi e quelle suscitate nel lettore durante tutta l’intera narrazione.

Si tratta di emozioni forti, capaci di far sognare, commuovere e di dare nuove speranze.

Quando mi sento particolarmente agitata, spesso mi alzo presto per vedere sorgere il sole. Provo sempre la sensazione di essere in un altro mondo quando lo vedo apparire all’orizzonte e avanzare lento nel cielo, come una tiepida carezza che riscalda l’anima; mi lascia sempre un senso di fiducia e mi aiuta ad affrontare la giornata.

Tutto ha inizio con uno scambio di valigie: Ophélie commette il grande errore di affidare un importante film alla sua sbadata amica Beatrice.

Nonostante il suo modo di fare, a volte sopra le righe, è un’amica preziosa per me. È l’unica persona che in qualche modo mi tiene ancorata alla realtà. E se ci penso, è assurdo che una persona svampita come Beatrice, sempre con la testa per aria, possa riuscire a tenermi con i piedi per terra.

Quel film le serve urgentemente per lavoro e quindi è costretta ad inseguire a Santorini l’uomo che ha scambiato le valigie.

In questo luogo mozzafiato Ophélie si ritroverà a provare e riscoprire sensazioni che credeva ormai assopite, e che per molto tempo ha cercato di non risvegliare per paura di soffrire e di rimanere delusa per l’ennesima volta.

Riuscirà la giovane donna a fidarsi di nuovo di un uomo, a lasciarsi andare e ad essere finalmente felice?

In questi mesi mi sono resa conto che ero alla disperata ricerca di un riconoscimento affettivo, di un amore incondizionato, quello che non ho mai avuto dai miei genitori, soprattutto da mia madre.

In questo intrigante romanzo, l’autrice mostra di essere molto abile nel trascrivere fedelmente e dettagliatamente le sensazioni, le emozioni, i pensieri, le paure e le aspettative dei vari personaggi. Tutti sono ben delineati e descritti nei loro vari aspetti, soprattutto per quanto riguarda quello caratteriale e psicologico.

Ciascuno di essi contribuisce in maniera diversa, ma rilevante, a rendere il romanzo coinvolgente ed intrigante.

Ophélie è una donna che ha sofferto molto dal punto di vista affettivo, ha avuto amori sbagliati ed è per questo che è come se si fosse creata una barriera intorno, si è letteralmente catapultata nel lavoro, è circondata dalle sue amiche, in particolare da Beatrice, con la quale però spesso non si apre totalmente, è restia a mostrare e svelare le sue emozioni più recondite.

Ho sempre incontrato uomini che si sono innamorati di me in modo superficiale, del mio aspetto soprattutto, e io nello stesso tempo ho sempre tenuto alzato un muro: non ho mai permesso a nessuno di conoscermi realmente e sono sempre fuggita quando qualcuno ha provato a superare le mie barriere.

Il viaggio a Santorini la cambia totalmente, si rende conto che la vita va vissuta pienamente e che non c’è nulla di male a mostrare le proprie debolezze agli altri.

In un certo senso, la donna intraprende anche e soprattutto un viaggio interiore, un percorso che la rende più forte e più decisa.

Nel romanzo si alterna la narrazione di due storie che si intrecciano e che poi vanno a confluire in un finale sorprendente: da un lato ci sono le vicende di Ophélie, il suo viaggio e l’incontro con l’affascinante Jacopo, dall’altro c’è la storia di Amalia/Celestina, incentrata sui ricordi e su momenti attuali di questa strana donna.

Vorrei trovare pace nella mia testa, invece tanti ricordi mi confondono e non capisco cosa mi stia succedendo.

Varie sono le tematiche affrontate dalla Origone: la perdita di una persona cara, la guerra e la paura e le incertezze che ne derivano, la maternità, la malattia, l’infedeltà, il difficile rapporto tra genitori e figli, la violenza fisica, l’amicizia, l’amore.

A fare da sfondo al romanzo c’è da una parte la fantastica Liguria, precisamente Sestri Levante, e dall’altra Santorini, luogo stupendo che lascia estasiati e sbalorditi.

Attraverso uno stile fluido e garbato ed una scrittura molto semplice e scorrevole, Cristina Origone ha dato vita ad una storia che entusiasma, incuriosisce e fa sorridere.

Una rana in valigia è un romanzo travolgente, da cui è impossibile staccarsi per evitare che quell’atmosfera magica e serena che ci circonda durante la lettura svanisca.

Ophélie, piccola, ho imparato che nella vita le cose cambiano continuamente e non ci si può fare niente. L’unica cosa che possiamo fare è vivere i momenti belli e non scappare da ciò che ci fa paura o ci fa soffrire. So che hai sofferto molto, ma ti è concesso essere felice.

Materiale fornito dalla casa editrice

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