Review Party: “Come una fenice” di Chiara Cavini Benedetti

Cari amici lettori,
chi, almeno una volta nella vita, non ha sentito nominare “la fenice”, il fantastico uccello mitologico noto per la sua peculiarità di rinascere dalle proprie ceneri?
Beh, il romanzo che vi propongo oggi ha a che fare proprio con ciò: morire e rinascere, non solo nel vero senso dei suddetti termini ma anche nel senso di rinascita interiore, di accettazione delle proprie capacità e del proprio valore, della scoperta della vera felicità. Preparatevi ad una lettura intensa e travolgente!
Buona lettura!

Come una fenice

Chiara Cavini Benedetti

  • Lunghezza stampa: 354
  • Editore: Queen Edizioni (5 dicembre 2019)
  • Romanzi rosa

Recensione a cura di Rossana Bizzarro

Un’anima che non prova amore è imprigionata in un limbo, costretta a vagare sulla Terra senza meta, senza felicità. Ma un’anima innamorata è destinata a vivere per sempre.

Un mondo distrutto dalla guerra.
Una città fondata sulle menzogne.
Un segreto troppo oscuro, ormai dimenticato.
Un’unica via di salvezza, che potrebbe esigere un prezzo troppo alto da pagare. La scelta spetta ad Alex: scappare dal dolore che quel segreto le infligge, o affrontare le sue paure e rischiare la vita? Dicono che l’amore spesso porti al dolore. Lei sarà pronta a soffrire?

Interessante, come nasce la fenice: dopo aver preso fuoco ed essere morta, la fenice rinasce dalle sue stesse ceneri. E rinasce più bella e forte di prima. La morte, per la fenice, è solo una fase di passaggio che la porta a nascere ancora. Così la morte rincorre la vita e la vita la morte, in un cerchio perfetto. Ma la fenice non fa parte di quel cerchio, la fenice ne è al di sopra, ne è al centro. La fenice riesce a battere sia la morte che la vita, perché lei nasce e muore solo per rinascere ancora. Nascere e morire sono indolori, per la fenice. Ma bruciare, sì, quello fa male. Quando le fiamme circondano il suo corpo e avide la divorano, entrandole sottopelle fino a ridurre le sue ossa in polvere, la fenice soffre. Ma lei lo sopporta. Perché solo così, la fenice, potrà sconfiggere la morte.

Costretta a vivere in una città circondata da mura oltre le quali non si sa cosa ci sia, obbligata a rispettare regole inutili e spesso anche dure, cresciuta ignorando l’esistenza di cose che per altri invece sono banali e vivendo costantemente con la paura di essere uccisa da demoni, esseri orribili e distruttivi: è questo ciò che è costretta a sopportare Alex fino ad un certo punto della sua vita.

Tante, varie e contrastanti sono le sensazioni e le emozioni che questo affascinante e originale romanzo di Chiara Cavini Benedetti suscitano durante la lettura: rabbia, fiducia, amore, amicizia, diffidenza, rancore, passione, gelosia, invidia, tormento, paura.

Il lettore viene letteralmente fiondato in una realtà che all’inizio stenda a credere possa esistere, una realtà caratterizzata da imposizioni, leggi bizzarre e rigide, una realtà dove la vita scorre sempre allo stesso modo, non ci sono diversivi, non ci sono feste, nessun divertimento.

I libri, l’arte, la televisione non esistono, viene ripetuto continuamente che tutto è andato perso e distrutto tempo addietro.

È un mondo in cui ci si limita a sopravvivere senza sapere davvero cosa sia la vita vera.

Ma tutto a Hopeland era un obbligo che non si poteva mettere in discussione, e le regole andavano seguite alla lettera. A questo servivano le squadre di pattuglia, le telecamere, le punizioni: a evitare ogni più piccola infrazione.

Fin dalla sua nascita, Alex vive sola con sua madre, dopo l’improvvisa morte del padre, nella grigia e cupa Hopeland. Fin dalla nascita le hanno sempre detto che al di là delle mura della sua città non esiste più nulla, solo distruzione e pericolo. Dentro di sé, però, è convinta che non sia veramente così e sogna di poter finalmente, un giorno, andare via e vedere il mare.

<< Sacrificherei tutto per poter vedere la verità con i miei occhi>>, specificai.

Lui sospirò, appoggiando la schiena al piccolo letto addossato alla parete. << Non devi toccare il fuoco per sapere che brucia.>>

<< No. Ma puoi almeno avvicinare la mano per sentirne il calore.>>

Dopo alcuni tragici eventi che rischiano di mettere in pericolo la sua stessa vita, Alex riesce a fuggire e, durante la sua fuga, si rende conto che tutto ciò che le è stato inculcato fin da bambina è falso. Finalmente vede altri colori oltre il grigio a cui era abituata: il verde della vegetazione, il giallo del sole splendente, l’azzurro nitido dell’acqua e il blu del cielo.

Riesce a trovare rifugio nella città di Phoenix e qui scoprirà verità di cui non avrebbe mai immaginato l’esistenza e soprattutto conoscerà un sentimento nuovo: l’amore, l’amore incondizionato per Nick, il quale cerca di tenerla a distanza, di ignorarla, ma non riesce a fare a meno di lei.

<< Sei il mio problema. Hai stravolto tutto, hai stravolto me. E odio questa cosa. La odio. Non faccio che pensare a te, in ogni maledetto momento. Ho cercato di starti lontano, ma non ci riesco.>> Era a un passo da me. << Perché voglio stare con te. Voglio poterti stringere tra le braccia quando stai male. Voglio guardarti scoprire tutte quelle cose che per te sono nuove. Voglio portarti al mare. Voglio farti ascoltare la musica. Voglio passare ogni dannato giorno con te. E questo è un cazzo di problema, perché io non dovrei volere tutte queste cose. Non dovrei volere te.>>

Il pericolo però è sempre pronto a colpire e Alex si troverà di fronte ad una scelta difficile.

I personaggi idealizzati dalla bravissima autrice sono ben delineati, completi, hanno caratteristiche che li rendono veri agli occhi del lettore. Tutti i loro aspetti sono analizzati accuratamente, soprattutto quello caratteriale e quello psicologico.

Attraverso le fedeli trascrizioni si percepisce perfettamente il loro dolore, i loro dubbi, tutto ciò che li angoscia o che li rende felici, per cui è facile immedesimarsi in ognuno di loro e partecipare attivamente alla storia.

Come si fa a non amare Alex, con la sua testardaggine, la sua determinazione e il coraggio che dimostra nonostante la sofferenza che attanaglia il suo cuore?

È una ragazza a cui è stato proibito, attraverso stupide e crudeli regole, di conoscere il mondo reale, le sono state nascoste verità importanti ma non si è mai resa all’evidenza, ha sempre cercato di vedere oltre quello che le veniva detto.

Quando si rifugia nella città di Phoenix, così diversa dalla sua, senza proibizioni, senza leggi e senza coprifuoco, all’inizio si sente sola, spaesata, triste.

Piano piano però impara ad accettare la sua nuova vita e tutto ciò che le regala, ovvero l’amicizia, l’affetto, la protezione e l’amore.

Abbiamo dato tutti noi stessi pur di crearci un nuovo inizio e, giorno dopo giorno, ci stiamo riuscendo. Guardo questa sala, stasera, e non vedo né morte né dolore. Vedo amore, vedo gioia, vedo vita.

I temi che l’autrice affronta nel suo romanzo sono tanti: la perdita di una persona cara, la guerra, la distruzione, la vendetta, la fiducia, l’amicizia, la menzogna, la pratica dell’ipnosi e l’incapacità di ricordare qualcosa di doloroso, l’amore.

Lo stile dell’autrice è fluido, brillante, molto descrittivo e curato in tutto e per tutto.  La sua scrittura è chiara, semplice, scorrevole per cui è in grado di catturare l’attenzione del lettore facendo in modo che si ritrovi alla fine della storia senza rendersene conto.

Come una fenice è una storia incantevole, meritevole, capace di far vivere e avvertire emozioni uniche, di coinvolgere totalmente tanto da farci dimenticare di tutto ciò che c’è intorno a noi e di stupirci con il finale imprevedibile che fa sperare di ritrovare presto la coraggiosa e audace Alex e tutti gli altri personaggi, di cui ormai è impossibile fare a meno o dimenticare.

“Se tutti volessero bene e nessuno piangesse,

Se tutti amassero e nessuno mentisse,

Se tutti condividessero e ingoiassero l’orgoglio,

Allora vedremmo il giorno in cui nessuno

morirebbe.”

If Everyone Cared, Nickelback

Biografia autore:
Chiara Cavini-Benedetti è nata nel 1996 a Firenze, città che ha poi lasciato per trasferirsi in Scozia, dove adesso lavora come Assistant Editor. Per lei, la scrittura non è solo una passione a cui non sa rinunciare, ma è anche un’ancora di salvezza a cui si è sempre aggrappata nei periodi più difficili della sua vita. “Come una Fenice”, suo romanzo di esordio e primo volume di una trilogia, ripercorre con velati tratti biografici una storia che parla di paura, di dolore, di fiamme, di amore. Una storia che parla di forza. La forza di non lasciarsi schiacciare, la forza di sapersi rialzare. La forza di rinascere dalle proprie ceneri. Esattamente come una fenice.

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