Review Party: “Insegnami a dire addio” di Dawn Blackridge

Cari lettori,
oggi, attraverso la brillante e ammaliante lettura che vi propongo,  ci addentreremo nella fantastica e incantevole atmosfera che avvolge le Hawaii, un mondo accogliente, dove tutto sembra possibile. Una terra di cui, una volta conosciuta, non se ne può fare a meno.
Conosceremo il vero amore, questo sentimento così grande che rende completi e felici.
Si tratta del nuovo e incredibile romanzo di Dawn Blackridge, Insegnami a dire addio, una storia da mozzare il fiato.
Preparatevi a provare una miriade di emozioni!
Buona lettura!

Insegnami a dire addio

Dawn Blackridge 

  • Lunghezza stampa: 231
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Romanzi rosa

Recensione a cura di Rossana Bizzarro

Isola di Ohau – Hawaii – gennaio 1932.

Tanui Wamblee è un nativo hawaiano di origini polinesiane rimasto solo al mondo dopo la morte del padre. Nel giorno del funerale dell’unico genitore rimastogli, prende la decisione di fare il passo che ha rimandato da tempo e diventa socio del suo amico Anapa nella proprietà del locale di quest’ultimo, denominato Etanà, il dio tatuato.

Gennaio 1941

Il tenente Liam Brooks, pilota di caccia, è solito ficcarsi nei guai e, dopo l’ennesima rissa in cui è coinvolto, viene trasferito alla base militare di Pearl Harbour.
Tanui incontrerà per caso, nel suo locale, uno dei suoi tanti frequentatori, un soldato in libera uscita.
Conoscersi farà scoccare una scintilla tra i due, che si trasformerà in un incendio e darà vita a un amore totalizzante. Tanui, farà conoscere a Liam i luoghi più segreti, noti solo a lui, dell’isola, le leggende della sua gente e si accorgerà di provare per la prima volta un legame anche spirituale con lui, e lo stesso Liam sperimenterà sensazioni diverse da quelle cui è stato abituato.
Il 7 dicembre 1941 con l’attacco a Pearl Harbour, il destino si accanirà contro di loro.
La vita tuttavia segue strade misteriose e proprio quando ci sembra di non farcela, di non vedere la luce alla fine del tunnel, succede qualcosa di assolutamente inaspettato che ci farà guardare al futuro di nuovo pieni di speranza.

Sì, mi hai insegnato come dire addio senza voltarmi indietro, te lo giuro, solo tu ed io.

Si può amare tanto da dipendere completamente dalla felicità o dalla disperazione che prova un’altra persona? Si può amare in maniera così profonda da riuscire a percepire tutto ciò che accade alla persona amata? Si, si può.

Ed è proprio questo che insegna il bellissimo, travolgente e toccante romanzo di Dawn Blackridge, Insegnami a dire addio.

Aitu, il vecchio tatuatore maori, un giorno gli aveva parlato dell’empatia, un sentimento che era in grado di legare due persone a tal punto da percepirsi l’un l’altro anche quando erano distanti.

Forse era proprio quello che gli stava accadendo. Era la prima volta ed era scioccante.

È una storia in cui viene data un’importanza e un valore assoluto alle emozioni e ai sentimenti, i quali vengono sottolineati ed evidenziati in modo tale da riuscire a diventare una cosa sola con i protagonisti, sentendo e provando le medesime ed identiche sensazioni.

L’autore è abile nel coinvolgere il lettore fin dall’inizio, proiettandolo in una realtà intrisa di dubbi, affetto, felicità, angoscia, paura e attesa, dove, però, l’amore è sempre in primo piano, una costante che non scompare mai né diminuisce.

Lo stesso amore che Dawn Blackridge mette nell’idealizzare e comporre questo meraviglioso romanzo e che trasuda da ogni singola pagina che lo compone.

A fare da sfondo alla storia ci sono le meravigliose isole Hawaii, in particolare l’isola di Ohau, che viene descritta in tutta la sua bellezza con accuratezza, tanto che al lettore, durante la lettura, sembra di trovarsi in questa terra così splendida, con le infinite spiagge, il mare azzurro e nitido, la rigogliosa e incontaminata vegetazione, le piante e i fiori particolari, i paesaggi che sembrano togliere il fiato per la loro magnificenza.

Si riescono quasi a percepire gli odori, a vedere i colori e a sentire i suoni che la caratterizzano, avendo così la sensazione di conoscerla da sempre.

Guadarono corsi d’acqua, attraversarono zone con vegetazione rigogliosa e zone dove si coltivava il taro, finché non entrarono nella valle dell’Halawa. Dall’alto della collina sulla quale si erano fermati, lo spettacolo della valle era magnifico.

La storia, inoltre, viene ambientata durante la seconda guerra mondiale, quando a dominare sono la paura e l’incertezza.

Tanui, nativo hawaiano, è un ragazzo molto bello, dolce, sensibile, con occhi penetranti capaci di guardare fino in fondo l’animo di chi ha di fronte e con lunghi capelli neri.

Nonostante avesse solo ventidue anni, Tanui aveva un fisico possente. Nativo hawaiano di origini polinesiane, aveva la pelle color del bronzo, con un paio di occhi marroni talmente scuri da sembrare neri, dalla forma leggermente a mandorla, con ciglia lunghe e ricurve, viso largo, dalla forma quadrata, con alti zigomi e labbra carnose. La massa di lisci e lucidi capelli neri gli arrivava a metà schiena e lui li teneva legati in una bassa coda. Aveva spalle larghe e fianchi stretti, ed era alto un metro e ottantacinque. Queste sue caratteristiche lo facevano sembrare più grande della sua età.

Dopo la morte del padre, il giovane si ritrova a gestire, insieme al suo migliore amico, un locale e anche se la guerra incombe, vivendo in un luogo così fuori dal normale, sembra solo qualcosa di molto lontano.

Il tenente Liam Brooks, pilota di caccia, viene mandato alla base di Pearl Harbour, proprio nelle Hawaii e il suo incontro casuale con Tanui cambierà totalmente la sua vita.

Tra di loro scatta subito il colpo di fulmine, sono attratti l’uno dall’altro, non riescono a fare a meno di stare vicini e si innamorano perdutamente.

Pur provando un sentimento così puro e forte, Liam è comunque un militare, la sua omosessualità deve rimanere nascosta, non devono farsi scoprire e così i due giovani vivono il loro amore durante i momenti liberi che riescono a rubare, godendo a pieno del tempo trascorso insieme.

Aveva capito fin da subito che la sua vita senza di lui non era niente se non un inutile guscio vuoto, senza alcun futuro.

Solo pensare a lui rendeva tutto più brillante, lo faceva sentire più vivo, e gli veniva da sorridere mentre, con gli occhi della mente, se lo vedeva davanti mentre gli raccontava delle manovre spericolate che faceva con il suo caccia, o delle ragazzate che gli erano costate punizioni da quasi tutti i comandanti a cui era stato agli ordini.

Tutto questo… voleva tutto questo… per ogni giorno della sua vita.

Si sa però, purtroppo non sempre tutto va come si vorrebbe, a volte la vita è imprevedibile, fa conoscere la vera felicità per poi far ricadere l’essere umano nel buio più totale, nella disperazione assoluta; ma può anche sorprendere e proprio quando sembra di non riuscire più a risalire verso la luce, ecco che all’improvviso arriva una sorpresa inaspettata.

Sei un sognatore, Tanui, però ricorda, se la vita ti regala persone straordinarie non meravigliarti, forse te le meriti.

I personaggi di questo emozionante e commovente romanzo sono caratterizzati e delineati perfettamente in tutti i loro aspetti, ognuno insegna qualcosa, riveste un ruolo fondamentale e contribuisce a rendere unica e notevole la storia.

È praticamente impossibile non ammirare e non innamorarsi dei due protagonisti: con caratteri così diversi tra loro, con i vari difetti e a volte anche con i loro errori, conquistano il cuore del lettore, che non può far altro che sentirsi orgoglioso e felice di aver assistito alla loro magnifica storia d’amore.

I temi affrontati sono vari, alcuni dei quali anche importanti e delicati ma l’autore dimostra di avere una sensibilità incredibile: l’omosessualità, la paura di essere giudicati, la morte di una persona cara, la distruzione, la fiducia, l’amicizia, il lutto, l’amore incondizionato ed infinito, il terrore di non riuscire a liberarsi dal dolore che attanaglia il cuore ferito, la guerra e tutto ciò che ne consegue, la capacità di andare avanti e di guardare al futuro con occhi diversi.

Lo stile di Blackridge è garbato, molto descrittivo, fluido e la sua scrittura è semplice, scorrevole e l’inserimento di termini hawaiani rende la lettura più appassionante e il lettore più curioso.

Inoltre, l’autore è capace di catturare ulteriormente l’attenzione mediante riferimenti a usanze e credenze del posto, mostrando così un grande impegno e un meticoloso lavoro di ricerca.

Qui sulle isole la spiritualità è molto importante. Secondo la nostra mitologia, il popolo hawaiano è stato generato dal rapporto d’amore tra la madre-terra Papahanaumoku ed il padre-cielo Wakea, creando anche le isole. È tutto molto magico.

Per questo il rispetto per la natura è così importante, per noi.

Insegnami a dire addio è un romanzo che va letto tutto d’un fiato, senza nessuna interruzione, per comprendere a pieno i tanti insegnamenti che nasconde. Soprattutto c’è un messaggio ben chiaro che rivelano le sue pagine: non importa di che tipo di amore si tratti, esso va vissuto comunque e pienamente, senza tener conto dei pregiudizi e dei commenti altrui. L’amore non si può sopprimere, evitare o negare perché è un sentimento troppo bello e profondo per potervi rinunciare senza lottare.

<< Qual è la cosa più bella che diresti alla persona che ami?>> gli domandò Liam, tenendolo vicino a sé con una mano sulla nuca e una intorno alla schiena.

<< Invecchiamo insieme>> rispose Tanui prontamente.

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