Review Party: “La Pupilla irriverente” di Rita Mariconda

Carissimi lettori,
se amate i romanzi ambientati in epoche molto diversi dalla nostra non potete assolutamente perdervi l’ultimo romanzo edito della Queen Edizioni, ovvero La pupilla irriverente della talentuosa Rita Mariconda.
Tra costanti battibecchi, frecciatine ironiche e dispetti continui si evolve la storia che vede protagonisti Alexander, bello e distante, e Rebecca, sensuale e indisciplinata.
Buona lettura!

La pupilla irriverente

Rita Mariconda

Editore: Queen
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 26 settembre 2019
Pagine: Brossura
EAN: 9788832233186

Recensione a cura di Rossana Bizzarro

Rebecca, figlia illegittima della duchessa St. John, è l’unica erede dell’antico ducato. Costretta contro la sua volontà ad abbandonare l’amata Scozia, si reca a Londra, dove incontra il suo tutore Alexander, il settimo duca di Lennox, un uomo freddo e oscuro. La fiera e solare insolenza di lei si scontrerà con la rigida autorità del bell’aristocratico. Tra i due si accenderà un fuoco inatteso che gli eventi e le situazioni tenteranno di spegnere in ogni modo. Sullo sfondo della tranquilla Londra vittoriana hanno vita gli intrighi che condurranno la ribelle Rebecca e il rude Alexander verso un inevitabile destino.

“L’amore è quella cosa che tu sei da una parte, lui dall’altra, e gli sconosciuti si accorgono che vi amate. Chest’è.”

Massimo Troisi

È giusto chiudersi in se stessi, lasciare che nessuna emozione e nessun sentimento penetri nel profondo del cuore, evitare l’amore come la peste solo perché la vita, in passato, è stata crudele?

È possibile rinunciare per sempre a sentirsi importanti, appagati e felici, come solo una persona innamorata può essere?

Alexander, duca di Lennon, ne è convinto, non ha nessun dubbio. Non ha ancora incontrato però la bellissima e intelligente Rebecca, figlia illegittima della duchessa St. John, morta dandola alla luce.  Difatti, l’uomo si ritrova ad essere, all’improvviso, il tutore della giovane che non sa assolutamente nulla del comportamento adeguato ad una duchessa, per cui, con il suo carattere ribelle e le sue battute spigolose e sempre pronte, renderà difficile la vita del duca.

Alexander, sulla porta, sorrise: ne aveva di fegato quella ragazza. Bella, intelligente e ribelle, un trinomio inadatto per essere accettata dall’aristocrazia londinese. Partiva già in svantaggio essendo figlia illegittima, se a questo si aggiungeva la sua incapacità all’obbedienza, il problema si moltiplicava a dismisura, e a lui la cosa cominciava a piacere. L’avrebbe piegata, adorava le sfide.

Tra i due, inaspettatamente, c’è da subito qualcosa di forte ad unirli, come una calamita che spinge l’una verso l’altro, nonostante i numerosi sforzi di entrambi per non lasciarsi andare alla passione e al sentimento.

C’è sempre chi ama di più, ma essere amati meno è certamente meglio di non essere amati affatto. Rebecca non sapeva nulla dell’amore, non si era mai innamorata, e ora vivere a stretto contatto con quell’uomo enigmatico la turbava. Sentiva di provare per lui sentimenti fino ad allora sconosciuti, ma sapeva anche che se ne doveva allontanare, per il suo bene fisico e, soprattutto, mentale. Avrebbe fatto meglio a distrarsi, concentrandosi sui suoi tanti interessi: la lettura, la medicina, i cavalli… Qualsiasi cosa, pur di scappare da quello sguardo gelido e da quel sorriso bellissimo. Non doveva assolutamente cadere in quella meravigliosa trappola, doveva essere decisa e adottare una nuova filosofia di vita: in amore vince chi fugge.

Chi l’avrà vinta in questa dura battaglia? La testardaggine dei due, decisi a reprimere le loro emozioni, o l’amore che invece provano e che non vogliono mostrare?

La pupilla irriverente è un fantastico romanzo ambientato in epoca vittoriana e l’autrice dimostra la sua bravura, il suo impegno e soprattutto un grande lavoro di ricerca, attraverso le descrizioni. I particolari, i dettagli vengono sottolineati in modo tale da catturare totalmente l’attenzione del lettore, coinvolgendolo e rendendolo partecipe dell’intera storia, tutto è riportato fedelmente e minuziosamente: i luoghi, i maestosi palazzi, i balli sontuosi, l’abbigliamento tipico di quell’epoca, l’atteggiamento e il linguaggio da adottare a seconda delle situazioni e delle persone a cui ci si rivolge.

La Mariconda non si risparmia nemmeno sulla caratterizzazione dei personaggi: sono tutti molto diversi tra loro, hanno caratteri, virtù e difetti che li rendono unici, ognuno ha un ruolo ben preciso all’interno del romanzo, contribuendo così a renderlo appassionante ed ammaliante.

Sono i protagonisti principali però a fare in modo che il risultato finale sia notevole e travolgente:

Rebecca è cresciuta in Scozia, in un ambiente del tutto diverso dagli imponenti palazzi e dalle loro rigide regole. È una ragazza solare, vivace, la sua allegria è contagiosa, e tutti coloro che la incontrano rimangono incantati ed estasiati.

È molto diretta nel dire la propria opinione, non ha paura di nulla, neanche del tenebroso Alexander, indossa abiti maschili, occhiali da vista ed è in grado di curare le ferite come i migliori medici.

Quando si ritrova rinchiusa tra le mura del palazzo, si sente persa, in trappola e poi il duca di Lennox non le facilita certo le cose. In effetti, con le sue regole, le sue imposizioni, il protocollo da rispettare, si mostra, agli occhi di Rebecca, un uomo prepotente, acido e senza cuore.

Lo detestava, eppure ne era attratta, e più si rendeva conto di quanto fosse bello, più il suo disprezzo per lui cresceva.

In realtà, però, ne è profondamente innamorata e anche se è determinata a dimostrare il contrario, in cuor suo sa che il sentimento che prova è forte e vero.

Alexander è un uomo tutto d’un pezzo, segnato dalle sventure che la vita lo ha costretto a subire, non crede più nell’amore e non vuole lasciarsi andare perché sa che non riuscirebbe a sopportare un’ennesima delusione.

In quei trentacinque anni aveva perso la sua grande occasione di farsi una famiglia, perché per ben due volte il destino si era accanito su di lui, beffandolo amaramente. Ma non si sarebbe più innamorato, mai più, nel suo cuore non c’era più alcun sentimento, e lui non si sarebbe sposato, né avrebbe generato eredi; alla discendenza ci avrebbe pensato suo fratello, più giovane e ricco di voglia di vivere.

Con Rebecca si mostra scontroso ed arrogante ma nel profondo prova qualcosa per lei, ne è consapevole e fa di tutto per allontanarla e spingerla ad odiarlo.

Non poteva affezionarsi, non poteva provare dei sentimenti per lei. Se le fosse successo qualcosa lui non avrebbe retto al dolore. Una maledizione aleggiava su di lui come l’ombra della morte accanto a un moribondo. Ma questa volta avrebbe beffato il destino, questa volta avrebbe mantenuto chiuso il suo cuore.

Molteplici sono i temi trattati dall’autrice: le imposizioni, il rapimento, la vendetta, la fuga, l’amicizia, la fiducia, l’affetto incondizionato per le persone care, il lutto, il tradimento.

Mediante uno stile curato, descrittivo e brillante, Rita Mariconda ha dato vita ad una storia che, anche se priva di grandi colpi di scena, cattura fin dalla prima pagina, catapultando il lettore in una realtà diversa da quella conosciuta e portandolo a provare emozioni vere e impensabili.

La numerosa quantità di dialoghi, molti dei quali anche abbastanza divertenti, inoltre, rende la narrazione scorrevole, chiara e piacevole.

La pupilla irriverente è un libro che trasmette sensazioni meravigliose e che insegna come sia opportuno ed indispensabile cogliere al volo ogni occasione per lasciarsi andare all’amore.

Il mio cuore vuole te, quando sei il lupo solitario, quando sei dolce e gentile, quando sei arrabbiato, quando sei triste, quando ridi e quando prendi a pugni i tavoli.

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