Recensione: “Odio volare. 17 storie turbolente”

Ben trovati a tutti amici lettori, una domanda: siete di quelli che viaggiano in aereo tranquillamente oppure siete invasi dal timor panico all’idea di volare?
Beh, di quest’ultima schiera fa parte anche un certo signor Stephen King…Ed oggi vi parlerò proprio del libro che lui ha curato, insieme a Bev Vincent; un’antologia che racchiude una serie di racconti con un unico comune denominatore, il volo.
Il titolo? Due sole lapidarie parole: “Odio volare”, che non è altro che ciò che pensa Stephen King ogniqualvolta che deve salire su un aereo.
Un consiglio: allacciatevi bene le cinture di sicurezza, i voli saranno tutt’altro che tranquilli….
Buona lettura!

Odio volare. 17 storie turbolente

Stephen KingBev Vincent

Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 9 luglio 2019
Pagine: 335 p., Rilegato
EAN: 9788820067540

Recensione a cura di Pamela Mazzoni

Ed essendo horror, naturalmente raccontano tutto quello che di orribile può succedere quando sei sospeso in aria a diecimila metri di altezza, chiuso in una scatola di metallo (e il riferimento non è per niente casuale) che sfreccia a più di 800 chilometri l’ora, insieme a decine di sconosciuti che potrebbero fare qualunque cosa. King, che sicuramente non ama viaggiare in aereo, ha fornito il suo personale contributo al volume aggiungendovi un’introduzione, le note a ogni storia e soprattutto un racconto originale L’esperto di turbolenze. Inoltre ha reclutato Joe Hill che ha scritto Siete liberi, altra storia ad hoc completamente inedita. Il resto del libro contiene un mix di storie nuove e già pubblicate di autori famosi e meno noti, tra cui Sir Arthur Conan Doyle, Richard Matheson, Ambrose Bierce, Dan Simmons, Ray Bradbury, e altri ancora. King ha raccontato così le origini del libro: Allora, eravamo seduti a cena prima della proiezione de La Torre Nera a Bangor, e sapevamo che molte persone sarebbero arrivate in aereo per partecipare all’evento. Io ho confessato che odio volare e la conversazione si è concentrata su storie di aerei, alcune spaventose, altre divertenti. Ho notato che non era mai stata pubblicata una raccolta di racconti horror sul volo, anche se me ne erano venuti in mente diversi sul tema. Qualcuno avrebbe dovuto farla. Bev Vincent, che è un incredibile pozzo di scienza, ha accettato di curarla con me e ora eccola qui. Bev e io pensiamo che sia una lettura ideale da aereo, specialmente durante gli atterraggi turbolenti.

“Com’è nata questa raccolta? Una sera a cena ho detto che odio volare e ci siamo resi conto di quante storie ci siano sul tema. Mancava solo un’antologia. Eccola qui.”

L’aereo è uno dei mezzi più veloci e, dato di fatto, più sicuri che abbiamo a disposizione per muoverci.

Ma è pur vero che la paura di volare è una delle fobie più diffuse: siamo animali terrestri ed il fatto di stare sospesi sulle nuvole, per quanto affascinante, ci risulta ostico, ed anche ai più impavidi provoca quel brividino lungo la schiena, che si placa soltanto quando le ruote delll’aereo toccano il suolo.

Proprio per esorcizzare questa paura, che è anche la sua, Stephen “The King” ha deciso di farlo curando, coadiuvato dal suo fedele amico e collaboratore Bev Vincent, questa antologia di racconti brevi tra horror e fantascienza, accumunati da “un particolare filo conduttore: sono tutti ambientati ad alta quota, a bordo di un aereo. Ed essendo horror, naturalmente raccontano tutto quello che di  orribile può succedere quando sei sospeso in aria a diecimila metri di altezza (…)”.

Un potenziale immaginifico quello insito nel mondo dell’aria, ed ancor di più quello che può celarsi all’interno di quel tubo di metallo che è l’aereo.

L’ambientazione è di quelle che offre diverse suggestioni: un’accentuata componente claustrofobica, l’impossibilità di lasciare il mezzo su cui siamo, la labilità dello stesso, la compagnia di perfetti sconosciuti.

Se a tutto questo aggiungiamo una buona dose di fantasia, elementi horror e fantascientifici, suspence a iosa, ecco che l’impossibile diventa possibile, l’irreale tangibile, e siamo risucchiati da un terribile universo parallelo che diventa la nostra sola realtà.

17 racconti, ciascuno introdotto dalla mano esperta di Stephen King, che partecipa anche come autore con un racconto inedito nella nostra lingua, 17 piccole ma decise stilettate che, in un crescendo di tensione, ci accompagnano in un adrenalitico ed orrorifico viaggio .

Storie che pagina dopo pagina si insinuano sotto pelle, grazie alla capacità di veicolare il senso di ansia, paranoia, panico che si impossessano del lettore fino all’ultima pagina.

Nei racconti che seguono, incontrerete di tutto: da un mostriciattolo appollaiato sull’ala di un Boeing 727 a esseri trasparenti che vivono al di sopra delle nubi. Vi imbatterete in viaggi nel tempo e in aerei fantasma. Soprattutto, sperimenterete quei dodici secondi di pericolo estremo nei quali tutte le cose che possono andare storte durante un volo vanno effettivamente storte.”

Vi consiglio questo libro perché il racconto è forse la forma letteraria nella quale l’horror si trova più a suo agio, dato che poche pagine permettono di colpire più velocemente al cuore, in un dipanarsi scarno ma essenziale, che ci  pervade da subito di un’inquietudine sottile, infida.

Perchè, diciamocelo, la nostra natura dualistica si nutre con avidità delle contraddizioni che accompagnano le nostre fantasie, dell’eterno passo a due tra pericolo e salvezza, delle visioni oniriche che diventano realtà; ma è proprio questo affrontare le fobie che ci dona il bastone per ammansirle e domarle.

Quindi salite tranquillamente su un aereo, che il peggio è passato.

Forse…

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