Recensione: “Dimentica la notte” di Sara Ferri

Un benvenuto ‘noir’
a tutti gli amanti del thriller!
La mia proposta di oggi vi porterà dritti dritti a Rimini, simbolo per antonomasia, della movida e del divertimento, famosa per i suoi locali, le sue spiagge e la sua mitica piadina! Con l’inizio della primavera, la città romagnola, viene scossa da due efferati delitti di cui diviene testimone silente, continuando a custodire segreti e bugie del passato. Proprio qui l’ispettore di polizia, Noelia Basetti, sceglie di combattere il crimine…e la sua guerra interiore.
Venite con me, vi accompagno sulla riviera romagnola!!!

Dimentica la notte

Sara Ferri

Editore: Alter Ego
Collana: Spettri
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 19 novembre 2018
Pagine: 312 p., Brossura
EAN: 9788893331203

Recensione a cura di Marinella Santopietro

È decapitato. Appeso al soffitto di un locale, la posizione macabra del corpo che ricorda vagamente quella di un Cristo crocifisso. È solo un ragazzo. È la prima vittima, e forse non sarà l’ultima. A Rimini, mentre l’arrivo della primavera sta per portare via gli ultimi ricordi del freddo invernale, il caso viene affidato a Noelia Basetti, giovane ispettore di polizia. Quando, dopo pochi giorni, un altro ragazzo viene ucciso, prende corpo l’ipotesi di un serial killer, di un assassino mostruoso e smisurato, di una mente fredda divorata da un odio primordiale. In una gara spietata contro gli eventi, Noelia Basetti dovrà scandagliare il passato delle due vittime, e nel frattempo tentare di penetrare nella mente dell’omicida.

La notte, col suo buio e la sua quiete, segna la fine del giorno, avvolgendo tutto, cancellando i colori e le sfumature che la luce regala.

Essa può essere riposo e ristoro, momento di intime carezze e sogni meravigliosi: notte da amare… o covo di negatività, luogo in cui il subconscio tenuto a bada, emerge con tutto il suo bagaglio: notte da dimenticare!

In una notte come tante, tre amici tornano dal consueto allenamento, spensierati e sorridenti, fumando uno spinello e ascoltando “Youth of the Nation” dei P.O.D.. Davanti a loro la strada buia. Ignari, corrono verso il loro destino e la spensieratezza presto lascerà il posto alla responsabilità.

È un attimo… un’altra vita, su quella stessa maledettissima strada, viene sbalzata lontano insieme alla sua bici. Si tratta di una ragazza, sola in mezzo al nulla, solo erbacce e alberi intorno, avvolta dalle tenebre e nessun segno di vita.

Sconvolti ma coscienti delle conseguenze, i tre ragazzi, decidono di scappare via, lasciando la povera vittima sul terreno gelido.

Un accordo tacito: dimenticare!

È così che l’autrice Sara Ferri, cominciando la sua narrazione, ci travolge in un vortice di sensazioni. Il lettore vive l’euforia, all’interno dell’abitacolo, la goliardia che si tramuta in disperazione, impotenza e sgomento.

La rabbia prende il sopravvento, però, per quella vita spezzata e per la fuga davanti all’ostacolo e alle conseguenze delle proprie azioni: scappare anziché affrontare!

“In questo momento, in questo preciso istante, mentre ognuno di noi è chiuso nei propri pensieri, tutto assume un aspetto diverso. Lo sento nell’aria, lo leggo dai loro occhi: la nostra vita compie un balzo in avanti. Approda dritta all’età adulta, a un’età in cui l’innocenza giovanile lascia il posto alla consapevolezza, alle conseguenze dei propri gesti.”

Nella stessa città, a distanza di anni, l’ispettore Noelia Basetti, lavora per dipanare una matassa il cui bandolo è di difficile individuazione.

A tre giorni l’uno dall’altra, infatti, due morti misteriose, sconvolgono e turbano le mattine riminesi.

Si tratta di omicidi di rara e scrupolosa crudeltà, architettati nei minimi dettagli e messi in atto da una mano esperta, che non lascia nulla al caso.

“Il soffitto è attraversato da solide travi in metallo. Da quella centrale, in una posa che ha del soprannaturale, pende un corpo, o per lo meno ciò che ne resta, coperto solo da un cencio in vita. È appeso al soffitto attraverso una serie di catene metalliche a maglie molto larghe. Visto dal basso, il cadavere è in una posa che ricorda l’immagine del Cristo crocifisso”

Le vittime inermi, subiscono un martirio e divengono il centro di un quadro raccapricciante dipinto col sangue.

“Il corpo è piegato, le ginocchia poggiate a terra, come nell’atto di pregare, la schiena dritta, leggermente curvata in avanti. Le mani, strette da una corda, poggiano sull’addome, le dita rattrappite e aperte nell’atto di trattenere qualcosa.”

L’ispettore Basetti per le similitudini riscontrate, teme che la scia di sangue sia appena all’inizio, ma almeno in apparenza, tra le vittime non esiste alcun legame.

Entrambi uomini, poco più che trentenni: il primo senza precedenti penali, considerato un bravo ragazzo, l’altro con precedenti per droga, considerato uno scapestrato ma nulla di più.

Saranno le indagini a dare ragione o torto all’intuizione di Noelia, che supportata dalla sua squadra formata dai colleghi Sonia e Gianfranchi, sotto la supervisione del commissario Paduan, andranno a cercare in ogni anfratto delle vite delle vittime e dei loro familiari, amici e conoscenti.

La suspense e i colpi di scena si susseguono, lasciando anche il giusto spazio all’amore.

Il finale, poi, davvero inaspettato!

Questo libro scorre in maniera fluida, generando curiosità ed empatia verso personaggi e fatti raccontati.

Spesso, nella quotidianità, mi capitava di rivivere o di pensare ad alcune scene in esso contenute, il che, a mio modesto parere, non è cosa facile, e che solo un’opera con determinate caratteristiche può riuscire a suscitare.

I luoghi e le persone che man mano compaiono nella storia, sono descritti non tralasciando alcun dettaglio fondamentale, in modo da dare al lettore, tutti gli elementi possibili per condurre “un’indagine personale”.

Restano, in ogni caso, domande a cui, non ho trovato risposta e che rappresentano punti interrogativi.

Forse l’autrice vorrà rivelarli nel prossimo libro, forse c’è altro da scoprire?

Chi lo sa!

Di una cosa sono quasi certa, dell’ispettore Basetti sentiremo ancora parlare. Un altro caso irrisolto aspetta il suo intervento: un capannone bruciato per un incendio doloso, in cui le tracce di un’attività illecita e di resti umani vengono alla luce, proprio quando la polizia è pronta ad intervenire per sospetti traffici al suo interno.

Protagonista indiscussa, Noelia Basetti è una ragazza forte e fragile allo stesso tempo, che ha scelto di lavorare in polizia e ama profondamente farlo.

Originaria di Pesaro, decide di andare via, allontanandosi dalla sua famiglia, dal suo passato, anche amoroso, e da una città che non è quel che sembra.

Noelia è la protagonista di un altro libro della Ferri, precedente a questo, Caldo amaro, che, a mio avviso, andrebbe letto per comprenderne ancora meglio la personalità e le scelte.

Di lei non si evincono molti dettagli fisici, ma mi sono immedesimata, come se li provassi io, nei suoi stati d’animo e nelle sue emozioni, dal primo all’ultimo: la solitudine, il senso di vuoto, i momenti di panico, il senso di colpa legato a eventi passati, la frustrazione, l’impotenza davanti allo stallo nelle indagini e nella sua vita privata…potrei continuare così per molto ma, mi fermo qui!

Solo un doveroso ringraziamento all’autrice, Sara Ferri, per la meravigliosa musica che Noelia ascolta nei momenti bui. Non conoscevo, John Mayer e Morgan James. Preferisco ascoltare musica italiana, ma mi sono innamorata perdutamente di questi due artisti strepitosi!

Amanti del thriller, ‘Dimentica la notte’ deve essere vostro!!!

Buona lettura!

Materiale fornito dall’autore

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