Recensione: “Domina” di Lisa Hilton a cura di Rossana Bizzarro

Domina

Lisa Hilton

Traduttore: S. Caraffini

Editore: Longanesi

Collana: La Gaja scienza

Anno edizione: 2017

In commercio dal: 2 maggio 2017

Pagine: 416 p., Rilegato

EAN: 9788830444447

Intelligente, colta, ambiziosa e soprattutto estremamente disinibita, Judith Rashleigh ha finalmente realizzato il suo sogno: aprire una galleria d’arte a Venezia. In fuga dai crimini commessi in passato, vive e lavora sotto falso nome nella speranza di aver messo ordine nella propria vita. Ma un omicidio, al quale Judith non sembra collegata, la trascina di nuovo nel mondo spietato che credeva di essersi lasciata alle spalle. Tutto quello che pensavamo di sapere su Maestra sta per cambiare. Dalla collezione d’arte segreta di un oligarca alla temibile malavita in Serbia, dalla campagna inglese alla Calabria, tra fughe rocambolesche e notti di sesso estremo, sembra davvero vicina al successo tanto desiderato… ma quale sarà il prezzo da pagare? Con i suoi toni intriganti e una narrazione serrata e tagliente, Domina metterà alla prova Judith come mai prima d’ora.

Forse stavo invecchiando, ma mi sembrava che non valesse più la pena di inseguire molte delle cose che avevo pensato di desiderare: sicurezza, tranquillità, anonimato.

Domina di Lisa Hilton è il sequel di Maestra in cui padroneggiano eros, affari, arte e mistero i quali danno vita a un thriller pieno di suspence e azione.

Dopo essersi lasciata alle spalle crimini e bugie, Judith sembra essere cambiata ed è riuscita a realizzare il suo sogno. Ha aperto una galleria d’arte a Venezia, ha cambiato identità, è ricca, non deve più subire ingiustizie e umiliazioni. Soprattutto non deve più rendere conto a nessuno delle proprie scelte.

Non ero forse la prova vivente del fatto che se credi in te stesso e segui il tuo sogno puoi diventare qualsiasi cosa tu desideri?

Possiede finalmente un appartamento di sua proprietà e la sera è felice di tornare tra le sue cose.

Dopo poche pagine però ci si rende conto che non è proprio così: non si sfugge al proprio passato. Un episodio avvenuto anni prima la catapulterà di nuovo in un mondo caratterizzato da omicidi, misteri e pericoli.

Domina è ambientata per buona parte in Italia, precisamente a Venezia e in Calabria; ma anche in alcune città europee come Ibiza, Parigi e Belgrado. E proprio attraverso questa fuga da città in città che viene presentata la psicologia della protagonista: vittima di bullismo, figlia di una madre alcolizzata, Judith cerca di sfuggire a tutto ciò con l’istruzione e la cultura. Se in Maestra veniva descritta bella, sexy e senza scrupoli in Domina, invece, rivela tutte le sue fragilità. La sua determinazione va pian piano scemando e le sue emozioni prendono il sopravvento, è una donna alle prese con dubbi e paure.

Il sesso è presente anche in questo secondo capitolo nonostante lo sia in misura minore.

Lisa Hilton riesce a rapire il lettore grazie ad un ritmo incalzante e alla descrizione dettagliata di ambienti e luoghi, i quali appaiono ricchi di particolari tanto da catturarne gli odori, i suoni, i colori. L’autrice quindi dà vita ad un thriller che cattura sin dalle prime pagine, la cui trama diventa sempre più complessa e intrigante.

I protagonisti maschili, furbi e pericolosi, sono solo delle comparse, per lo più strumenti nelle mani di Judith.

In Domina ritorna anche un’altra grande protagonista ovvero l’arte, le cui opere vengono descritte in tutta lo loro pienezza e bellezza. In particolare viene esaltata la figura di Caravaggio, un artista sorprendente e geniale, un grande maestro della pittura di ogni tempo. E non è un caso che venga citato proprio lui in quanto la sua vita piena di traumi, fughe e omicidi si accosta benissimo alla vita della protagonista. Inoltre per la Hilton l’arte è bellezza, soprattutto erotica, per cui la scelta del grande pittore italiano sembra perfettamente calzante.

L’autrice dimostra ancora una volta la sua grande conoscenza dell’arte e della cultura in generale.

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