Recensione: “Il cane che arrivò a Natale” di Sue Pethick

Carissimi lettori, oggi vi parlerò di un libro molto dolce e toccante, questa è la storia di una donna, Renee, che si ritrova a crescere da sola tre figli. Vi racconterò delle difficoltà legate al fatto di essere una mamma single che si è appena trasferita in una nuova città e di tutto l’amore che è capace di donare alla sua famiglia e soprattutto al figlio più piccolo, Kieran, che soffre di strane manie e tic che lo portano a essere vittima di bullismo.

Il cane che arrivò a Natale

Sue Pethick

Traduttore: Camilla Barichello
Editore: La Corte Editore
Collana: Skyline
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 5 dicembre 2019
Pagine: 301 p., Brossura
EAN: 9788885516557

Recensione a cura di Manuela Morana

Renee Richardson ha appena divorziato e da poco si è trasferita a Bolingbroke. Il Natale è alle porte e la sua lista dei desideri è molto semplice: qualche cliente in più al Salone di bellezza dove lavora, qualche appuntamento al buio in meno organizzato da suo padre, degli amici per il figlio più piccolo, Kieran. Il bambino, infatti, viene additato da tutti come strano, gli piace contare ad alta voce, ha diversi tic e fa curiose collezioni. Quello che Renee non sa è che Kieran ha già trovato un amico: un cagnone dal pelo grigio e arruffato di nome Max che sembra vivere nel bosco. Quando il cane viene catturato in una trappola, Kieran e suo nonno lo salvano portandolo a casa e tutta la famiglia inizia a legare con il nuovo ospite a quattro zampe. Ma presto il proprietario viene a reclamarlo: si tratta dell’affascinante Travis Diehl. Inaspettatamente Renee scoprirà di avere una nemica in città, che tenterà in ogni modo di metterle i bastoni tra le ruote per conquistare Travis. Riusciranno Max e Kieran a far trionfare l’amore e l’amicizia? Intanto la neve cade annunciando il giorno di Natale.

Questa è la storia di una famiglia, ci racconta tutte le difficoltà legate alla fine di un matrimonio, al doversi trasferire in una nuova casa e all’ambientarsi in una piccola comunità molto unita che fa fronte comune “contro” i nuovi arrivati.

Renee, quando il suo matrimonio finisce, torna a vivere nella casa del padre e anche se la casa è abbastanza grande e ha piani e ingressi separati non può fare a meno di pensare che questo sia un notevole passo indietro nella sua vita.  

Il marito l’ha lasciata perché, oltre ai vari problemi di coppia che si erano creati negli anni, non riusciva a sopportare le stramberie del figlio più piccolo, Kieran, un bambino pieno di strane manie come quella di contare ad alta voce tutti i passi fatti durante i suoi spostamenti, la fissazione per l’ordine maniacale all’interno della sua cameretta, le sue collezioni bizzarre e imbarazzanti e soprattutto i suoi continui tic che lo rendono costantemente bersaglio di insulti e veri e propri episodi di bullismo.

I due fratelli maggiori di Kieran, Dylan e McKenna, soprattutto la sorella in verità, non riescono a perdonargli di essere stato la causa della fine della loro famiglia e non accettano che il padre si sia costruito una nuova famiglia con un’altra donna alla quale rivolge tutte le sue attenzioni e cure dimenticandosi completamente di loro. McKenna, in particolare, non accetta il fatto che la nuova coppia aspetta un bambino e fa sempre tremende battute sul fatto che il padre sta sperando ardentemente che il nuovo figlio che non nasca “difettoso” come l’ultimo.

Kieran però non ha colpe, odia lui per primo i suoi tic e le sue ossessioni anche perché gli causano sempre un sacco di guai. Infatti è proprio per scappare da Cody, il bullo della scuola che lo perseguita, che Kieran si ritrova nel bosco, un posto vietato del quale ha molta paura.

Tuttavia è qui che incontra per la prima volta quello che diventerà il suo migliore amico di sempre, Max, un cagnolone grigio dal pelo arruffato che si dimostrerà buono e leale e che forse riuscirà ad aiutare il nostro piccolo protagonista a vincere le sue paure e a guarire dai suoi problemi.   

Il suono delle foglie secche schiacciate si fece sempre più forte man mano che la cosa nell’ombra si avvicinava. Kieran cercò di contare di nuovo, solo per calmarsi, ma quando i numeri gli vennero meno l’impulso di fare smorfie lo travolse. Distorse il viso per una, due, tre volte, un’esplosione di tic che era incapace di fermare. La vergogna gli infiammò le guance. Almeno nessuno avrebbe mai scoperto quanto era stato debole alla fine.

All’improvviso Kieran sentì in faccia una folata d’aria umida e puzzolente, e qualcosa di ruvido e bagnato cominciò a sfregare via le lacrime. Spaventato, si tirò indietro e aprì gli occhi.

Era un cane, col pelo di tutte le sfumature del grigio. Aveva il muso lungo, un grosso naso nero e dei baffi che gli coprivano la bocca e il mento, come un vecchio. Le orecchie pelose sporgevano ai lati della testa come ali di pipistrello e gli occhi molto accostati avevano uno sguardo perennemente ansioso. Era così buffo che Kieran scoppiò a ridere.

Le giornate sembrano tutte uguali per Renee che deve lavorare duramente come parrucchiera, al salone di bellezza di Winona, per far quadrare i conti. Inoltre deve ringraziare Savannah Hays che la raccomanda alle sue amiche come abilissima parrucchiera, anche se tutto ha un prezzo: 

Diede a Renee l’importo esatto per il taglio, poi tirò fuori altri dieci dollari.

«Ed ecco un piccolo extra per te.»

Ma mentre offriva il denaro a Renee, la mano di Savannah sbucò dal nulla e andò a colpire quella di Debbie.

«Cosa pensi di fare?»

Debbie si tirò indietro, le due banconote ancora strette tra le dita.

«Te l’ho detto» aggiunse Savannah. «Con le mie personali raccomandazioni, non ha bisogno di questo genere di cose. Con tutto il lavoro che le ho portato, sono sicura che Renee si vergognerebbe a prendere altri soldi che tu ti sei guadagnata duramente.» Rivolse a Renee un sorriso pericoloso. «Non è così, cara?»

Con l’avvicinarsi delle vacanze di Natale, l’arrivo in città del fratello con la sua famiglia e la scuola che sta avviando un nuovo programma per ragazzi speciali come Kieran le giornate della nostra protagonista sembrano non avere mai abbastanza ore. Quando, dopo numerosi appuntamenti al buio davvero disastrosi, Renee conosce Travis Diehl la sua vita sembra prendere una svolta inaspettatamente positiva ma poi improvvisamente precipita tutto.

Qualcuno mette in giro bugie che rischiano di mandare all’aria il progetto per bambini speciali, tutte le sue clienti disdicono gli appuntamenti e il preside della scuola la guarda con sospetto.

Tra ex fidanzate gelose che sono disposte a tutto per raggiungere i loro scopi, sindaci che sono dei veri e propri palloni gonfiati e padri di bulletti che sono i loro degni eredi, gente che si coalizza e che rivela la loro vera natura di persone meschine, invidiose e cattive si snoda un libro pieno di colpi di scena.

L’unica certezza è che Max è davvero un cane speciale, addestrato per aiutare i bambini che hanno problemi e forse anche gli adulti che hanno bisogno di un po’ d’incoraggiamento.

La scrittrice ha uno stile che non stanca mai e riesce a trattare con molta delicatezza anche aspetti molto scottanti come il bullismo, la violenza sugli animali e i disturbi infantili, il tutto senza risultare mai pesante e tediosa.

Questa è una storia dolce e a tratti divertente che ci fa riflettere su quanto a volte gli animali abbiamo la capacità di calmare le persone e di unire anche ciò che sembrava essersi perso per sempre. Una storia che parla di natale ma anche d’amore, amicizia e famiglia. È un libro che mi ha regalato tante emozioni e mi ha fatto sperare nel lieto fine.

SUE PETHICK è nata a San Diego in California e vive a Vancouver con il marito Chris. Dopo la laurea all’Università di San Diego ha fatto svariati lavori: dall’analista di sitemi informatici alla cantante in una rock band. Ora è un’autrice professionista e i sui libri sono tradotti in diversi paesi e con La Corte Editore ha già pubblicato I desideri di Boomer.

Materiale fornito dalla Casa Editrice

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