Recensione: “Il gatto che arrivò il giorno di Natale” di Melody Carlson

Amici dei libri, questo tenero e divertente romanzo è ideale per questo periodo dell’anno, quando ancora si può percepire la magia delle feste: Il gatto che arrivò il giorno di Natale di Melody Carlson, sa davvero unire il piacere della lettura a quello di possedere un felino…

Il gatto che arrivò il giorno di Natale

Melody Carlson

Traduttore: Alessandra Maestrini
Editore: Newton Compton
Collana: Anagramma
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 24 ottobre 2019
Pagine: 256 p., Rilegato
EAN: 9788822735706

Recensione a cura di Elisa Mazza

Dopo aver trascorso molti anni all’estero, Garrison Brown torna a Vancouver pronto a cominciare una nuova vita, ma la morte della sua adorata nonna, appena qualche settimana prima di Natale, mette sottosopra tutti i suoi piani. Garrison, infatti, si ritrova improvvisamente nella condizione di doversi occupare di tutto, compresa l’incombenza di cercare una nuova casa ai sei gatti appartenuti a sua nonna. Una vera seccatura, dal suo punto di vista, ma il testamento parla chiaro: la nonna ha lasciato nelle sue ultime volontà istruzioni dettagliatissime per ognuno dei suoi adorati mici in modo che ognuno finisca tra le braccia del proprietario perfetto, il quale, in cambio dell’adozione, riceverà un generoso compenso in denaro. Il compito di Garrison è trovare le combinazioni giuste, senza far, però, riferimento al premio. E chissà che, con l’avvicinarsi della Vigilia di Natale, i sei miagolanti orfanelli da piazzare non riescano a trovare qualcuno perfetto anche per lui.

Garrison, il nostro protagonista, torna a casa dopo un lungo viaggio come missionario in Africa. Cerca, con non poche difficoltà, di ricominciare la sua vita a Vancouver o ovunque ci sia un buon lavoro per lui.

I suoi piani prevedono di recarsi a trovare la nonna, l’unica parente che gli è rimasta quando dopo la tragica scomparsa dei suoi genitori, l’aveva accolto in casa propria e l’aveva cresciuto come un figlio.

Purtroppo non hanno fatto in tempo a riunirsi, la nonna è morta e lui si sente stordito e scaraventato in una realtà che non afferra del tutto.

Una parte di lui, risalente a molto tempo prima, si vergognava: piangere a quel modo non gli sembrava una cosa da uomo. Ma poi ricordò una frase che gli aveva detto una volta un amico ugandese: «Un vero uomo non ha paura di versare lacrime». Inoltre rammentò a sé stesso, soffiandosi rumorosamente il naso, che era sua nonna che stava piangendo.

Ora deve sforzarsi, concentrarsi, ma gli manca tanto, avrebbe davvero voluto passare del tempo con lei anche se a far capolino nella sua mente c’era sempre la dispettosa presenza dei suoi gatti, con i quali, egoisticamente, non ha mai voluto dividere l ‘affetto e le attenzioni della nonna e inoltre in loro presenza soffriva di una terribile allergia.

E adesso come se non bastasse il dolore per la sua perdita deve anche occuparsi di loro, trovando nuove famiglie secondo gli ultimi desideri di lei.

In questo romanzo si percepisce da subito un’atmosfera magica, legata al tipo di narrazione e al Natale, che rende tutto dolce e a quel mistico legame che sa creare un felino tra le persone e la casa.

Nel mio paese si dice, tra noi “gattare”, che «il gatto fa casa», e confermo che mai detto fu più azzeccato.

Sta a Garrison adesso, capire e curare queste creature particolari e di carattere, rispettando una serie piuttosto stravagante di rigide condizioni: infatti forse la nonna era diventata un po’ matta sul finire.

«Sento di dovere tutto questo a mia nonna. Senza la sua influenza nella mia vita, non riesco a immaginare dove sarei oggi.» – “Be’, a parte essere il custode di una casa piena di gatti”, pensò, con un po’ di tristezza, ma naturalmente non lo disse.

Inoltre un premio in denaro da regalare a chi sarà il nuovo fortunato padrone dei gatti mette in moto una serie di piccoli eventi, conoscenze che mettono il nostro protagonista in gioco: Garrison è un personaggio che torna vivere… anche se è più propriamente un miracolo di Natale, io vedo la primavera sbocciare in questa storia. Nasce intimità con le persone che abitano nel quartiere e prende coscienza della loro quotidianità, conoscendo la bella Cara, una ragazza che fin da subito ha fatto fare una capriola al suo cuore ferito.

«Ma il punto è», disse d’un tratto, «che sto ritrovando me stesso. Come se davvero stessi tornando a vivere. So che in parte è perché mi sento meglio di salute. La malaria è sotto controllo. Ma c’è qualcosa, nel fatto di essere qui. Di lavorare nella casa di mia nonna. Trascorrere del tempo con Elliott. Persino stare con Harry… Sembra tutto giusto».

Altri protagonisti indiscussi sono i Mici di questa storia (Harry il rosso in particolar modo), ognuno così unico e di aspetto e con una tale personalità da ricordarmi del perché prediligo questi splendidi animali… I gatti sono da conquistare, hanno “forza interiore” e vi assicuro che riescono a far accadere delle cose belle. Io stessa ho una vita disseminata di meravigliosi ricordi dove ognuna delle mie sentinelle ne preserva la preziosità. Mi affascina sempre nella letteratura il binomio uomo-animale: in questo testo la trama è delicata, leggera, perfettamente calata nell’atmosfera natalizia dove possiamo vedere il protagonista cimentarsi anche nelle banalità quotidiane e in varie cenette o merende tra il vicinato, ma comunque trasmettendo sentimenti ed emozioni profonde, dall’amore, alla gratitudine, alla fratellanza; come un’andatura felina, un passo felpato, la storia cammina fluidamente e con naturalezza.

Garrison si sentì stupido a parlare di un gatto come se fosse un essere umano. Ma Harry, in qualche modo, gli sembrava tale. E ultimamente era diventato il suo migliore amico.

Melody Carlson ha indubbiamente costruito un bel romanzo: il suo stile è sincero e squisito; ha saputo creare dei bei tratti distintivi per ogni personaggio all’interno del libro e ti fa proprio venire voglia di leggerlo tutto in un fiato; forse avrei voluto un finale leggermente più articolato, ma comunque funziona più che bene, sa riscaldare il cuore, specie per le piccole storie raccontate, le fragilità umane che chiedono solo una piccola possibilità per risollevarsi. Questo testo risulta certamente rilassante e di svago, risulta davvero facile affezionarcisi… Unico effetto indesiderato: nasce l’impulso precipitoso all’adozione di un felino e si corre seriamente il rischio di aggiungere un altro gatto in casa!

Materiale fornito dalla Casa Editrice

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