Recensione: “Il mio bisogno di te” di Simona Busto

Ciao amici lettori, oggi vi porto con me all’interno di una storia d’amore, ma prima di tutto di solitudine, fragilità e disperazione ma anche di lotta e di speranza. Una battaglia contro uno dei mali più antichi del mondo, la droga, che si insinua nelle vita delle persone, in particolare in quelle dei giovani che provano quasi per gioco, finendo poi in un tunnel dal quale faticano ad uscire se non addirittura a sopravvivere.

Il mio bisogno di te

Simona Busto

  • Lunghezza stampa: 152
  • Editore: Independently Published (28 ottobre 2019)
  • Romanzi rosa

Recensione a cura di Laura Pari

Amare contro il buonsenso, amare contro il proprio dovere, amare contro il proprio stesso istinto di sopravvivenza. Quanto grande può essere un amore così?
Sulla vita di Sofia grava un peso difficile da sostenere: quello della droga.
Sola nella capitale, senza più amici su cui poter contare, trova un aiuto insperato in Marco, che però lavora per il boss a capo del traffico locale.
Marco possiede una bellezza pericolosa e un segreto ancor più pericoloso. Cosa succederebbe se dovesse confessare a Sofia che in realtà è un poliziotto infiltrato? Che, rispetto a lei, sta dall’altra parte della barricata?
Lui invece la accoglie, andando contro quelli che sarebbero i suoi doveri. Mischia le questioni personali al lavoro e infrange il codice etico che l’ha sempre guidato.
Cos’è davvero a legare due persone tanto diverse? C’è qualcosa che va oltre il bisogno e la paura da una parte, e il senso di responsabilità unito alla passione dall’altra?
Solo un sentimento forte e radicato potrebbe sopravvivere alla verità.

Il racconto prende vita a Roma, dove le due voci narranti, nonché i protagonisti sono
la ventunenne, ragazzina di provincia ingenua e fragile, Sofia Sabbatini, originaria di Jesi, dai lunghi capelli neri e lisci, occhi nocciola e viso a cuore, alle prese con la tossicodipendenza, e il mastodontico alto quasi un metro e novanta dagli occhi color ghiaccio, almeno per come appare alla giovane, ispettore Marco Neri, sulla trentina, poliziotto infiltrato nel giro dei pusher della droga, alle dipendenze di Minniti il boss mafioso della zona, con l’obiettivo nella vita di estirpare il traffico di stupefacenti per poter sottrarre a quella fine quanti più giovani possibili.

“Volevo salvarli tutti. Era per questo che ero entrato nella polizia.”

Lei, scappa dalla sua città d’origine senza soldi e in preda alle crisi d’astinenza da fumo di eroina, per raggiungere nella capitale un’amica, Elena, anch’essa tossica, fidanzata con un riccastro, che le metterà a disposizione un tetto dove dormire e tutte le dosi di cui ha bisogno, perché ormai, la ricerca della droga con cui farsi, è quasi l’unica cosa a cui pensa, che desidera e che da senso alle sue giornate e alla sua intera esistenza.
Sofia e Marco si incontrano per la prima volta nel palazzone dove lui copre le spalle al boss e lei va a comprarsi l’eroina e, fin dal primo sguardo, in entrambi scatta un interesse, ma nessuno dei al momento gli dà importanza, lei perché sente solo i tremori e ha la mente annebbiata, lui, in quanto in missione sotto copertura, non può davvero permettersi distrazioni.
Successivamente, in un giorno qualunque, tanto per lei sono tutti uguali e con un unico scopo, dopo un mix di droga e alcol la protagonista va in overdose e il poliziotto, con un escamotage per non farsi scoprire, la salva portandola in ospedale. A questo punto, i due, non possono più far finta che non ci sia attrazione tra loro e comincia così un legame molto forte ma solamente di speranza e difesa, infatti, lei si aggrappa a lui con il remoto desiderio di salvarsi e uscire da quella schifosa dipendenza e lui con un forte senso di responsabilità e protezione cerca di aiutarla nonostante il grande rischio che corre visto il suo incarico ufficiale.
Ma il “veleno”, purtroppo, vince ancora su tutto.


“Chiamami. Voglio solo parlarti.
Per favore. Non ti devi preoccupare di quel che è successo.
Sofia, telefonami. È importante. Anche per me.”


Lei, sentendosi troppo in colpa e vergognandosi per essere scappata non si fa sentire, ma Marco riesce comunque a rintracciarla e da lì a breve tra loro comincia una relazione amorosa.
“Tutto il suo corpo era la risposta a ogni desiderio avessi mai potuto avere, e anche a quelli che non sapevo di avere.”


In un susseguirsi di momenti belli e brutti, di fughe e ritorni, dove l’ispettore cerca disperatamente di farla disintossicare e in cui Sofia sembra, in realtà, non voler essere salvata, il destino ancora una volta li divide.


“Ti amo Sofia.
[…]
Devo partire subito e devo cambiare numero di telefono. Potrei decidere di portarti con me, ma non lo farò.”

E ora comincia per la ragazza il momento più difficile, il ritrovar sé stessa, nonostante la sofferenza per la mancanza di Marco, l’astinenza e la solitudine.

Arrivati a questo punto, riuscirà l’amore ad essere più forte di tutte le difficoltà?

La scrittura immediata e fluida, le descrizioni minime ma che rendono perfettamente l’idea e il ritmo incalzante con i suoi cambi di azione e situazione, rendono il lettore incollato alle pagine e, in grado di vivere le vicende e le emozioni assieme agli stessi personaggi principali, bramoso di sapere che ne sarà delle loro vite, malgrado gli importanti, pesanti e dolorosi temi trattati, quali principalmente,  la tossicodipendenza con i suoi effetti devastanti, lo spaccio, il mestiere del poliziotto infiltrato e la morte, che riescono a passare quasi in secondo piano davanti alla potenza dell’amore, dei sentimenti e soprattutto della speranza.

Materiale fornito dall’autore

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