Recensione: “Il respiro del sangue” di Luca D’Andrea

Cari amici lettori, oggi parleremo del nuovo thriller di Luca D’Andrea, un’opera dove false credenze e superstizione prendono il nome di crudeltà e violenza.

Il respiro del sangue

Luca D’Andrea

Editore: Einaudi
Collana: Einaudi. Stile libero big
Anno edizione: 2019
Pagine: 392 p., Brossura
EAN: 9788806241551

Recensione a cura di Francesca La Piana

È parecchio tempo, ormai, che Tony Carcano conduce un’esistenza appartata, costruita sulla routine. Le sole emozioni con cui entra in contatto sono quelle che descrive nei suoi romanzi, storie d’amore che gli hanno dato successo e benessere. Questo finché Sibylle, ventenne spericolata e affascinante, non irrompe nella sua vita sbattendogli in faccia una fotografia che lo ritrae piú giovane, sorridente, accanto al cadavere di una donna: la madre della ragazza. A quel punto Tony è costretto a riprendere in mano i fili di una vicenda che avrebbe voluto dimenticare, l’unica inchiesta della sua brevissima carriera di giornalista. E con Sibylle si inoltrerà fra le ombre della piccola, chiusa comunità di Kreuzwirt. Un paese che custodisce un mistero impensabile fatto di menzogne e di violenza, di avidità e di follia.

Sibylle, una giovane ribelle cerca vendetta: non crede al suicidio della madre, così, dopo un’accurata indagine arriva a Tony Carcano, scrittore di romanzi rosa. La ragazza consegna allo scrittore una fotografia che lo ritrae più giovane, sorridente, accanto al cadavere di una donna: Erika, sua madre. Tony all’epoca giornalista aveva seguito la vicenda di quello strano caso di suicidio ed è per questo, che decide di riprendere in mano quella vecchia inchiesta, aiuta Sibylle. I due iniziano a scavare nel passato, intrinseco di orrore.

Passato e presente si intrecciano, tutti gli indizi raccolti dalla novella coppia portano alla città di Kreuzwirt, controllata dalla facoltosa famiglia Perkman. Un paese che nasconde un segreto da troppo tempo, anni che portano con sé la sparizione e la morte di troppe donne, casi insabbiati che grazie al coraggio di Sibylle e Tony vengono alla luce.

Nella comunità si scatena un uragano che butta giù il muro di menzogne, violenza, avidità e follia che aleggia nella cittadina da troppo tempo, ma nonostante ciò, nessuno aiuta i due coraggiosi ragazzi; tutti remano contro di loro, ma si sa, “raramente si trovano le soluzioni dove le si va a cercare. L’ago non è mai nel pagliaio.

Nessun ricatto, nessuna cifra possono fermare Sibylle e la sua disperata ricerca della verità, è troppo forte il bisogno di sapere, il bisogno di potersi scrollare da dosso il fantasma di sua madre.

Tortuose sono le strade che portano alla verità, Tony e Sibylle affrontano dure prove si imbattono in piste alternative, in mondi esoterici, leggende e false credenze ma, grazie alla loro caparbietà, unita al senso di giustizia arrivano a una soluzione quasi “certa”; perché se è vero che “Kreuzwirt è come la gabbia di un criceto…se continui a correre sulla ruota non succederà niente di male, ma non azzadarti a scendere”, i ragazzi, hanno tutte le intenzioni di ribaltare la gabbia.

D’Andrea ha delineato un mondo di violenza e crudeltà, una ragnatela d’inganni creata per proteggere l’avidità umana, per non perdere potere e denaro.

Una storia inquietante e misteriosa che si snoda velocemente grazie alla scrittura fluida e incalzante dell’autore.

La narrazione è ben strutturata nonostante gli innumerevoli personaggi, collocati tutti, nello svolgimento di una precisa azione.  

Non è solo la composizione dell’opera che rende questo thriller interessante, sono i messaggi sottili e i cambiamenti di rotta che D’Andrea inserisce in queste pagine a colpire il lettore: la trama macabra è interrotta da riflessioni profonde e periodi allegri conditi dal messaggio chiave:

Il coraggio e la forza di una giovane ragazza che non china la testa d’innanzi a coloro che credono di poter comprare tutto col denaro.

Perché:

Nessuna cifra può colmare il senso di vuoto che un essere umano porta dentro di sé. Nessuno può scalfire l’integrità di un uomo con sotterfugi e scappatoie poco credibili, ma soprattutto nessuno può privare quest’ultimo del senso di appartenenza, perché solo con quello ci si può sentire completi.

LUCA D’ANDREA

Luca D’Andrea è nato a Bolzano, dove lavora come insegnate precario d’italiano nella scuola media. Per Einaudi ha pubblicato nel 2016 La sostanza del male, il suo primo thriller, che diventerà una serie Tv internazionale, e nel 2017 Lissy. Nel 2019 esce Il respiro del sangue (Einaudi).

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